Le api e l’Armata delle Fiandre

Sfogliando i libri di storia può capitare spesso di trovare rappresentate l’ape regina e le operaie (un po’ meno spesso i fuchi) come simbolo di unione e laboriosità, ma non solo.

Mentre ero intento a leggere il libro “The wisdom of bees“, lettura fra l’altro molto interessante, preso dalla curiosità sono andato a vedere se su youtube fosse reperibile un’intervista all’autore (Michael O’Malley).

Riuscii a trovare quasi subito una conferenza dedicata alla presentazione del libro e, fra le varie digressioni dell’autore, sento citare l’Armata delle Fiandre della quale personalmente non sapevo praticamente nulla, quindi ho pensato di indagare un po’, se non altro per farmi un’idea.

Cos’era l’Armata delle Fiandre:

L’Armata delle Fiandre fu un esercito professionale spagnolo d’istanza nei Paesi Bassi fra il 1567 ed il 1706. Inizialmente fu dispiegato contro gli Olandesi ribelli nella Guerra degli Ottant’anni, in seguito prese parte anche alla guerra dei Trent’anni e ai conflitti che impegnarono Francia e Spagna nella seconda metà del XVII secolo.

Nonostante gli alti standard qualitativi, specialmente nei primi tempi, e l’efficiente organizzazione che comprendeva anche unità ospedaliere e di supporto, l’Armata delle Fiandre divenne famosa per i numerosissimi ammutinamenti.

Gli ammutinamenti furono infatti una piaga ricorrente e cronica, tanto da far entrare nell’uso comune l’espressione ¿Estamos aquí o en Flandes? per riprendere qualcuno che si comportava in modo inappropriato.

Armata spagnola in assetto da battaglia a Nieuwpoort (1600).

Una causa a questi continui ammutinamenti va certamente ricercata nelle mal sopportate avversità della vita militare dell’epoca:

  • Condizioni climatiche avverse
  • Insostenibile lunghezza del conflitto
  • Assenza di turni di riposo e licenze regolari
  • Regime disciplinare umiliante
  • Insufficiente assistenza medica e spirituale

Ma soprattutto vi era una gravissima carenza di denaro contante col quale pagare gli uomini, spesso lasciati senza paga e senza un riparo.

Specialmente nella prima metà della guerra degli Ottant’anni, lo stato di mobilitazione permanente dal 1572 al 1607 portò a quasi 50 ammutinamenti. Si trattava quindi di una vera e propria realtà quotidiana.

Ammutinamenti estremamente organizzati:

Questa realtà seguiva regole molto ferree e ben definite:

  • Gli ammutinati azzeravano le gerarchie precedenti
  • Venivano espulsi gli ufficiali per eleggerne altri (i cosiddetti eletti)
  • Ogni eletto aveva un segretario che teneva una copia di tutta la corrispondenza e la raccoglieva in dei veri e propri archivi organizzati
  • Spesso prendevano il controllo di un avamposto fortificato

Mentre le trattative continuavano, gli ammutinati spesso dimostravano grande dignità e ragionevolezza nelle loro (fondamentalmente giuste) richieste, e si dimostravano capaci di difendere sorprendentemente bene le loro ragioni di fronte ai comandanti.

Il sacco di Anversa fu un episodio della Guerra degli ottant’anni ad opera degli ammutinati. Fu il più grande massacro civile della storia del Belgio.

Quasi sempre almeno una parte degli arretrati finiva per essere pagata, magari dopo mesi di estenuanti negoziazioni. In particolare, Alessandro Farnese si rese conto della necessità di garantire standard di vita migliori alle sue truppe se voleva che la riconquista delle province ribelli avesse una chance di successo.

Per questo motivo istituì l’ospedale militare di Malines nel 1585, e per porre un freno alla rapacità dei capitani, stabilì più o meno nello stesso periodo che abiti, armi e pane quotidiano fossero garantiti da Bruxellles ai soldati, detraendo dai loro stipendi la differenza e versandola direttamente nelle loro mani anziché in quelle degli ufficiali.

Frequentemente gli ammutinati dimostravano un grande senso del dovere, non rifiutando a priori di combattere se strettamente necessario: furono infatti in prima linea nella battaglia di Nieuwpoort e si batterono con onore al comando del loro eletto sotto la loro insegna blu.

In altri casi, come la vittoria di Mookerheyde o la presa di Harleem e Zierikzee, l’ammutinamento era nell’aria ma scattò solo dopo che i soldati ebbero fatto il loro dovere. Nel 1604, quando la necessità di stabilire una base fortificata li costrinse a scacciare gli olandesi da Tienen, dimostrarono un coraggio quasi suicida.

L’ammutinamento di Zichem:

Gli irlandesi presero parte a diversi grandi ammutinamenti, tutti piuttosto lunghi, ma l’ammutinamento più importante cui presero parte fu quello di Zichem, avviato da 400 italiani del tercio (unità di fanteria) di Gastone Spinola nel 1594 e capace di coinvolgere 2.800 veterani (di ben 13 idiomi differenti!) prima della sua conclusione esattamente due anni dopo.

Questo ammutinamento fu uno dei più importanti di tutta la guerra, e rappresenta a modo suo un simbolo della capacità organizzativa dei veterani delle Fiandre: chiamavano la città “Repubblica di Zichem” e siglavano la loro corrispondenza col Governatore Generale usando un timbro raffigurante un’ape regina seguita dai fuchi, col motto MENS EADEM OMNIBUS (“La stessa mente in tutti“).

Emblema degli ammutinati di Zichem. Ape regina con fuchi al seguito, circondati dalla scritta MENS EADEM OMNIBUS.

L’eletto degli ammutinati di Zichem, fu un perfetto rappresentante del malcontento generale: veterano di lungo corso, lui stesso vantava un credito di svariate paghe arretrate mai e corrisposte.

Nulla sembrava piegare la loro determinazione: respinsero addirittura due attacchi da parte di un contingente dell’Esercito prima di chiedere “asilo politico” alle Province Unite, ottenendo da Bruxelles, grazie a questa mossa, la città di Tienen in attesa di una risoluzione pacifica della disputa, giunta dopo 710 giorni al costo di un cosiddetto sostento di 15.000 scudi più altri 330.000 come compensazione degli stipendi arretrati, per una media di 120 scudi versati a ciascun ribelle. Per farci un’idea, consideriamo che con circa 12 scudi all’epoca ci si poteva comprare pane per sfamarsi un anno intero.

A ben vedere la grande organizzazione di queste persone, nonostante provenissero da diverse parti del mondo, mi ha ricordato un po’ ciò che avviene all’interno dell’alveare, dove ogni ape operaia, a prescindere dal livello di parentela (hanno tutte la stessa madre ma non sempre lo stesso padre) lavora in completa unione per uno scopo comune, il benessere e la sopravvivenza dell’alveare.

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A presto!

Fonti:
Strong and Enduring People I Reggimenti Irlandesi nelle Fiandre Cattoliche – Nicola Reffo
The Army of Flanders and the Spanish Road, 1567-1659. The Logistics of Spanish Victory and Defeat in the Low Countries’ Wars – G. Parker.
La Grande Guerra, 1914-1918 – M. Isnenghi e G. Rochat.
Mutiny and Discontent in the Spanish Army of Flanders, 1572-1607, in Past and Present, n°58 – G. Parker
Under the Black Flag: The Romance & the Reality of Life Among the Pirates – D. Cordingly.
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