Crema per mani e viso fatta in casa all’acqua di rose

La cera d’api può essere utilizzata per moltissime applicazioni quotidiane, dalla lucidatura dei mobili alla cura della persona e all’illuminazione degli ambienti, giusto per citarne qualcuna.

Oggi ci concentreremo sul nutrimento della pelle preparando un prodotto che può essere utilizzato da tutta la famiglia e che si realizza molto facilmente con soltanto 3 ingredienti e classici strumenti casalinghi.

Si tratta di una crema a base di olio d’oliva, cera d’api ed acqua di rose. Quali proprietà ha questa crema? E’ sicuramente emolliente ed idratante, in quanto nutre la pelle e le impedisce di seccarsi. Se ne preferisce l’uso prima di andare a letto oppure quando la pelle ha subito un forte attacco da parte di agenti esterni (detersivi, freddo intenso etc…).

E’ necessaria una piccola parentesi tecnica che spero non vi annoi, bensì vi aiuti nella comprensione della ricetta!

Che cos’è un emulsione?

In chimica fisica, miscela costituita dalla dispersione di goccioline di un liquido (fase dispersa o discontinua) in un altro (fase disperdente o continua) nel quale sono insolubili o quasi; sono emulsioni molti alimenti (latte, burro, maionese), cosmetici (creme, lozioni), medicamenti, detersivi, insetticidi, lubrificanti, vernici, ecc. (Treccani)

Acqua ed olio rimangono ben separati!

Come forse avrete già intuito la nostra crema è composta da due ingredienti insolubili tra loro: l’acqua e l’olio. E’ di comune conoscenza che i due elementi non riescano ad unirsi in una soluzione uniforme, come ad esempio accade tra acqua e sale o tra caffè e zucchero, ma che tendano a separarsi ed a creare due strati ben distinti tra di loro dove l’acqua occupa la parte bassa del recipiente, mentre l’olio si trova in superficie.

Come facciamo a farle stare assieme? La cera d’api è il nostro legame! Essa funziona da emulsionante, vale a dire che si comporta come un collante che tiene ben stabili tra di loro gli altri ingredienti affinché il risultato appaia omogeneo all’occhio umano, anche se a livello chimico la separazione sarà sempre ben presente.

 

Attenziò, concentraziò… STERILIZZAZIO’!

Introducendo l’acqua in un cosmetico si aumenta di molto il rischio di proliferazione batterica, in quanto si crea un ambiente molto favorevole all’attacco di batteri e funghi. Come possiamo cercare di contrastare tutto ciò? Dobbiamo prendere alcune precauzioni, che non saranno definitive ma che ci aiuteranno un po’:

  • sterilizzare tutta la strumentazione che utilizzeremo per la produzione, anche i barattoli che conterranno la crema e le superfici di appoggio;
  • lavarsi bene le mani prima della lavorazione;
  • conservare la crema in frigorifero per massimo un mese, gettandola via in caso cambiasse colore, odore o consistenza, oppure provocasse irritazioni cutanee;
  • prelevarla con mani possibilmente pulite;
  • chiudere sempre il barattolo ermeticamente dopo l’uso.
L’acqua non inizierà a bollire se la guardi!

Personalmente sterilizzo tutto attraverso la bollitura, inserendo tutta la strumentazione ed i barattolini dentro ad una pentola e lasciandoli in ammollo per almeno 5 minuti dal momento dell’inizio dell’ebollizione. Potete utilizzare anche del vapore o dei prodotti sterilizzanti. Quest’ultimi li consiglio soprattutto per la pulizia delle superifici di appoggio.

Iniziamo a preparare la nostra emulsione!

Elenchiamo innanzitutto la lista degli strumenti necessari e da sterilizzare:

  1. due pentoline per il bagnomaria (sterilizzare solo quella che sarà a contatto con gli ingredienti);
  2. un frullatore ad immersione, possibilmente con la punta staccabile;
  3. un contenitore per poter pesare l’acqua di rose;
  4. un leccapentole;
  5. vasetti di vetro per contenere le creme, controllando bene che i tappi non siano danneggiati o che non abbiano odori.
  6. bilancia di precisione o che possibilmente riesca a pesare bene le decine, ovviamente non serve sterilizzarla ma solo pulirla bene ed evitare che entri a contatto diretto con gli ingredienti.

Gli ingredienti!

Il peso finale sarà di circa 100 gr. Visto il breve periodo di conservazione, vi consiglio se possibile di dividerlo in più contenitori e regalarlo a persone che potrebbero farne un buon uso!

  • Olio di oliva: 60 gr
  • Cera d’api: 20 gr
  • Acqua di rose: 20 gr

    Aggiungiamo gli ingredienti un poco per volta!

Svolgimento!

  1. Riempire d’acqua il pentolino inferiore e metterlo sul fuoco basso. Prendere il pentolino sterilizzato, posizionarlo sulla bilancia e tararlo. Pesare quindi l’olio extra vergine. Tarare di nuovo, aggiungere la cera d’api. I due ingredienti possono anche essere pesati separatamente e poi uniti in questo pentolino. Va da sé che in questo caso i recipenti utilizzati debbano essere sterilizzati.
  2. Pesare l’acqua di rose e metterla da parte.
  3. Un volta che l’acqua bolle, mettere il pentolino a bagnomaria ed attendere che la cera d’api si sciolga, mescolando con il leccapentole. Abbassare il fuoco o spegnerlo nel caso in cui l’ebollizione fosse troppo vivace. Collegare il frullatore ad immersione alla corrente.
  4. Concluso lo scioglimento, togliere il pentolino dal fuoco. Aggiungere l’acqua di rose.
  5. Prendere il frullatore ad immersione ed azionarlo all’interno del pentolino per circa 30 secondi.

    Mescoliamo il tutto!
  6.  Versare l’emulsione nei contenitori di vostra scelta. Nel caso si dovesse solidificare, riporre per pochissimi secondi il pentolino all’interno dell’acqua calda per favorirne lo scioglimento.

    Concentrazione e mano ferma!
  7. Lasciare raffreddare a temperatura ambiente, la crema avrà un aspetto solido ma comunque molto malleabile.
  8. Annotare con un pennarello indelebile la data di produzione sul barattolo, in modo da potersi regolare con la scadenza.
  9. Annusarla, provarla sulla propria pelle, compiacersi della nostra bravura ed inserire in frigo!

Ingredienti… Facoltativi!

Alla ricetta possiamo aggiungere anche altri ingredienti, quali gli oli essenziali in quantità massima 6/7 gocce di un solo tipo, a mio avviso, tra il punto 5 ed il 6 della ricetta. Questi andranno purtroppo a coprire l’odore della rosa e della cera d’api ma potrebbero aggiungere proprietà cosmetiche alla crema ed aiutarne la conservazione. A me piace usare il Tea Tree, per via del suo effetto antimicotico e sfiammante.

Si potrebbero aggiungere 2 gocce di tocoferolo, la Vitamina E, facilmente reperibile anche in farmacia, che funge da conservante naturale. La si aggiunge tra il punto 5 ed il 6 della ricetta.

Nel caso non abbiate a disposizione l’acqua di rose potete usare anche della semplice acqua distillata! L’importante è non sostituirla con acqua del rubinetto, per via del cloro e degli altri minerali in essa contenuti.

Prestare sempre attenzione!

Come ho già detto questa preparazione casalinga potrebbe essere soggetta a contaminazioni batteriche. Maggiore attenzione poniamo nella preparazione, maggiore sarà il tempo di conservazione, maggiore sarà la nostra soddisfazione!

Per un’ulteriore sicurezza consiglio sempre di provare qualsiasi cosmetico autoprodotto per la prima volta in un punto della nostra pelle ed osservarne la reazione, nel caso siate inconsapevolmente sensibili a qualcuno degli ingredienti usati. Se la pelle dovesse irritarsi al primo contatto o dopo qualche periodo dalla data di produzione, consiglio di gettare via il prodotto.

L’autoproduzione casalinga dà molte soddisfazioni: è come preparare una lasagna al forno! Sarà sicuramente buonissima ma potrebbe risultare indigesta… Basta stare attenti!

Un cenno storico

Siete arrivati fin qui e volete continuare a leggere? Bene, ecco a voi!

Il Ceratum Galeni che la prima ricetta cosmetica di cui si conosca l’esistenza in forma scritta. L’ha formulata Claudio Galeno, un medico e filosofo greco, nato nel 129 d.c. e morto a Roma nel 201 circa. A lui dobbiamo alcune tecniche erboristiche e farmaceutiche che sono note e praticate ancora oggi, chiamate appunto preparati galenici o farmaci galenici.

Il Ceratum Galeni è un’emulsione a base di olio d’oliva, acqua di rose e cera d’api… Quella che avete appena preparato! Al tempo veniva utilizzata dalle signore patrizie dell’Antica Roma come crema di bellezza e riscosse molto successo. Incredibile, no?

 

Spero che tutto questo sia stato interessante e, se volete, commentate pure parlandomi della vostra preparazione, se avete trovato alcune difficoltà e per avere altri consigli!

Silvia 🙂

 

PS: ringrazio Alessandra e Riccardo per le fotografie scattate durante la preparazione della crema!

Condividi l'articolo:

3 Replies to “Crema per mani e viso fatta in casa all’acqua di rose

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *