I predatori delle api: Vespa velutina

Vespa velutina

Inizia con questo post la nuova rubrica dedicata ai nemici delle api, partendo da un predatore che rischia di minare seriamente il nostro ambiente, e che vedrà una rapida espansione se sia gli apicoltori che i privati cittadini non si attiveranno, prima di tutto prendendo consapevolezza del problema.

La vespa velutina è una cosiddetta specie aliena (cioè una specie portata dall’uomo in una zona diversa dal suo normale habitat) che non ha nemici nel nostro ambiente.

Questo calabrone uccide le api sia direttamente, usandole come nutrimento, sia indirettamente assediando gli alveari ed impedendo alle api di raccogliere polline-nettare, e conducendole alla morte per fame.

Si stima che un areale popolato da vespe velutine possa portare fino alla perdita del 50% di alveari, ma grazie a studi promossi dal progetto Stop Velutina sappiamo che qualcosa si può fare.

 

COS’È LA VESPA VELUTINA

Vespa velutina, chiamata anche calabrone asiatico, è un insetto dell’Asia sud orientale. Arrivata in europa nel 2004, probabilmente attraverso un carico di piante ornamentali provenienti dalla Cina, in pochi anni ha colonizzato quasi tutta la Francia, sconfinando in Spagna, Portogallo, Germania, Belgio e Italia.

È in grado di espandersi per circa 100 Km all’anno, e preda gli insetti impollinatori, da cui dipende l’esistenza della flora. In questo senso contribuisce quindi alla distruzione dell’ambiente.

Avvistata inizialmente in Liguria, velutina nel 2015 è stata avvistata anche nel Veneto.

Mappa diffusione vespa velutina
Zone di avvistamento vespa velutina in Italia.

 

COME RICONOSCERLA

Rispetto al nostro calabrone, vespa velutina è più scura e presenta una banda arancione sull’addome, mentre le zampe sono gialle.

comparazione tra calabrone e vespa velutina
Confronto fra il nostro calabrone (a sinistra) e vespa velutina (a destra).

 

COMPORTAMENTO

La regina di vespa velutina in estate alleva numerose operaie e può già volare da febbraio. In un paio di mesi fonda il nido primario, grande quanto un’arancia e nel quale la regina depone le prime uova.

Nido primario di vespa velutina
Nido primario. Purtroppo è di piccole dimensioni e quindi piuttosto difficile da avvistare.

In seguito l’attività della colonia s’impenna.

I nidi secondari, molto più grandi, vengono fondati in luoghi più sicuri, riparati e molto in alto (fino a 20-30 metri di altezza).

Nido secondario di vespa velutina
Nido secondario: questi nidi possono contenere fino a 12.000 calabroni.

Da ogni colonia di vespa velutina possono uscire ogni anno fino a 400 regine feconde, che l’anno successivo possono fondare fino a 30-40 nidi.

 

COME SI NUTRE

Da luglio ad ottobre le vespe vanno a caccia sia di zuccheri (che prelevano da frutta e nettare dei fiori), sia di proteine, che ricavano strappando i muscoli del torace delle api con le potenti mandibole. Le api rappresentano infatti i 2/3 della dieta di vespa velutina, che stazionando in volo di fronte alle arnie cattura le api al volo e le uccide.

 

MECCANISMI DI DIFESA

Le api asiatiche, essendo abituate ad avere a che fare con la velutina, appena la vedono provvedono a circondarla, poi le si aggomitolano attorno, e innalzano la loro temperatura corporea fino a “cuocerla“. Questo fenomeno conosciuto è chiamato “heat balling”.

Le nostre api purtroppo non riescono a mettere in pratica questa tecnica in maniera efficace e quindi cessano semplicemente di uscire dall’arnia, come mostra questo video:

https://youtu.be/MYzBNcX2ctE

 

COSA POSSIAMO FARE

Possiamo fare due cose: segnalare la presenza di nidi e catturare le regine in volo.

  • Per segnalare, se ci capita di avvistare una velutina, è importante segnalarlo tramite l’apposito modulo, molto semplice da compilare, che trovate sul sito di Stop Velutina.
  • Per catturare le regine in volo, possiamo realizzare delle trappole antivespa da appendere a rami, balconi, terrazze, o posizionarle fra gli alveari. Se vi interessa trovate qui un articolo che ho realizzato su come preparare queste trappole.

Le trappole vanno usate come misura preventiva, in modo da catturare le regine prima che queste vadano a fondare le colonie. Il periodo giusto è quello in cui volano le vespe regine: primavera (le regine fondano le colonie) e settembre-ottobre (le regine cercano rifugi invernali).

ATTENZIONE! Sconsiglio vivamente il fai da te nella distruzione dei nidi primari che, seppur piccoli, sono presidiati da vespe che possono non solo pungere, ma anche spruzzare veleno negli occhi!

La distruzione dei nidi secondari invece è anche più pericolosa. Se ne occupano solitamente apicoltori volontari appositamente formati, in sinergia con vigili del fuoco e protezione civile.

È importante che la popolazione impari a riconoscere questo predatore perché il monitoraggio è l’unico metodo che abbiamo oggi per poter contrastare l’avanzata di vespa velutina.

Per approfondimenti o qualsiasi domanda scrivimi pure nella sezione commenti e cercherò di esserti d’aiuto.

Apprezzerei molto vostri commenti e domande su questo articolo! Usate il box dedicato ai commenti per farmi sapere cosa ne pensate. Iscrivetevi al blog o alle nostre pagine Facebook, Twitter, YouTube ed Instagram per avere sempre aggiornamenti in tempo reale!

A presto!

Luca

8 Replies to “I predatori delle api: Vespa velutina

    1. No, per fortuna sembra che qui nelle mie zone ancora non siano arrivate. Già le vespe nostre l’anno scorso mi hanno dato dei bei grattacapi, figuriamoci se avessi dovuto combattere anche contro la velutina! Purtroppo coi problemi che si hanno oggi nel fare apicoltura è molto facile lasciarsi scoraggiare, ma, almeno per quanto mi riguarda, quando poi mi infilo la tuta (anche in giornate terribilmente calde sotto al sole battente) e inizio ad osservare il lavoro delle api e l’interno dell’alveare, tutte le preoccupazioni spariscono per lasciare spazio all’entusiasmo e allo stupore.

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