Quando ho iniziato ad interessarmi di apicoltura, ho ripreso un’abitudine ormai accantonata da anni. L’abitudine alla lettura.

Studiando le api ho ben presto capito quanti fossero i tasselli che mi mancavano per poter capire, e quante fossero le branche della scienza coinvolte nello studio di questi insetti.

Le letture sulle api sono state per me un trampolino di lancio verso tantissimi nuovi interessi di lettura a 360 gradi.

Ben presto mi sono reso conto di non poter comprendere le relazioni di parentela fra regina, fuchi ed operaie senza aver fatto mie alcune nozioni base di genetica.

Non potevo comprendere i meccanismi di trasmissione dei feromoni, senza avere almeno qualche nozione in ambito chimico.

Senza alcuna nozione di biologia, non potevo arrivare a comprendere l’importanza della tutela delle sottospecie di api autoctone.

Di esempi ce ne sarebbero molti altri, ma credo di aver reso l’idea.

Potremmo quasi dire che le api, nel mio caso, siano state un’ottima scusa per migliorare la mia scarsissima conoscenza di ciò che mi circonda.

apiario

In apiario con le mie prime tre arnie.

 

Ma da dove è iniziato tutto questo?

Per spiegarlo voglio tornare indietro di qualche anno, quando ancora avevo un po’ di capelli ed il fare apicoltura era soltanto un’idea che mi ronzava vagamente in testa.

Con Silvia ci si era appena conosciuti e portavamo avanti una relazione a distanza Romagna-Toscana.

Quando riuscivo ad avere uno o due giorni liberi, mi mettevo in macchina e andavo a trovarla.

A volte in treno, altre in auto.

Il paesaggio che scorreva sullo sfondo della linea ferroviaria faentina era per me un ulteriore invito alla lettura di testi naturalistici.

Questi paesaggi, che vedevo via via mutare con l’andamento delle stagioni, hanno accompagnato praticamente tutti i miei giorni liberi per quasi un paio d’anni.

Quando invece mi spostavo in auto prendevo il passo del Muraglione, varco dell’Appennino tosco-romagnolo che collega la mia città a quella in cui Silvia viveva.

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La vista del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi non era certo da meno. Si passava dal verde primaverile ai colori tenui dell’autunno, fino alle strade imbiancate dalle generose nevicate invernali.

Ogni volta mi fermavo al bar Cavallino, nel comune di San Godenzo. Senza dubbio uno dei luoghi più suggestivi dell’Appennino Tosco-Romagnolo.

In questo bar, oltre a ottimi salumi, formaggi, schiacciate e prodotti locali, ho sempre trovato in esposizione libri che parlavano di api e di apicoltura.

Quante sono le probabilità di trovare libri in un barettino sperduto?

E quante sono le probabilità di trovare libri che parlano proprio di apicoltura?

Senza farmi troppe domande comprai subito uno dei testi, s’intitolava “Alla ricerca delle migliori varietà di api”, un testo scritto da Padre Adam e tradotto in italiano.

Padre Adam

Foto di quasi 5 anni fa, un libro che ho letteralmente divorato nei viaggi in treno.

 

Devo essere onesto, inizialmente non ci capii granché.

Tuttavia, come avrei scoperto anni dopo, le informazioni contenute in quel testo mi sarebbero servite per comprendere concetti più complessi.

Al viaggio successivo comprai un altro libro, fino ad acquistare via via tutti quelli che avevano.

Questi libri mi hanno tenuto compagnia nei miei viaggi in treno, mi hanno aiutato a scrivere alcuni degli articoli di questo blog, ed hanno piantato un seme.

Uno di quei semi che resta dormiente per mesi, a volte anni, ma che alle condizioni giuste germina all’improvviso e fa accendere la proverbiale lampadina.

Ti permette di partorire quell’idea, o di fare quel collegamento che altrimenti non saresti riuscito a fare.

In seguito scoprii che i libri acquistati al Cavallino erano stati pubblicati tutti dalla stessa casa editrice, la Montaonda.

Una piccola casa editrice proprio di San Godenzo, nata nel 2011 per iniziativa di Luca Vitali, persona estremamente colta e generosa che ho poi avuto il piacere di conoscere personalmente.

Dalla sua apertura Montaonda ha lanciato varie collane. Tra queste ce n’è una che mi sento di consigliare ed è dedicata ai bambini: Bimbimicabamba.

 

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Edizioni Montaonda non ha alcun distributore, per cui oltre alle fiere di settore il canale d’acquisto principale è il loro sito web.

Tutti i libri sono comunque dotati di codice ISBN, per cui sono ordinabili presso tutte le librerie ed i vari shop online (IBS, Feltrinelli, Amazon, Hoepli, ecc.).

Il loro lavoro di divulgazione, attraverso la traduzione di testi che io definisco pietre miliari dell’apicoltura, come ad esempio le pubblicazioni di Thomas Seeley, è di fondamentale importanza.

la vita delle api montaonda

Ultimo testo di Seeley, già disponibile in italiano grazie alle Edizioni Montaonda.

 

Questi testi così importanti per la comprensione della biologia e dell’etologia dell’ape mellifera sarebbero altrimenti totalmente inaccessibili ai non anglofoni.

A causa delle recenti disposizioni emanate per via del coronavirus COVID-19, una grande fiera dedicata all’apicoltura come Apimell è stata rimandata a fine stagione.

Questo per una piccola casa editrice come la Montaonda rappresenta un gravissimo danno economico, tale da minarne la sopravvivenza.

E’ un periodo davvero strano per il nostro paese, ciò che possiamo fare per aiutare la nostra società è restare a casa e seguire le disposizioni del Ministero della Sanità.

Ma non dobbiamo per forza starcene con le mani in mano o guardare i notiziari 24 ore al giorno.

Potremmo anche dedicarci di più alla lettura, prediligendo l’acquisto di qualche libro per impiegare queste giornate in maniera proficua.

Oppure come regalo per far sentire la nostra vicinanza ad amici e parenti, in questi momenti di “lontananza obbligata”.

Quando acquistate, considerate l’idea di scegliere qualche libro dal ricco catalogo di questa tanto piccola quanto importante casa editrice.

Vi lasciamo il link qui di seguito: http://www.edizionimontaonda.it/

 

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A presto!

Luca & Silvia.