Come vedono le api?

Male, o meglio, mentre noi umani riusciamo ad avere una vista composta da un’unica immagine completa e nitida, l’apparato visivo delle api è molto differente; è formato da due occhi compositi laterali (contenenti tanti piccoli occhi chiamati ommatidi) e da tre occhi centrali chiamati ocelli.

Questi occhi ricostruiscono l’immagine in maniera molto “pixellata” o “a quadrettoni“, infatti le api per distinguere chiaramente un fiore devono arrivare a pochi centimetri di distanza, ma in realtà tutto questo per loro non è affatto un male, anzi…

Schermata 2017-04-22 alle 21.19.54
Organi della vista delle api.

I fiori infatti, a colpi di evoluzione, si sono attrezzati per pubblicizzare la loro mercanzia ed attirare quindi le api e gli altri insetti impollinatori con strategie che non potevamo immaginare.

Le api, al contrario dell’uomo ad esempio, sono in grado di vedere lo spettro di luce ultravioletta. Noi per fare la stessa cosa abbiamo bisogno di apparecchiature apposite.

E tutto questo cosa c’entra?

Beh, serve a spiegare come mai i fiori sembrano essersi evoluti proprio per attirare l’attenzione delle api; i petali dei fiori infatti (anche se noi ad occhio nudo non lo vediamo), posseggono petali dotati di superfici altamente riflettenti nei confronti della luce ultravioletta, e quindi le api vedono i fiori in maniera totalmente diversa dalla nostra, ecco alcuni esempi:

foto1.png
Fiore visto nello spettro di luce ultravioletta.

Diciamo che per le api i fiori appaiono come una sorta di pista di atterraggio fortemente illuminata. Ed ogni fiore ha una sua particolare superficie riflettente che lo rende diverso da tutte le altre specie!

foto3
I fiori sembrano vere e proprie piste di atterraggio osservate da un altro punto di vista.

Se volete sbizzarrirvi quindi cercate “fiori ultravioletti” oppure “UV flowers” su google immagini e rifatevi gli occhi!

foto2

Oltre a questo, sappiamo che quando l’ape vola a velocità massima la loro percezione dei colori è addirittura disattivata. Insomma quando non le serve distinguere i colori diventa daltonica.

Non è uno scherzo! Questo avviene perché durante il tragitto dal nido al fiore, l’informazione “percezione del colore” non è rilevante, quindi il piccolo cervello dell’ape predilige piuttosto le zone sensoriali dedicate alla navigazione e all’orientamento, così come le informazioni che la circondano, come la presenza di punti di riferimento o di ostacoli da evitare.

IMG_20170422_205325
Arnie disegnate come quella a destra aiutano le api (tramite il contrasto di colori) ad orientarsi, le arnie colorate a tinta unita come quelle a sinistra non sono di grande aiuto per le api. 

Tutto ciò è dimostrato anche dal fatto che le api, dopo aver bottinato, presentano grosse difficoltà nel discriminare i colori (cioè possono confondersi ed entrare nel nido sbagliato), mentre se applichiamo disegni con motivi geometrici, o barre orizzontali e verticali (e quindi distinguibili anche con una vista in bianco e nero), le api si orientano molto più facilmente sulla via del ritorno.

Un altro aspetto interessante della vista delle api è che loro vedono a rallentatore.

Proprio per questo motivo quando facciamo gesti improvvisi (come quando agitiamo la mano per scacciarle), oppure ci mettiamo a correre, non facciamo altro che risultare per l’ape un bersaglio particolarmente nitido e distinguibile.

Al contrario, sempre per lo stesso principio, se ci muoviamo lentamente, i nostri movimenti risultano quasi impercettibili e per l’ape è come se rimanessimo fermi.

A volte sembra incredibile che cosa sia in grado di fare l’evoluzione. Da milioni di anni ha migliorato ed accompagnato l’ape fino ai giorni nostri, rendendola un insetto altamente specializzato ed incredibilmente efficiente.

Come sempre, se ti è piaciuto l’articolo e vuoi ricevere informazioni su novità e aggiornamenti del blog, clicca sul pulsante ISCRIVITI in fondo alla pagina e segui le istruzioni!

A presto!

Condividi l'articolo:

3 Replies to “Come vedono le api?

    1. Ciao Laura, quello che mi affascina delle api è che si è scritto molto su di loro ma ci sono ancora tantissime cose da scoprire. Considera che per paura di rendere l’articolo troppo pesante mi sono limitato all’essenziale ma ci sarebbero tante altre curiosità sulla vista delle api.

      Sul veleno d’api invece mi sto documentando con una certa difficoltà, in quanto è difficile reperire materiale di buon valore scientifico in italiano o in inglese. In Romania hanno sperimentato per molti anni alcune pratiche di apiterapia (PARE sia un’ottima cura per certe patologie) ma non riesco a trovare materiale a me comprensibile fino in fondo purtroppo.

      In Italia siamo ancora piuttosto acerbi in materia, sui libri viene menzionato solo il fatto che esiste un sistema per raccogliere il veleno senza che le api muoiano. Questo veleno poi viene utilizzato nella realizzazione di farmaci anticoagulanti.

      Quando riuscirò a raccogliere meglio le idee sicuramente posterò un articolo, come sempre nel frattempo se hai qualche dubbio specifico cerco volentieri le risposte.

      Buona serata!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *