La memoria genetica del miele e il miele falso

Ultimamente girano un sacco di video ed articoli su internet dove si parla di semplici test casalinghi con i quali si può scoprire in pochi minuti se il miele che abbiamo acquistato poco fa al supermercato è un miele vero o un miele falso. Sarà davvero così?

In questo articolo prenderemo in considerazione due di questi test:

  • Il primo riguarda la cosiddetta memoria genetica del miele
  • Il secondo prende in considerazione un test sull’adulterazione del miele

Iniziamo subito dalla prima affermazione: che cosa si intende con “memoria genetica del miele”?

E’ in poche parole il miele che si ricorda di essere stato depositato dalle api dentro le famose cellette esagonali del favo.

In questi video si sostiene che la memoria genetica del miele possa venir fuori quando il miele viene sottoposto a determinate condizioni.

L’esperimento più famoso su internet che dimostrerebbe l’esistenza della memoria genetica del miele, si svolge nel seguente modo:

Si prende una tazza da colazione, come quella per il latte e i cereali, si aggiunge poi del miele sul fondo della tazza e viene aggiunta poi dell’acqua.

Se agitando il miele vedrete delle forme esagonali, vuol dire che il vostro miele è un miele vero; se invece agitandolo si formeranno delle onde come quelle che vedete sul bagnasciuga del mare in estate, vuol dire che il vostro è un miele falso.

Noi per riprodurre il test abbiamo scelto di utilizzare:

  • Un miele millefiori di nostra produzione
  • Un miele acquistato al discount
  • Un barattolo di sciroppo di riso

Perché proprio lo sciroppo di riso?

Perché lo sciroppo di riso è stato utilizzato in molti casi per allungare il miele e creare il cosiddetto “miele falso”.

Miele di nostra produzione:

Miele del discount:

Sciroppo di riso:

 

Fermi tutti! Ma non avevamo parlato di memoria genetica del miele? Com’è possibile che gli esagoni si formino anche nello sciroppo di riso? Non è che esiste anche una memoria genetica del riso? E perché dovrebbero venire proprio degli esagoni sul riso?

Proviamo a ripetere ancora una volta l’esperimento, magari abbiamo sbagliato qualcosa!

Sciroppo di riso:

Miele discount:

Miele di nostra produzione:

Un momento! Ma prima il nostro miele era vero perché si formavano gli esagoni perché c’era la memoria genetica del miele, adesso perché si formano queste onde?

Presto detto!

Nel caso degli “esagoni” abbiamo agitato il miele con dei movimenti circolari.

Nel caso delle onde invece abbiamo agitato il miele seguendo un moto rettilineo (avanti e indietro).

Se volete, provate a ripetere questo esperimento anche a casa vostra, usando del miele o un qualsiasi sciroppo zuccherino, otterrete lo stesso identico risultato!

Le forme che vedete sul fondo della tazza, non sono altro che il risultato della frizione dell’acqua sulla superficie viscosa del miele. A seconda di come muoverete la vostra tazza, verranno fuori forme diverse.

Se il movimento sarà circolare, otterrete delle forme irregolari. Se il movimento sarà invece avanti e indietro otterrete questa specie di onde che tanto ricordano quelle che si formano sulla sabbia del bagnasciuga.

 

Veniamo ora al secondo esperimento:

In alcuni video si sostiene che il miele falso non bruci perché contiene acqua. Prima di descrivere l’esperimento però è necessario chiarire alcune cose sul miele:

 

Principali componenti del miele, dal libro “Le api – biologia, allevamento, prodotti” di Alberto Contessi.

Il miele è una soluzione composta da zuccheri per il 70-80%, acqua fino al 20% e circa un 5% di vitamine minerali enzimi ed altre sostanze. Queste cifre sono molto variabili in base al tipo di miele.

Per cui il miele contiene già una parte di acqua, e la legge italiana permette che questa percentuale sia al massimo del 20%, o cifre di poco superiori per mieli molto particolari.

Quindi ricapitolando:

miele = zuccheri + acqua + altre sostanze

Per questo motivo dire che il miele è falso perché contiene acqua è sbagliato.

Generalmente i mieli messi in vendita hanno una percentuale di acqua (detta percentuale di umidità) che si aggira attorno al 17-18%, questo perché nonostante la legge permetta percentuali superiori, avvicinandosi al 18% aumentano sempre di più i rischi che il miele fermenti, diventando invendibile e dal cattivo sapore.

L’unico modo per individuare un’alta percentuale di umidità nel miele è quello di utilizzare uno strumento di misurazione come questo qui sotto, il rifrattometro.

Grazie al rifrattometro possiamo conoscere con precisione la percentuale di umidità del miele.

 

Nei test proposti su internet invece si usa lo stoppino di una candela imbevuta nel miele. Se il miele è “vero” e non contiene acqua lo stoppino prende fuoco. Al contrario se il miele è “falso” e contiene acqua lo stoppino non prende fuoco.

Occorre inoltre precisare che spesso e volentieri in questi test non viene presentata nemmeno la controprova, cioè si testa un solo prodotto e si da’ per scontato che altri mieli o sciroppi si comportino in maniera diversa.

Veniamo ora all’esperimento:

Abbiamo utilizzato gli stessi mieli e lo sciroppo di riso dell’esperimento precedente.

Miele del discount:

Nostro miele:

Sciroppo di riso:

Come si vede nelle immagini, né il miele di nostra produzione né il miele del discount sono mieli veri perché non hanno preso fuoco!

Mentre sempre secondo questo test lo sciroppo di riso pare essere un miele vero!

Ma facciamo un’altra prova: proviamo a vedere cosa succede quando mettiamo il miele a contatto con una fiamma diretta:

 

In questo test abbiamo applicato una fiamma diretta sul miele per alcuni secondi.

 

Com’era prevedibile, una volta spenta la fiamma abbiamo appurato che il miele non prende fuoco.

 

La domanda che dobbiamo porci è quindi che cosa succede quando imbeviamo un cotton fioc nel miele e lo avviciniamo ad una fonte di calore?

Succede che la poca acqua presente nel miele evapora, quello che rimane sono sostanzialmente gli zuccheri che a contatto con la fiamma diretta si decompongono assumendo un colore nero ed emettendo un forte odore simile al caramello.

Ciò che prende fuoco in realtà è il supporto , vale a dire il cotton fioc che è composto da materiali infiammabili come la plastica e il cotone.

Abbiamo constatato quindi che il miele non prende fuoco, e neanche questo esperimento ci aiuta a capire se il miele è falso o vero.

Ma è giusto parlare di miele falso? Che cosa si intende per miele falso e miele vero? Personalmente quando sento parlare di miele falso già mi suona un campanello d’allarme.

Vediamo secondo la legge che cos’è davvero il miele:

Il miele (D. Lgs. 179/2004): “Sostanza dolce naturale che le api (Apis mellifera) producono dal nettare di piante o dalle secrezioni provenienti da parti vive di piante o dalle sostanze secrete da insetti succhiatori che si trovano su parti vive di piante che esse bottinano, trasformano, combinandole con sostanze specifiche proprie, depositano, disidratano, immagazzinano e lasciano maturare nei favi dell’alveare”.

Mi sembra che questa definizione non lasci molto spazio ad interpretazioni. Il miele deriva soltanto dal duro lavoro delle api sui fiori e sulle sostanze secrete da insetti succhiatori vale a dire le melate.

I mieli non conformi vengono classificati con dei termini ben precisi che non corrispondono alla parola FALSO, nella maggior parte dei casi per il miele si parla di adulterazione e contraffazione.

Andiamo a leggere il significato di queste parole:

Per adulterazione si intendono tutte le operazioni che alterano la struttura originale di un alimento mediante sostituzione/sottrazione o l’aumento di elementi propri dell’alimento con altri estranei, o ancora, con l’aumento della quantità proporzionale di uno o più dei suoi componenti.

Facciamo un esempio molto pratico:

Ho del miele e ci aggiungo un 20% di sciroppo di riso. Lo sciroppo di riso non è un ingrediente che è naturalmente presente all’interno del miele, quindi si parla di adulterazione del miele con un ingrediente ad esso estraneo.

Facciamo anche un altro esempio:

L’acqua è naturalmente presente nel miele, anche se in percentuali molto basse. Se io aggiungo dell’acqua al miele, vado ad aumentare la quantità di un ingrediente già presente all’interno del miele, e quindi anche in questo caso si tratta di un’adulterazione. 

Cerchiamo adesso di capire che cosa si intende per contraffazione:

Per contraffazione si intende la formazione ex novo di un alimento con l’apparenza della genuinità in quanto prodotto con sostanze diverse, per qualità o quantità, da quelle che normalmente concorrono a formarlo.

Un esempio di contraffazione si ha quando io prendo un barattolo di sciroppo di riso, tolgo l’etichetta e ci aggiungo quella di un qualsiasi miele, e magari cerco di venderlo come se fosse miele vero. E’ una contraffazione, perché al suo interno non c’è nessun tipo di miele, ma c’è sciroppo di riso!

Le contraffazioni sono molto più facili da scovare, perché si tratta di sostanze totalmente estranee al miele e quindi molto più evidenti in sede di analisi.

Nel caso delle adulterazioni invece la storia è molto diversa, perché non è facile scovare lo zucchero nello zucchero. Le adulterazioni più frequenti vengono messe in atto aggiungendo sciroppi zuccherini nel miele, come ad esempio lo sciroppo di mais o lo sciroppo di riso.

Per quale motivo si dovrebbero spendere milioni in ricerca per scovare frodi alimentari sempre più sofisticate quando con dei semplici metodi casalinghi si possono già individuare le adulterazioni del miele? La risposta è alquanto semplice:

Questi metodi NON ESISTONO! 

La memoria genetica del miele non esiste, quindi le tazze da colazione usatele tranquillamente per la colazione!

Il miele in queste condizioni non prende fuoco, ma caramellizza fino a decomporsi quando continuiamo ad aggiungere calore.

Quindi se un amico o un parente vi dirà di aver visto un video su internet dove si mostra come riconoscere il miele falso con esperimenti fatti in casa, linkategli pure questo articolo!

Se avete domande o volete saperne di più, lasciateci pure un commento!

In occasione della realizzazione di questo articolo, abbiamo deciso di aprire un canale youtube nel quale pubblicheremo alcuni video in linea coi temi del blog.

Se volete vedere come sono andati gli esperimenti, ecco il nostro video!

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A presto!

Luca & Silvia.

 

Fonti:
Le api – Biologia, allevamento, prodotti – Alberto Contessi
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