Candito per api fatto in casa

Durante l’inverno può capitare che le api possano aver bisogno di un’integrazione alimentare. I motivi possono dipendere sia dall’errata gestione delle arnie da parte dell’apicoltore che da altri fattori ambientali.

Bisogna sapere che non si deve mai correre il rischio di far morire di fame un alveare ed in caso di dubbio è sempre meglio prevenire che curare; durante i periodi più freddi è quindi consigliabile nutrire le api con un’alimentazione solida meglio conosciuta come candito. Essendo il mio primo anno di attività ho voluto provare a realizzarlo in casa, in modo da poter avere un prodotto pronto in caso di bisogno. Attenzione perché causa un innalzamento della glicemia solo a guardarlo!

Ingredienti:

  • Zucchero a velo (senza amido, poiché comporterebbe problemi per le api). 
  • Miele (di nostra produzione o di provenienza certa in quanto potrebbe veicolare patogeni dannosi per le api).

Dosi:

Per la realizzazione del candito occorre utilizzare 1 parte di miele e 3 di zucchero, per semplicità ho quindi impastato 1 Kg di miele e 3 Kg di zucchero a velo.

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In alto pentola con il miele, in basso a sx zucchero a velo ed in basso a dx l’inizio della lavorazione.

Procedimento:

Non avendo a disposizione dello zucchero a velo ho semplicemente frullato del comune zucchero da cucina (saccarosio) depositandolo in un contenitore.

Ho versato poi il Kg di miele dentro ad una pentola e l’ho intiepidito sul fuoco (attenzione a non scaldarlo troppo) con lo scopo di renderlo più liquido e facilitare la lavorazione successiva.

A questo punto ho aggiunto gradualmente lo zucchero al miele continuando a mescolare, fino ad ottenere un impasto molto solido.

Per questa operazione è vivamente consigliato l’utilizzo di una macchina impastatrice (che io non ho) o di Jury Chechi perché c’è veramente da sfaldarsi le braccia ad impastare:

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Man mano che si incorpora zucchero il composto si schiarisce e diventa sempre più compatto.

La lavorazione è stata fatta a mano (per la prima ed ultima volta nella mia vita aggiungerei), mescolando prima con una frusta e poi con un mestolo. Dopo aver mescolato circa 2 Kg di zucchero ho dovuto rimuovere il composto dalla pentola ed iniziare ad impastarlo a mano sul banco per incorporare l’ultimo Kg.

Finita la lavorazione ho steso su della carta forno il candito ed ho realizzato dei panetti che verranno poi  forati e posizionati fra il coprifavo ed il tetto in modo da nutrire le api senza dover aprire tutta l’arnia asportando inutilmente prezioso calore dal nido.

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A sx il candito steso, a dx la realizzazione dei panetti di candito, avvolti in pellicola alimentare.

Per nutrire le api si utilizza anche uno sciroppo di zucchero (ancora più semplice da preparare), che in mancanza di miele può andar bene per mantenere in vita l’alveare in caso di condizioni climatiche avverse alla raccolta.

Lo sciroppo di zucchero però, a differenza del candito, è bene utilizzarlo con temperature esterne sopra i 12°C; questo per dar modo alle api di uscire dal nido per i voli di purificazione, più frequenti in caso di nutrizione liquida.

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