Come nasce una regina?

Mi viene spesso chiesto quale sia la differenza fra ape regina ed api operaie. Molti già conoscono la risposta, ma credo sia comunque interessante aggiungere qualche curiosità che ho appreso di recente.

Innanzitutto è bene sapere che le nostre api mellifere sono divise in caste:

  • Ape regina (femmina, se è sana depone sia uova maschili che femminili).
  • Api operaie (femmine, a loro volta suddivise in pulitrici, nutrici, guardiane, bottinatrici, a seconda dell’età).
  • Fuchi (maschi, destinati esclusivamente alla riproduzione).

Ogni casta possiede particolari dimensioni ed attrezzature adeguate al tipo di lavoro che devono svolgere, ed è per questo motivo che con un po’ di pratica risulta piuttosto semplice distinguerle a colpo d’occhio, ma vediamo nel dettaglio:

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A- Fuco (caratteristici gli occhi composti molto grandi e corpo tozzo) B- Regina (addome allungato che termina oltre l’estremità delle ali) C- Operaia (occhi composti separati, dimensioni più piccole).

Le uova di sesso maschile, e quindi da fuco, vengono deposte senza essere fecondate (geneticamente rappresentano quindi la fotocopia della loro nonna).

Le uova di sesso femminile, prima di essere deposte, vengono invece fecondate e possono dare origine sia ad un’operaia che ad una regina, ma tutto questo come avviene?

Quando tutte le uova femminili vengono deposte, durante i primi 3 giorni saranno nutrite solo ed esclusivamente con pappa reale.

Mentre per le api operaie la nutrizione con pappa reale terminerà al terzo giorno (continuando poi con miele e polline), per l’ape regina invece proseguirà per tutta la vita.

La pappa reale è quindi un alimento nobile che permette alla regina di aumentare le proprie dimensioni di circa il 50% rispetto alle operaie, mantenendola in salute per il lavoro di deposizione delle uova.

Consideriamo inoltre che le operaie durante la stagione di raccolta vivono circa 30-40 giorni, mentre la regina può vivere fino a circa 5 anni. Si ritiene che ciò sia dovuto proprio al tipo di nutrimento somministrato.

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In basso, al centro: cella reale in cui la regina cresce fino al momento dello sfarfallamento.

Significativa è anche la differenza, in termini di tempo, nello sviluppo della larva e della pupa in funzione del nutrimento ricevuto:

  • La regina diviene insetto completo in soli 16 giorni.
  • L’operaia diviene insetto completo in 21 giorni.
  • Il fuco diviene insetto completo in 24 giorni.

Pur non volendo entrare per ora nello specifico, posso dire che conoscendo questi dati è possibile, senza particolari e costose attrezzature, allevare api regine per poterne disporre in apiario in caso di bisogno, ad esempio per perdita della regina o per sostituire regine eccessivamente anziane, o con problemi di deposizione.

Nella prossima  stagione apistica cercherò di mettere in pratica quanto ho appreso (per ora solo a livello teorico) in quest’ambito e spero poi di poter produrre un po’ di materiale da condividere.

La prossima settimana sarà (almeno per ora) l’ultima che dedicherò alla rubrica dedicata alla cultura e letteratura apistica; ringrazio tutti per il grande apprezzamento dimostrato, ma mi occorrerà un po’ di tempo per recuperare altro materiale, per cui magari verrà ripresa nel corso del prossimo anno.

A presto!

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8 Replies to “Come nasce una regina?

  1. Ma quindi…se cè già un’ape regina, si tengono buono un uovo da regina in caso di emergenza o quando muore la regina vi è un periodo senza copertura di sua maestà per aspettare l’arrivo della nuova? E la possibilità, se uno non fa attenzione di confondere la regina con una vespa? °-° È quando nasce una regina come fa a guadagnarsi il rispetto se è piccola? Come fa a sapere di dover fare il grande capo? e.e scusa, come al solito le mille domande! xD

    1. Le api allevano nuove regine solo quando decidono di sciamare (la regina vecchia se ne va con circa la metà delle api per fondare altrove una nuova colonia), oppure quando si trovano in condizioni di orfanità (la regina è morta per quale motivo, o non riesce più a deporre/ha qualche problema). Se accidentalmente noi apicoltori schiacciamo la regina, oppure muore per qualsiasi motivo e non ci sono larve abbastanza giovani, la famiglia è spacciata. A quel punto l’unica possibilità che ha l’apicoltore è inserire in fretta una nuova regina (che può acquistare o autoprodursi). Solitamente le api non allevano solo una regina, questo perché dallo sfarfallamento di un buona regina viene decretato il destino di tutto l’alveare e quindi è meglio avere più regine pronte. Su come si guadagna il rispetto una volta nata scriverò presto un articolo a parte 🙂 Idem sulla differenza fra api e vespe, mi è capitato che mi chiamassero per recuperare uno sciame di api ed invece si trattava di vespe, molte persone tendono a confonderle anche se in realtà sono parecchio diverse. Ma è normale, anche io le avrei confuse prima di iniziare ad interessarmi di apicoltura.
      Fa sempre piacere rispondere alle tue domande quindi vai pure a ruota libera, e dato che ci siamo colgo l’occasione per augurare un Buon Natale a te e tutta la famiglia!

      1. Grazie per la pazienza e per le risposte!! Leggendo i tuoi articoli mi vengono sempre in mente strane domande xD non vedo l’ora di leggere quei due articoli che farai, e poi vuoi mettere? U_U quando parlano di miele e co, qui da me, gli passo certe chicche di notizie! :P……Grazie per gli auguri, auguro altrettanto buon Natale e buone feste anche a te e ai tuoi 🙂 !

  2. Grazie mille! Io come dispongo da un bel giardino, anzi, un parco (85.000 mq) (30% bosco con delle acacia,ciliegio,querce) quasi 800 rose(rampicante/cespugli) e qualche centinaia di metri di siepe piracanta con qualche altro tipo di piante. E come ci sono un sacco di fiori qua, le api non mancano, e pensavo se posso avere qualche altra “satisfazione” a parte il giardinaggio. Secondo te, pose avere qualche famiglia di ape in questo posto?(P.S amiamo gli animali e la natura) Grazie di nuovo, e di sicuro ti seguirò!

    1. Ciao Bob, sicuramente le api non avranno problemi a trovare tutto il cibo di cui hanno bisogno. Il mio modesto consiglio è quello di seguire un corso base di apicoltura (spesso le associazioni di apicoltori locali ne organizzano) e partire con due o tre arnie, acquistando degli sciami. Sicuramente l’associazione apicoltori della tua zona saprà aiutarti durante questa fase, in ogni caso se ti rimane qualche dubbio scrivimi pure senza problemi. A presto e buone feste !

      1. Ciao
        Un altra domanda se non ti dispiace, io non penso proprio di “sfruttarli”(se posso chiamarla cosi) , li vorrei averle come “aiuto” per le mie piante. Se per caso, nessuno no li “ruba” il loro lavoro (miele,etc) , cosa succederebbe? Grazie !

        1. Se non vuoi prelevare miele ed utilizzarle solo per l’impollinazione non ci sono assolutamente problemi. Le api si sviluppano finché hanno spazio. Quando diventano troppe sciamano (la regina vecchia esce con circa la metà delle api e va a costruire un nuovo nido, mentre nell’alveare di origine nasce una nuova regina. Purtroppo al giorno d’oggi le api vanno seguite perché sono vittima di un parassita chiamato varroa. Questo parassita indebolisce le api e le porta ad ammalarsi più facilmente. È per questo motivo che ti consiglio di seguire un corso, in modo da saper riconoscere le principali malattie e gli interventi da fare. Questo oggi è molto importante. Nella sezione “come iniziare” di questo blog trovi la recensione di un libro molto utile per iniziare, non è molto tecnico ma è molto completo per chi comincia da zero. Buona serata !

          1. Grazie mille! Ho già chiesto alla associazione, e si vede che nella mia zona, sono tanti interessati (nessun posto libero, sono in fila comunque) e a la Dinamica(Reggio Emilia) 30 novembre era il ultimo giorno in quale mi potevo inscrivere. Con il libro, sarò già pronto a prendere il corso come una passeggiata,spero. Grazie e bune feste!

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