Formati di cera d’api e suoi utilizzi

È possibile trovare in commercio diversi tipi di cera d’api, ma per capire quale davvero faccia al caso nostro, occorre conoscere meglio questo prodotto dell’alveare dalle proprietà antisettiche, emollienti, emulsionanti, antinfiammatorie e cicatrizzanti.

Ho creato quindi questo articolo appositamente per aiutarti a scegliere quale tipo di cera è più adatto ai tuoi scopi, elencando i vari formati disponibili in commercio.

Una piccola premessa qualora decidiate di lavorare la cera in casa:

Tenete sempre bene a mente che la cera è altamente infiammabile ed è per questo motivo che andrebbe sciolta non a fuoco diretto, bensì a bagno maria oppure in un pentolino con dell’acqua (meglio se distillata). Questi accorgimenti evitano anche di surriscaldare troppo la cera, dato che a temperature troppo alte potrebbe rovinarsi.

Bisogna evitare anche recipienti di ferro, rame o zinco che potrebbero reagire con la cera alterandone ad esempio la colorazione. Ottimo invece l’acciaio inox.

In linea di massima per la realizzazione di cere per mobili, lucidi da scarpe ed utilizzi similari non occorre che la cera sia particolarmente pura, mentre per prodotti dentari e cosmetici il grado di purezza dovrebbe essere ovviamente elevato.

La cera dovrebbe in ogni caso avere un profumo gradevole e simile al miele.

 

FOGLI CEREI:

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Fogli cerei con la tipica matrice esagonale, il punto di partenza per la costruzione delle cellette.

Questi fogli, reperibili in cererie, negozi di apicoltura e dagli apicoltori stessi, vengono realizzati facendo passare la cera all’interno di stampi che hanno una matrice a trama esagonale. Lo scopo di questa operazione è quello di fornire alle api delle fondamenta da cui partire per costruire le future cellette in minor tempo e con un minor dispendio di energie e risorse.

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Foglio cereo all’interno dell’arnia, qui le api hanno iniziato a costruire partendo da destra.

Utilizzo:

I fogli vengono solitamente montati sui telaini. A meno che non si tratti di fogli cerei certificati biologici, e quindi esenti da residui, ne sconsiglio l’utilizzo per la realizzazione di prodotti cosmetici.

Possono essere anche utilizzati per la realizzazione di semplici candele, arrotolandoli ad esempio attorno ad uno stoppino.

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Candele realizzate con fogli cerei arrotolati. Semplici e profumate.

FAVI:

È possibile trovare diversi tipi di favi, a seconda della sua colorazione possiamo avere un’idea del modo in cui sono stati utilizzati, del grado di purezza, e della quantità di cera che ne possiamo ricavare. Per semplicità ne indicherò tre tipi:

 

CERA BIANCA:

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Favi appena costruiti a seguito di una sciamatura, a sinistra due celle reali.

Reperibile in forma naturale solamente dagli apicoltori, la colorazione bianca è tipica dei favi appena costruiti.

Anche se normalmente siamo abituati a vedere cera di colore giallo, in realtà il favo appena costruito ha una colorazione bianca come il latte. Diventa però rapidamente giallo a causa del continuo andirivieni delle api, del polline che circola all’interno dell’alveare e della propoli che occasionalmente viene utilizzata per rinforzare le cellette in alcuni punti.

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Qui le api in assenza di telaini hanno iniziato a costruire attaccando i favi al coperchio dell’arnia. Notare la colorazione color bianco latte.

La colorazione bianca può essere anche ottenuta attraverso lo sbiancamento di cera gialla o scura con l’utilizzo di acido ossalico o acido citrico, oppure dopo una prolungata esposizione al sole.

Utilizzo:

Questa cera solitamente è molto pura e se è costruita senza fogli cerei di dubbia provenienza può essere utilizzata anche per la realizzazione di cosmetici fatti in casa.

 

CERA GIALLA:

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Favi di cera costruiti interamente dalle api.

La cera gialla, reperibile dal proprio apicoltore di fiducia, è anch’essa piuttosto pura (fermo restando il discorso dei fogli cerei), questa va però sciolta e filtrata (è sufficiente utilizzare una calza) in modo da rimuovere le impurità che possono essere presenti.

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Pezzo di favo costruito interamente dalle api nella sua tipica colorazione giallo crema.

Utilizzo:

Questa cera si presta a svariati usi a seconda del grado di purezza. Se non è scura e si è certi della sua provenienza, può essere utilizzata anche per prodotti di cosmesi, o per la realizzazione di ottime cere per il legno.

 

CERA SCURA/NERA:

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Una cera con questa colorazione ha sicuramente qualche anno di vita.

La cera scura è solitamente proveniente dalla zona del nido (ha quindi contenuto covata). La presenza di esuvie delle larve, polline, propoli e scarti, rendono difficile se non impossibile il recupero di cera da questi favi, almeno con metodi casalinghi.

Ho provato a recuperare dei favi scuri sciogliendoli in acqua, ma purtroppo oltre a diffondere un odore sgradevole in casa non sono riuscito ad ottenere nemmeno un grammo di cera.

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Tentativo di recupero di favi scuri. Da questo pentolone non otterrò nemmeno un grammo di cera.

Utilizzo:

Accensione camino.

 

CERA DI OPERCOLO:

Quando il miele depositato dalle api all’interno delle cellette raggiunge un adeguato livello di umidità, le api provvedono ad opercolare (cioè a chiudere) queste cellette con un sottile strato di cera estremamente pura, che prende il nome di cera di opercolo.

La quantità di cera di opercolo che si può ricavare risulta piuttosto esigua (al massimo 1,5 kg di cera di opercolo ogni 100 Kg di miele estratto). Questo spiega per quale motivo la cera di opercolo sia piuttosto costosa.

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Inizio fase di opercolatura di un favo carico di miele (visibile sulla parte sinistra).

La cera di opercolo è venduta in panetti simili a saponette o in lingotti più o meno grandi, oppure in formati più ridotti a seconda dell’utilizzo che se ne vuol fare (ad esempio in scaglie o perle).

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Dettaglio degli opercoli. Notare il sottile strato di cera che tappa le cellette. Il miele al suo interno potrebbe conservarsi virtualmente in eterno.

 

FORMATO IN SCAGLIE E PERLE:

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Cera in scaglie, facile da lavorare e pronta all’uso.

Questa cera viene solitamente venduta nei negozi online ed ha un costo maggiore poiché si tratta di cera (controllare sempre l’etichetta) esente da residui.

Viene venduta anche in panetti e lingotti, in questo caso andrà tagliata semplicemente la porzione di cera che ci occorre.

Utilizzo:

La cera è già pronta per essere utilizzata specificatamente in cosmesi.

Questo è un formato molto pratico se consideriamo che, aldilà del costo, si risparmia tempo e comunque in cosmesi il quantitativo di cera da utilizzare è davvero esiguo rispetto agli altri ingredienti.

 

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A presto!

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6 Replies to “Formati di cera d’api e suoi utilizzi

  1. Caro Luca, devo davvero ringraziarti per questo articolo bellissimo che mi ha chiarito tutti i dubbi e le curiosità. Lo stamperò per inserirlo nei miei appunti di cosmesi fai da te. In genere nei libri di ricette cosmetiche non si tratta in maniera approfondita la qualità delle materie prime. Avevo cercato notizie in rete in merito alla cera ma non ho trovato la soluzione che cercavo. Complimenti e grazie per il tuo contributo! Laura

      1. funziona da giugno in poi, la cera ricavata la sciolgo poi con un terzo d’acqua in una pentola d’acciaio e poi la verso quando è tutta sciolta attraverso un filtro di acciaio di quelli per la farina che si usano in casa in un bidone da 25 chili, una volta indurita estraggo il formaggetto (eheh) e gratto subito il fondo dai residui più fini.

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