Carico e scarico della propoli

La propoli è una sostanza estremamente utile per le api che viene raccolta dalle gemme e dalla corteccia di alcune piante.

La sua composizione ed il colore varia molto dal periodo di raccolta e dal tipo di pianta da cui viene raccolta.

Oltre ad avere un piacevolissimo odore balsamico, questo composto resinoso (prodotto dalle piante per proteggere gemme e corteccia) viene utilizzato dalle api come antisettico naturale, ovvero per “verniciare” le pareti interne del nido, per disinfettare al bisogno e per sigillare piccoli spiragli (anche le api, come noi, non gradiscono gli spifferi).

Ma le api come raccolgono la propoli?

Nonostante le palline di propoli vengano posizionate sulle zampe posteriori delle api bottinatrici, così come avviene per le palline di polline, il metodo di raccolta è molto più laborioso (e faticoso).

La propoli viene raccolta durante le ore calde, cioè nel periodo in cui il composto risulta più malleabile, seppur estremamente appiccicoso. L’ape raccoglie prima piccole palline di propoli, poi, attraverso complesse operazioni, deposita queste palline nelle cestelle presenti sulle zampe posteriori (vedi immagine in evidenza dell’articolo).

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Ape con pallina di propoli fra le mandibole. Le api di servono della bocca sia per raccogliere che per spalmare la propoli dove occorre.

Se pensate però che la parte faticosa sia finita qui vi sbagliate di grosso!

Una volta rientrate al nido con le zampe divaricate, per non invischiarsi, le api che trasportano la propoli non sono in grado di disfarsi del carico da sole, ma è necessario l’aiuto di un’altra ape operaia, come potete vedere nel video che ho girato quest’oggi:

Un’altra curiosità sulla propoli, che avevo letto in un libro ma che fino a quest’anno non avevo ancora avuto modo di osservare in prima persona, è legata al suo utilizzo come disinfettante.

Avevo letto che a volte delle grosse falene, cioè le Sfingi testa di morto (Acherontia atropos), si introducono di notte nei nidi delle api per saccheggiare un po’ di miele.

Sopraffatte dall’ingordigia, queste falene si riempiono talmente tanto di miele da avere difficoltà ad uscire dal nido, finendo con l’essere individuate dalle api che provvedono poi prontamente ad ucciderle.

Trattandosi di grosse falene, le api non sono in grado di trasportarle al di fuori del nido, per cui provvedono a svuotarne il corpo e ad “imbalsamarlo” proprio utilizzando la propoli!

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Ecco la falena “imbalsamata” sul fondo dell’arnietta in polistirolo.

In questo modo le api garantiscono la salubrità all’interno dell’alveare… Almeno finché non arrivo io a portare via ciò che resta dell’incauto intruso.

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Ecco cosa succede a ficcare il naso dove non si deve. 

Che dire, mi dispiace un po’ per quella splendida falena, ma anche la natura a volte sa essere spietata.

Le api oggi vanno incontro a tantissime avversità e sempre più spesso hanno bisogno dell’intervento dell’uomo per poter sopravvivere, quando però vedo che riescono a difendersi più che egregiamente da sole, mi sento molto rincuorato.

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A presto!

 

 

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6 Replies to “Carico e scarico della propoli

  1. Che figata il video o.o sembrano cosí carine e collaborative… poi sdenghete che cambi idea vedendo che cosa fanno a chi si intrufola… ma se tu non gliela avessi tolta la falena… sarebbe rimasta lí come trofeo? D: Ma che tu sappia le api hanno la muscolatura? Come fanno a non farsi male alle zampe? Si è mai trovata un’ape carnivora, tipo vespa?

    1. Ciao! Sì la falena sarebbe sicuramente rimasta lì; generalmente le api portano fuori tutto ciò che non è igienico (comprese le loro sorelle che muoiono dentro l’alveare), ma una falena così grande non sarebbero riuscite a trascinarla fuori, così l’hanno “igienizzata”.
      Le api sono dotate di una muscolatura formidabile, (pensa ad esempio che per volare sbattono le ali circa 200 volte al secondo) mentre le zampe hanno diversi snodi e sono dotate sia di uncini per aggrapparsi a superfici ruvide, che di una sorta di “ventose” che permettono loro di rimanere aggrappate a superfici lisce, tipo il vetro.

      Che io sappia le uniche api carnivore che conosciamo sono in America, appartengono al genere Trigona e sono api senza pungiglione (però mordono!). Non cacciano prede vive come spesso accade per le vespe ma si nutrono di prede già morte che trovano in giro. Sono una sorta di api spazzine insomma.

    1. La penso proprio come te, purtroppo non sempre si ha il tempo di fermarsi ad osservare la natura, e invece io credo che se ci prendessimo più spesso questi momenti potremmo vivere una vita molto più felice.

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