Carta di San Michele all’Adige

Il prossimo 12 giugno presso la Fondazione Edmund Mach di San michele all’Adige (TN) si terrà un convegno durante il quale verrà presentata la Carta di San Michele all’Adige. Il documento, intitolato “Appello per la tutela della biodiversità delle sottospecie autoctone di Apis mellifera Linnaeus, 1758 in Italia” è stato realizzato da esponenti della ricerca scientifica e da personalità di grande rilievo del mondo dell’apicoltura.

Si tratta in primo luogo di una guida alla comprensione delle attuali problematiche che affliggono oggi la “nostra” ape mellifera.

Vengono messe in evidenza le sottospecie presenti nella nostra penisola ed il loro territorio di origine. Le sottospecie in questione sono l’Apis mellifera mellifera, l’Apis mellifera ligustica, l’Apis mellifera carnica e l’Apis mellifera siciliana.

La conservazione genetica di queste sottospecie è materia molto delicata poiché ad essa è legata anche la sopravvivenza della cosiddetta flora spontanea; una perdita di queste specificità potrebbe portare non solo all’estinzione delle api autoctone, ma anche a quella delle flore che hanno contribuito a plasmare.

Si affronta poi l’attualissimo problema legato al trasporto/commercio di specie del genere Apis (e con loro anche di nuovi parassiti o patogeni) all’interno del nostro territorio. Viene in particolare evidenziato che:

A. mellifera e le sue sottospecie autoctone, negli areali di origine, sono apoidei selvatici! La tutela dell’ape mellifica da un punto di vista faunistico va inquadrata proprio nell’ottica della conservazione degli equilibri naturali, oltre che dell’apicoltura.

A fronte di questo si può dedurre che i rimescolamenti delle nostre sottospecie con altre possono alterare, deteriorare o distruggere tutti i delicati meccanismi di adattamento che le sottospecie locali hanno sviluppato in anni ed anni di adattamenti, a colpi di selezione naturale.

Viene poi presentata un’interessante panoramica inerente alle normative di tutela a livello europeo, nazionale, regionale e comunale, ma che però risultano spesso troppo generiche e non sufficientemente incisive, al contrario di quanto messo in atto nella Repubblica Slovena che definisce l’ape carnica come una sottospecie autoctona e che prevede una tutela speciale per cui su tutto il territorio nazionale “non sono permessi l’allevamento e il commercio di materiale riproduttivo di altre razze di api”.

Purtroppo a livello europeo, salvo qualche eccezione, gli organismi viventi sono tutelati solo a livello tassonomico di specie e quindi le sottospecie vengono sostanzialmente ignorate. Per maggiori informazioni sulla tassonomia dell’Apis mellifera LEGGI QUI.

Si parla poi del nomadismo e delle problematiche ad esso legate (con particolare riferimento al rimescolamento di popolazioni di Api geneticamente molto distanti).

In diverse pubblicazioni scientifiche emerge infatti che le colonie più tolleranti nei confronti del parassita varroa tendono ad essere quelle locali. Tuttavia quando queste linee vengono spostate dal loro ambiente di origine, tale caratteristica viene perduta.

In fondo al documento, vengono presentati tre punti strategici da mettere in atto per intraprendere un percorso di tutela effettiva:

  1. Definire un database nazionale del patrimonio di A. mellifera, su base morfometrica e genetica, da collegare all’Anagrafe Apistica, quale strumento fondamentale per regolamentare e gestire al meglio il patrimonio, la movimentazione e il commercio di api.
  2. Rafforzare la ricerca apidologica per sostenere adeguate strategie di conservazione, favorendo gli studi volti ad individuare e valorizzare linee genetiche locali e determinare l’impatto di specie invasive (piante, animali, parassiti e patogeni), integrando queste informazioni per comprendere il potenziale impatto dei cambiamenti climatici sull’attuale diversità delle api.
  3. Favorire le politiche volte a minimizzare la perdita di habitat e rendere i paesaggi agricoli “bee-friendly”.

I punti presentati risultano quindi interessanti spunti dai quali iniziare a lavorare, ed immagino che durante la conferenza ci saranno momenti di dibattito e confronto dai quali sicuramente potrà scaturire qualcosa di più concreto.

Al momento si sta per istituire un comitato che avrà lo scopo di indirizzare proposte più concrete a livello politico, quindi c’è ancora molto da fare e i presupposti penso proprio siano decisamente buoni.

Nel frattempo lascio un link al sito della Fondazione Mach per maggiori informazioni su come partecipare e sul programma dell’evento: https://eventi.fmach.it/Carta-di-San-Michele-all-Adige/La-Carta-di-San-Michele-all-Adige

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A presto!

 

Fonti:
Carta di San Michele all’Adige – Documento integrale 
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