Brasile e pesticidi: Cosa sta succedendo?

brasile e pesticidi

Come abbiamo visto in altri articoli, le api sono ottimi bioindicatori, ciò significa che studiando la salute degli alveari e dei suoi prodotti siamo in grado di capire se l’ambiente nel quale si trovano è salubre o meno.

È di alcuni giorni fa la notizia che moltissime api stanno morendo in Brasile, per cui in questo articolo vedremo di approfondire la questione.

 

COSA STA SUCCEDENDO?

La causa principale della recente morìa di api in Brasile è da imputare all’utilizzo di pesticidi, alcuni dei quali contenenti sostanze proibite in Europa, come ad esempio i neonicotinoidi ed insetticidi ad ampio spettro come il Fipronil.

Se il nome vi suona familiare, è perché il Fipronil è salito alla ribalta qualche anno fa a causa della contaminazione in alcune partite di uova.

Come alcuni di voi sapranno, l’Unione Europea ha imposto un divieto di utilizzo per i neonicotinoidi dallo scorso aprile a causa del serio pericolo che questi rappresentano per le api.

Spesso negli articoli vengono riportati i numeri delle singole api morte, principalmente per sensazionalismo. Infatti anche stavolta si parla di mezzo miliardo di api morte. 

In realtà questi numeri hanno senso solo per gli addetti ai lavori, quindi proviamo a fare una conversione.

Si tratta all’incirca di più di 6.500 alveari sterminati, un numero davvero esorbitante.

Teniamo conto poi che nonostante sia relativamente semplice contare le api mellifere morte a causa di questo avvelenamento (ovvero le api custodite dagli apicoltori), rimane difficile quantificare il danno nei confronti dell api solitarie, vittime invisibili di questa catastrofe. 

 

QUALI SONO LE CAUSE? 

In molti dei campioni di api morte sono state rinvenute tracce di Fipronil, proibito in Unione Europea e classificato come possibile carcinogeno umano dall’EPA (agenzia americana per la protezione dell’ambiente).

Da quando il presidente Jair Bolsonaro (foto di copertina) si è insediato a gennaio, il Brasile ha autorizzato la vendita di 290 pesticidi, un’accelerazione record. 

Fra i principali produttori di questi agrofarmaci ci sono sia compagnie brasiliane, sia aziende che operano a livello globale.

Lo “snellimento” nelle procedure per l’approvazione dei pesticidi è stata una delle promesse elettorali cardine della campagna di Bolsonaro, dato che il settore agricolo lamentava da tempo un’eccessiva lentezza nell’approvazione di nuovi agrofarmaci.

Ma non è certo tutta colpa di Bolsonaro, l’utilizzo dei pesticidi in Brasile è aumentato del 770% dal 1990 al 2016.

L’organismo di controllo brasiliano per la salute ANVISA ha scoperto che il 20% dei campioni conteneva residui di pesticidi sopra ai livelli consentiti, oppure contenevano addirittura pesticidi non autorizzati. 

Insomma, seguendo la tendenza in crescita, il Brasile è diventato oggi uno dei più grandi acquirenti di pesticidi al mondo.

Ciò che preoccupa è il fatto che il 40% dei pesticidi permessi in Brasile sono altamente o estremamente tossici secondo Greenpeace, ed il 32% di questi pesticidi non sono autorizzati in Unione Europea.

 

IL DIBATTITO IN BRASILE:

I produttori di pesticidi sostengono sia importante variare i principi attivi, dato che gli insetti nocivi sviluppano velocemente resistenza ai formulati, quindi queste politiche hanno il vantaggio di fornire più strumenti agli agricoltori.

Tuttavia la varietà allarma i tossicologi: più alto è il numero di prodotti, più bassa è la probabilità di essere al sicuro perché semplicemente non possono essere controllati tutti.

Fatto sta che il Ministero della Salute brasiliano ha registrato 15.018 casi di avvelenamento da pesticidi agricoli nel 2018, ma ammette che questi dati potrebbero rappresentare una sottostima del problema.

 

UN CASO ECLATANTE:

Una di queste vittime è Andresa Batista, una trentenne madre di tre figli. 

Nel marzo del 2018 si occupava della raccolta di soia presso una piantagione, quando improvvisamente iniziò ad accusare giramenti di testa e nausea.

Poi perse i sensi.

Più di 40 operai dediti alla raccolta si ammalarono quel giorno, tant’è che vennero divisi in tre gruppi e portati in differenti ospedali. 

La prima squadra medica che curò Batista si sentì male a sua volta, per cui in ospedale decisero di incenerire tutti i suoi vestiti. Nonostante questo, Batista e gran parte degli altri lavoratori furono dimessi per tornare al lavoro due giorni dopo.

Poco dopo aver iniziato collassarono.

Da allora è passato un anno e Batista ancora non può lavorare, a causa di varie problematiche piuttosto invalidantiI dottori non sono in grado di formulare una prognosi a causa dell’incertezza su quale tipo di pesticida possa averla avvelenata fino a questo punto.

La gestione di queste piantagioni è riconducibile alla DuPont do Brasil.

Ebbene la compagnia ha accettato di pagare 50.000 real di danni (circa 11.000 euro) a uno dei colleghi di Batista. Batista invece ha ricevuto dalla DuPont do Brasil 40.000 real (poco più di 8.500 euro). L’ufficio stampa della DuPont do Brasil dichiara di non voler commentare la faccenda.

Questo non è certo il tipico comportamento di chi può dire di avere la coscienza pulita.

 

LA RISPOSTA DEL PAESE:
miele esportato dal brasile e pesticidi
Il miele brasiliano esportato supera in quantità le uova il latte ed i latticini che il paese esporta all’estero. – Fonte: Trademap.org

Nonostante quanto appena detto, il congresso sta accelerando ulteriormente le approvazioni, rinominando i pesticidi come “difese agricolturali” e sostituendo le procedure per identificare i potenziali danni per la salute con una semplice analisi del rischio.

L’Istituto Nazionale dei Tumori brasiliano sostiene che queste misure permetteranno a pesticidi con caratteristiche carcinogeniche di mettere in pericolo la popolazione.

L’unica azione in grado di invertire questa tendenza consiste nella presa di coscienza da parte dei cittadini.

Si tratta di conoscere il problema e richiedere politiche più orientate verso la tutela dei consumatori.

Garantendo la salute delle api garantiamo anche la nostra salute.

 

Apprezzerei molto vostri commenti e domande su questo articolo! Usate il box dedicato ai commenti per farmi sapere cosa ne pensate. Iscrivetevi al blog o alle nostre pagine Facebook, TwitterYouTube ed Instagram per avere sempre aggiornamenti in tempo reale!

A presto!

Luca


 

Fonti:

Immagine copertina:

  • Bolsonaro: By Fábio Rodrigues Pozzebom/Agência Brasil, CC BY 2.0
  • Api morte: By Skinkie – Own work, CC0

4 Replies to “Brasile e pesticidi: Cosa sta succedendo?

  1. Ottimo articolo, Luca: hai messo, come si suol dire, il dito nella piaga…
    Grazie per avere ricordato anche le api solitarie come vittime del problema!

    1. Ciao Marco, eh già, come sappiamo le api solitarie se le filano in pochi, quindi è bene martellare un po’ anche su questo punto.

      Speriamo di riuscire a fare un buon lavoro, nel frattempo buona giornata!

  2. le api come bioindicatori e il Brasile come paradigma di follia umana. cosa sta succedendo? perché tutto in brazile, ultimamente? e può una sola persona al comando essere così efficacemente distruttiva? e cosa possiamo noi? che tipo di regole e nuove istituzioni potrebbero aiutare?

    1. Ciao, come accenno nell’articolo non è tutta farina del sacco di Bolsonaro. Certamente però la scelta del popolo brasiliano sembra aver accelerato l’aggravarsi di queste problematiche.
      Utilizzare al meglio il diritto di voto, acquistare ed utilizzare prodotti che hanno minor impatto sull’ambiente, chiedere ai nostri leader di attuare politiche indirizzate alla tutela ambientale, fare corretta divulgazione.
      Sono alcune delle cose che possiamo fare in prima persona per incentivare un cambio di rotta.

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