Ispezioni nei campi di mais in Friuli Venezia Giulia

Purtroppo sempre più spesso giungono notizie di consistenti morìe di api, lamentate dagli apicoltori locali che (questa volta in Friuli Venezia Giulia) vedono i propri apiari spopolarsi con perdite che arrivano, nei casi più gravi, fino al 50%.

È infatti comparso pochi giorni fa sul Messaggero Veneto online la notizia di un’indagine aperta dalla Procura con l’ipotesi di disastro ambientale per alterazione dell’ecosistema.

Anche in questo caso le api si stanno rivelando un importantissimo bioindicatore, un po’ come il famoso canarino che veniva utilizzato nelle miniere. Vediamo perché…

L’articolo, scritto da Luana de Francisco, descrive una situazione molto grave non solamente a danno di api ed apicoltori, ma che coinvolge negativamente anche gli altri insetti impollinatori.

Sono stati emanati più di 20 decreti di perquisizione in varie località del Friuli, da Pavia di Udine a Tricesimo e da Fagagna a Reana del Rojale.

La procura di Udine, sotto ripetute pressioni da parte degli apicoltori che lamentano da tempo consistenti perdite, sta coordinando un’inchiesta atta a verificare la presenza di concianti neonicotinoidi (insetticidi sistemici molto dannosi e vietati a livello sia nazionale che comunitario).

Sono stati prelevati numerosi campioni a cura della Guardia Forestale nella pianura Friulana e qualora venisse determinata un’alterazione nell’equilibrio dell’ecosistema i trasgressori rischierebbero una pena dai cinque ai quindici anni. 

Purtroppo chi coltiva infischiandosene delle regole non mette in pericolo solamente le api ma anche altri insetti impollinatori, oltre a danneggiare loro stessi ed il consumatore finale.

Per chi non lo sapesse, i neonicotinoidi sono insetticidi neurotossici che provocano danni agli invertebrati terrestri e acquatici attraverso la contaminazione del suolo e delle falde acquifere, ed agli insetti impollinatori (api, farfalle, bombi, ecc.) attraverso la contaminazione dell’aria ma soprattutto del polline.

È anche per questo motivo che, per esempio, in vasti areali del Veneto non si produce quasi per niente polline ad uso alimentare, in quanto molte zone risultano fortemente contaminate da insetticidi ed inquinamento. Il polline è come una spugna che assorbe tutto ciò che c’è nell’ambiente circostante, per cui se in aree salubri il polline è un ottimo integratore alimentare, in zone inquinate il suo consumo è assolutamente da sconsigliare. 

Le pene per i trasgressori sono piuttosto aspre, d’altro canto bisogna dire che purtroppo gli organi preposti al controllo non sembrano essere particolarmente zelanti.

Speriamo venga fatta luce sulla faccenda al più presto.

 

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2 Replies to “Ispezioni nei campi di mais in Friuli Venezia Giulia

  1. anche sul transgenico comincia ad apparire qualche dubbio, su Le Scienze di uno o due numeri fa erano perplessi su alcune tossine presenti nei geni delle piante che distruggono l’intestino degli insetti, sorge qualche dubbio che la stessa azione poi possa accadere all’essere umano che si ciba del prodotto.

    1. Grazie per il commento! È importante verificare di quali tossine si parla, in Europa siamo molto più avvantaggiati in quanto a tutele del consumatore rispetto agli Stati Uniti, ad esempio. Nonostante questo, è anche vero che molte molecole vengono testate singolarmente quando in realtà l’agricoltore convenzionale spesso utilizza diversi prodotti combinati che possono interagire fra loro ed arrecare danni non trascurabili. Credo sia importante per la nostra salute intensificare i controlli.

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