Nemici dell’alveare: Il Gruccione

Questo bellissimo volatile dal piumaggio estremamente variegato è un insettivoro molto vorace. Un terzo della sua dieta è costituito da api e si calcola che un esemplare può predarne fino a 9.000 in una singola stagione.

Originario del Nord Africa, migra sul nostro territorio nidificando a terra in gallerie o scarpate esposte al sole nel periodo che va fra aprile e maggio, per poi ripartire a fine agosto. Purtroppo il periodo coincide proprio con quello della sciamatura e questo può in alcuni casi rappresentare un bel problema, vediamo perché:

Nel periodo della sciamatura non solo la regina vecchia lascia il nido (esponendosi quindi all’istinto predatorio del gruccione), ma anche la nuova regina appena sfarfallata è costretta a lasciare il nido più volte per portare a termine l’accoppiamento con i fuchi che, ricordiamolo, avviene esclusivamente in volo e all’esterno dell’alveare.

Se il gruccione quindi dovesse riuscire ad intercettare una delle due regine (o entrambe), quelle famiglie sarebbero destinate all’orfanità e al graduale decadimento della colonia, qualora l’apicoltore non intervenisse inserendo una nuova regina acquistata o da lui allevata.

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Gruccione intento a gustarsi un’ape operaia.

Il gruccione cattura le api in volo e le uccide sbattendole contro sassi e superfici dure, in seguito estrae il pungiglione e la sacca contenente il veleno, per poi mangiarle dopo averle lanciate in aria più volte (vedi foto sopra).

Questo volatile si nutre anche di altri insetti, fra cui calabroni, coleotteri, vespe, cicale, tafani, libellule, farfalle e la sua attività è concentrata prevalentemente durante il medio-tardo pomeriggio nei luoghi di bottinamento delle api. Ciò determina quindi anche un rallentamento delle attività di raccolta.

Nonostante abbia letto in un libro molto datato (scritto da un frate peraltro) che un ottimo deterrente contro i gruccioni fossero le fucilate, qualora dei gruccioni decidano di nidificare nel pressi di un apiario e stazionino quindi in zona, la soluzione più adeguata, se possibile, è quella di spostare le arnie in un altro luogo.

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