Lorenzo De’ Medici – Le Api

 

Le Api:

Quando raggio di sole
per piccola fessura
dell’api entrando nella casa oscura,
al dolce tepor le riscalda e desta
escono accese di novella cura
per la vaga foresta,
predando dispose or questa or quella
specie di fior di che la terra è adorna.
Qual esce fuor, qual torna
carca di bella et odorata preda;
qual sollecita e stringe,
se avvien che alcuna oziosa all’opra veda;
altri il vil fuco spigne,
che invan l’altrui fatica goder vuole.
Così di vari fior, di fronde e d’erba
saggia e parca fa il miel, qual di poi serba
quando il mondo non ha rose e viole.

 

Trovo interessante il passaggio “altri il vil fuco spigne, che invan l’altrui fatica goder vuole”.

Forse non molti sanno infatti che il fuco, cioè l’ape di sesso maschile, possiede il solo ed unico scopo di procreare accoppiandosi con l’ape regina.

Il fuco a livello anatomico non possiede tutti gli strumenti di lavoro che invece le api operaie possiedono, e per far spazio agli organi riproduttivi è perfino sprovvisto del pungiglione, quindi non punge e non è di alcuna utilità nella difesa dell’alveare.

Non raccoglie nettare e nemmeno polline, quindi in periodi di scarsità viene visto dall’alveare come una sorta di parassita.

Terminato il periodo degli accoppiamenti infatti, e più precisamente con l’avvicinarsi dell’inverno, i fuchi vengono letteralmente spinti fuori dal nido dalle api operaie poiché rappresenterebbero soltanto uno spreco di miele durante un periodo duro e pieno di incertezze come l’inverno.

Vi aspetto la prossima settimana con il prossimo appuntamento,

A presto!

Condividi l'articolo:

3 Replies to “Lorenzo De’ Medici – Le Api

  1. Ma poveretti D= anche se non so se è peggio per loro essere visti come parassiti e macchina sforna apette o se vederla dalla loro parte come essere al mondo con una sola utilità, che molto probabilmente ti porterà alla morte in minor tempo che le altre api…A proposito é__________é io ancora mi chiedo come fai a trovare tutte queste cose…seriamente Lorenzo parlava delle ami?! Pensa te! xD

    1. Eh pensa che ero di passaggio in un paesino sperduto mentre tornavo dalla Toscana e mi sono fermato in un bar per mangiare al volo… In questo bar avevano un espositore con solo libri di apicoltura.. Il destino è proprio strano a volte! Quante erano le probabilità? Ho trovato questo libro intitolato “Le api in poesia” di Claudio Graziola, raccoglie tutte le poesie e i racconti che ha trovato sulle api durante la sua carriera di docente ed Apicoltore. Ne pubblicheró alcune che ho selezionato ma penso che recensiró anche il libro perché è molto ben realizzato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *