Fra i vari materiali che possiamo utilizzare per la costruzione delle case per le api (le arnie), sicuramente il più nobile è il legno. Si trovano però sul mercato arnie realizzate con materiali plastici, addirittura anche in cemento in alcuni casi. Recentemente però, su segnalazione di un amico, ho appreso che alcuni anni fa in Italia si stava diffondendo un altro materiale per la costruzione delle arnie.

 

UN’ARNIA PARTICOLARE

La storia di quest’arnia è alquanto particolare.

Fu ideata negli anni 20 da un’azienda apistica di Belforte sul Chienti già allora attiva da oltre vent’anni nella costruzione di arnie in legno.

Come sappiamo, il legno per sua natura presenta varie criticità. Quando viene esposto ad agenti atmosferici e sbalzi di temperatura, tende a crescere e diminuire di volume, a creparsi, a infradiciare, specialmente senza le dovute manutenzioni.

I Fratelli Caldarelli di Belforte sul Chienti arrivarono alla conclusione che sicuramente delle arnie costruite con un materiale più resistente sarebbero potute durare molto più a lungo rispetto al legno. Il desiderio dei Caldarelli era quindi quello di trovare un materiale che potesse vantare i pregi del legno, senza però conservarne i difetti. E alla fine ci riuscirono. 

Trovarono un materiale “assolutamente insensibile all’azione degli agenti atmosferici” e “incorruttibile e refrattario allo stesso fuoco”. L’infiammabilità infatti è un altro dei difetti del legno. Altre caratteristiche a favore di questo misterioso materiale erano la cattiva conduttività termica e la porosità, caratteristiche che avrebbero permesso alle api di non dover patire improvvisi sbalzi di temperatura. 

Tale materiale però risultava difficile da lavorare e scarsamente adattabile alla costruzione di arnie. Lo si trovava in commercio soltanto sotto forma di lastre, ma di spessore troppo sottile (circa 4 mm).

Nel cercare risposte, scoprirono che qualcuno si era già cimentato nella costruzione di un’arnia con questo materiale, un ingegnere per la precisione. Le pareti dell’arnia però erano ancora troppo sottili. Solo 6 millimetri. Insomma, c’era ancora un buon margine di miglioramento. Del resto quei pochi millimetri non potevano certo compensare i 25-30 utilizzati per le classiche arnie in legno.

Così i Caldarelli collaborarono con questo ingegnere e riuscirono a realizzare la tanto agognata “arnia perfetta”. Fu così che assieme allo studio tecnico del Geom. Bozzoni di Ancona, decisero di avviare la produzione. Si diceva addirittura che quest’arnia potesse avere “vita eterna”. 

I Caldarelli avevano appena realizzato e commercializzato la prima arnia in Eternit. Oggi purtroppo conosciamo tutti la pericolosità di questo materiale, ma all’epoca (stiamo parlando del 1922) la cosa non era affatto scontata.

 

LA TRISTE STORIA DELL’ETERNIT

 

Agli inizi del ‘900 viene brevettato con il nome “eternit” una mistura contenente cemento ed amianto. Il materiale vantava una grande resistenza, da cui il nome, ed in breve tempo trovò quindi impiego nei prodotti d’edilizia, come materiale di copertura (nella forma di lastra piana oppure ondulata, come in foto), e addirittura come coibentazione per tubature.

Nel 1928 iniziò la produzione di tubi in eternit, che fino agli anni settanta rappresentarono lo standard nella costruzione degli acquedotti.

Negli anni 40 e 50 l’eternit trovò poi impiego anche in oggetti di uso quotidiano.

Negli anni 60 però alcune ricerche iniziarono a mostrare che la polvere d’amianto generata dall’usura dell’eternit era in grado provocare malattie polmonari croniche ed una grave forma di cancro. 

Le aziende produttrici continuarono tuttavia le produzioni fino al 1986, con drammatiche ripercussioni per gli operai e per le persone che vivevano nelle zone limitrofe alle aziende di produzione. In Italia erano presenti varie sedi produttive.

 

L’ARNIA IN ETERNIT

Come abbiamo visto quindi, completamente ignari degli “effetti collaterali” (almeno fino agli anni 60) abbiamo continuato ad utilizzare l’eternit per gli usi più disparati per via dell’ottima resistenza all’usura. 

libro eternit

 

E’ bene ricordare che queste arnie in Eternit vennero commercializzate molto prima delle scoperte relative alla sua tossicità, per cui non c’è dubbio sulla buona fede dei Fratelli Caldarelli.

La faccenda tuttavia mi ha incuriosito, volevo capire com’era realizzata quest’arnia. Quindi mi sono procurato una ristampa del libretto promozionale realizzato da Carlo Caldarelli chiamato “L’arnia di Eternit – A pareti doppie smontabili”. Si tratta di un libretto di circa 40 pagine, edito dallo Stabilimento di Apicoltura F.lli Caldarelli di Belforte sul Chienti (Marche), datato 1920. 

Già all’epoca l’azienda poteva vantare un’esperienza ultraventennale nella costruzione di arnie. Si trattava sostanzialmente di un’arnia a parete doppia: una lastra era a contatto con l’esterno mentre l’altra con l’interno. Fra le due lastre era presente un’intercapedine che fungeva da ulteriore isolante. 

pareti eternit

Vista delle pareti intervallate da un’intercapedine che veniva creata con delle assicelle di legno che fungevano da spessori.

 

Questo stratagemma fu adottato proprio poiché era difficile ottenere lastre di spessori più grandi, inoltre se si fosse trattato di lastre piene il peso sarebbe stato decisamente eccessivo. Queste pareti venivano poi montate e fissate solidamente attraverso delle viti.

In vendita c’erano due varianti: di tipo A e di tipo B (stanziali e da nomadismo). Le arnie stanziali erano dotate di portichetto rimovibile (realizzato sempre in Eternit), mentre quelle da nomadismo erano dotate di:

  • Telaini a distanziamento automatico per trasportare le api senza schiacciarle.
  • Sistema di chiusura “ermetica” per evitare la fuoriuscita di api durante il trasporto.
  • Sistema di claustroventilazione per impedire l’asfissia delle api durante il trasporto.
  • Maniglie per agevolarne il trasporto.
tipo b eternit

Arnia di Eternit tipo B, studiate per un’apicoltura di tipo nomade.

 

Il prezzo di queste arnie era di 120 lire per il modello stanziale e 135 per il tipo da nomadismo. Per avere un termine di paragone, le arnie in legno dello stesso tipo complete e verniciate costavano fra le 80 e le 100 lire, stando a quanto scritto sul libretto.

conversione

 

 ALTRI RISCONTRI:

Sul sito dell’APAS (Associazione Produttori Apistici Sondrio) è possibile trovare un pdf contenente una copia di “L’amico dell’apicoltore” di Ettore Librina, datato 1922.

apas sondrio

Estratto dal libro “L’amico dell’apicoltore” di Ettore Librina & Figlio.

 

Si tratta di una guida pratica dell’epoca all’apicoltura razionale, all’interno della quale si possono trovare varie informazioni curiose. Lascio in fondo all’articolo il link al sito per poterlo consultare integralmente.

Ecco qui invece un’immagine tratta da un opuscolo pubblicitario del mio archivio, datata 1926 – del Catalogo Generale 1926 di Ettore Librina & Figlio.

catalogo librina

Estratto dal catalogo di Ettore Librina e Figlio. Qui si tratta di arnie standard con tettoiette in Eternit.

 

Arnie Dadant Blatt da 12 telaini, in questo caso si tratta di un ibrido legno-Eternit. La versione con reggi-tetto e tettoia in Eternit veniva venduta al prezzo di 100 Lire. Le tettoiette in Eternit venivano vendute anche a parte al prezzo di 15 Lire. 

Non sono riuscito a trovare altre informazioni in merito, e non ho idea di quanto fossero effettivamente diffuse le arnie in Eternit in quegli anni (spero molto poco), ma se siete in possesso di altre informazioni condividetele pure scrivendo un commento oppure utilizzando il form contatti.

Purtroppo l’Eternit ha creato danni incalcolabili ed ha lasciato profonde cicatrici nella vita di tantissime famiglie, eppure sembrava il materiale perfetto, il materiale definitivo. Purtroppo come spesso accade, non è tutto oro ciò che luccica.

Apprezzerei molto vostri commenti e domande su questo articolo! Usate il box dedicato ai commenti per farmi sapere cosa ne pensate. Iscrivetevi al blog o alle nostre pagine Facebook, Twitter, YouTube ed Instagram per avere sempre aggiornamenti in tempo reale!

A presto!

Luca


FONTI: 

  • L’arnia di Eternit a pareti doppie smontabili (Sistema Caldarelli Brevettato) C. Caldarelli – 1920
  • Catalogo Generale 1926 – Ettore Librina & Figlio
  • L’amico dell’apicoltore – Ettore Librina – 1922
  • Conversione valore lira/euro https://inflationhistory.com/