Game of Thrones… dentro l’arnia!

Se pensate che lotte, tradimenti ed intrighi siano relegati al mondo fantasy o al limite al mondo degli umani, questo articolo potrebbe sorprendervi.

Come sappiamo, molti animali lottano fra loro, e generalmente lo fanno per aver accesso a maggiori risorse, per acquisire una posizione dominante all’interno di un gruppo o per potersi riprodurre.

Pare che vincere queste lotte aumenti la probabilità di uscire vincitori dagli scontri futuri, un fenomeno conosciuto come “winner effect” (effetto del vincitore). Allo stesso modo, gli individui che perdono una lotta, vedono le loro probabilità di vincere ridursi sempre di più, per un fenomeno conosciuto come “loser effect” (effetto del perdente).

Tuttavia non si tratta di una legge valida universalmente per tutti gli animali; alcuni scienziati hanno deciso di indagare se questo fenomeno fosse valido anche per le api regine.

Lo studio risale ad agosto dell’anno scorso, è stato svolto da K. Jackson e G.E. Robinson, ed è stato pubblicato su Insectes Sociaux (International Journal for the Study of Social Arthropods).

Winner effect e loser effect sono delle condizioni temporanee, la durata di questi effetti è infatti variabile in base al tipo di animale. Questi effetti sostanzialmente influiscono sulla percezione che l’individuo ha di sé stesso (nel caso del winner effect si percepisce come più forte, nel caso del loser effect, il contrario).

Possiamo immaginare il winner effect un po’ come quando un pugile vince sempre tutti i suoi incontri, e quindi oltre ad accumulare esperienza riesce ad affrontare le successive sfide con un “morale” un po’ più alto.

Al contrario, un pugile che perde tutti i suoi incontri finirà con l’affrontare le sfide con sempre minore fiducia nelle sue capacità, oppure smetterà del tutto di combattere.

E’ proprio così che avviene in molti animali.

In varie specie di vertebrati ed invertebrati è stato osservato che il loser effect è molto più persistente rispetto al winner effect. Probabilmente questo avviene perché sovrastimare le proprie capacità è più rischioso che sottostimarle. Insomma nel dubbio si preferisce stare dalla parte del sicuro.

 

LA PARTICOLARITA’ DELLE API REGINE:

Mentre in molti animali le battaglie non sono all’ultimo sangue (ad un certo punto ad esempio uno dei due contendenti può ritirarsi dal conflitto), nelle api regine invece sappiamo che la prima regina ad emergere dalla sua cella reale andrà a trafiggere col pungiglione le sorelle che si sono attardate ad uscire dalle loro celle.

Se però altre sorelle sono già uscite, in quel caso le regine ingaggiano un combattimento all’ultimo sangue.

In questi duelli, la regina si aggrappa all’avversaria e cerca di trafiggerle il torace. Gli incontri, come abbiamo detto, risultano fatali, e ciò rende impossibile la comparsa del loser effect, proprio perché la regina perdente muore!

Ma se non c’è un loser effect, è giusto parlare di winner effect?

Insomma, come facciamo a capire se il winner effect e il loser effect sono presenti anche nelle api mellifere?

 

COMPORTAMENTI PARTICOLARI:

Una colonia di api può produrre anche più di 20 regine vergini e la lotta per il trono può durare anche una settimana intera! Per questo motivo una regina, dopo aver vinto il duello, molto probabilmente si troverà a doverne affrontare almeno un altro.

In alcuni casi è stato osservato che le regine possono decidere di non combattere fra loro, questo pare avvenga quando le contendenti al trono si trovano nelle immediate vicinanze (più o meno 1 cm).

In queste situazioni è stato osservato che le regine si nascondono nelle celle da operaia per evitare lo scontro.

E’ bene specificare però che questi comportamenti rappresentano eccezioni particolari che non giovano alla colonia d’api, infatti questo tergiversare allunga il periodo di sostituzione della regina e può in alcuni casi rendere l’alveare più vulnerabile.

 

L’ESPERIMENTO:

Per determinare se esiste questo benedetto winner effect, gli scienziati hanno posto questo ragionamento:

Se esiste il winner effect, ci si aspetta che la regina vergine che vince il suo primo scontro mostrerà una riduzione nelle tempistiche di aggressione nei confronti della seconda rivale che le viene proposta. Oltre a mostrare una maggiore aggressività in generale.

Ci si aspettava inoltre da parte delle vincitrici una minor durata del duello (dovuta ad un mix di aggressività ed esperienza).

Le regine utilizzate per questi esperimenti provenivano da 4 colonie di api, utilizzate per realizzare in totale 260 celle reali.

Di queste celle, solamente 102 hanno visto emergere regine vergini in salute, che sono poi state utilizzate nei 34 test comportamentali (3 regine per test).

 

LA BATTAGLIA:

Ora, esistono più modi per scegliere quali regine avrebbero dovuto combattere fra loro.

Uno dei metodi può essere quello di iniziare a farle combattere facendo accoppiamenti casuali, per poi far combattere le regine vincenti fra loro. Questo metodo è conosciuto come random selection.

In alternativa, si possono far combattere le regine che presentano caratteristiche fisiche simili. Questo metodo è conosciuto come self-selection ed è il metodo che gli scienziati hanno utilizzato per iniziare a creare le coppie di regine che avrebbero dovuto affrontarsi.

Dopo il primo duello, la regina perdente veniva rimossa, mentre la vincente veniva lasciata indisturbata per un periodo che variava dai 15 ai 50 minuti, prima di sottoporle un’altra avversaria.

Per ogni sfida gli scienziati hanno misurato:

  • Tempo di latenza prima dell’inizio del duello
  • Durata del duello
  • Esito del duello

Tutti i duelli sono stati osservati dall’inizio alla fine, mentre è stato posto un limite massimo di durata dei duelli a 6 ore. Qualora il duello non si fosse esaurito nelle 6 ore, entrambe le regine venivano prelevate e rimesse nelle loro gabbiette.

RISULTATI:
foto celle reali
I rigonfiamenti a forma di arachide sono celle reali, ovvero le cellette appositamente costruite per ospitare le api regine.

Delle 102 regine vergini testate, 31 test hanno prodotto vincitrici nel primo e nel secondo turno. In tre casi non ci sono state regine vincitrici, queste infatti si evitavano e non hanno mostrato segni di aggressività reciproca per diverse ore.

Secondo i test non è stato rilevato alcun parametro che indicasse l’esistenza del winner effect nelle api mellifere (principalmente un’aggressività più evidente), sia che l’attesa fra un duello e l’altro fosse stata 15 minuti, sia che fosse stata di 50.

Sostanzialmente quindi, lo studio non fornisce alcuna prova dell’esistenza del winner effect nelle api mellifere.

Anzi, vincere una battaglia per la regina sembra avere esattamente l’effetto opposto.

Questo personalmente non mi ha stupito, in quanto trattandosi di duelli all’ultimo sangue, non è infrequente che anche la regina vincitrice ne esca un bel po’ malridotta.

In alcuni casi è stato osservato che fra le regine in lotta avveniva addirittura la trofallassi (un comportamento sociale delle api attraverso il quale avviene uno scambio di cibo ed altre sostanze).

La trofallassi solitamente avviene fra api operaie, oppure fra le operaie e la regina, ed è considerato uno dei comportamenti sociali altamente cooperativi che si possono osservare fra le api.

Questa è la prima volta in cui viene osservato un comportamento di questo tipo, quindi lo studio suggerisce di approfondire le cause che stanno dietro a questo fenomeno.

Nei test preliminari è stato osservato inoltre che l’età della regina influenza fortemente la capacità di vincere un duello. Le regine di qualche giorno più “vecchie” hanno sconfitto nel 100% dei casi le regine vergini più giovani.

 

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A presto!

Luca

 


 

Fonti:

Contest experience does not increase survivorship in honey bee queen duels – K. Jackson – G.E. Robinson

The effects of size and reproductive quality on the outcomes of duels between honey bee queens (Apis mellifera L.)

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