Premio letterario “L’Oro di Zavattarello”

Oggi vi parlo di una piccola realtà italiana, che di recente ha istituito un premio letterario dedicato al mondo delle api: “L’oro di Zavattarello”.

Soprannominato “la perla verde dell’oltrepò pavese”, Zavattarello è un comune di circa 1000 abitanti nel quale si sta lavorando sodo per rendere il territorio a misura d’ape.

Sono anche riuscito a fare qualche domanda ad Enrico Baldazzi, ideatore di questo premio nazionale di narrativa e racconti inediti.

Fondatore dell’Associazione Apicoltori dell’Oltrepò Montano, Enrico, assieme ai suoi figli produce miele di alta qualità, riconosciuto a livello nazionale dal concorso Grandi Mieli d’Italia; l’anno scorso gli unici due apicoltori premiati in tutta la provincia di Pavia erano infatti proprio di Zavattarello: Alfredo Chiesa ed i figli di Enrico, con il marchio Cascina Mirani.

Ma veniamo al premio letterario:

Iniziamo col dire che il concorso è aperto anche ai non apicoltori, e che per partecipare sarà necessario selezionare una delle seguenti tematiche:

  • Cultura delle Api
  • Miele di Zavattarello
  • Api e Ambiente sostenibile.

Al termine del concorso verrà pubblicato un libro contenente i primi 15 racconti selezionati dalla giuria.

PREMI:

Il primo classificato si aggiudicherà un premio di € 1.000,00, il secondo € 750,00 ed il terzo classificato un premio di € 500,00. Dal quarto al quindicesimo posto verranno assegnati dei premi in natura.

I racconti dovranno pervenire alla segreteria entro la mezzanotte del 31 maggio 2018, per cui avrete del tempo per pensarci, ma non prendetevela troppo comoda!

Per ulteriori informazioni vi lascio il link al bando: http://www.orodizavattarello.it/images/Bando.pdf

Ed il link alla pagina web del Premio letterario: http://www.orodizavattarello.it/

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Alfredo Chiesa, il decano degli apicoltori di Zavattarello.

Interessato a questa e ad altre iniziative che gli Apicoltori dell’oltrepò Montano stanno portando avanti, ho approfittato della disponibilità di Enrico per fargli qualche domanda, credo sia molto interessante per cui vi lascio direttamente all’intervista!

Ciao Enrico, quando sono venuto a conoscenza di un premio letterario dedicato alle api sono rimasto piacevolmente sorpreso. Si tratta senz’altro di una manifestazione fortemente voluta non solo dagli apicoltori, ma anche dalle numerose istituzioni che hanno concesso il loro patrocinio. Le va di raccontarci com’è nata l’idea di istituire il premio letterario L’Oro di Zavattarello?

L’idea di istituire un premio letterario in sé mi è nata un giorno in cui ho partecipato alla premiazione di un premio letterario sul tè.

Devi sapere che Zavattarello ha una lunga storia alle spalle legata al mondo delle api; Il Conte dal Verme infatti, proprietario del castello di Zavattarello, visse nei primi del ‘900 e fu un grande studioso di Apicoltura.

Documentandomi ho scoperto che in un libro del 1838 “Monografia di Bobbio” (provincia di cui allora Zavattarello faceva parte), l’autore Daniele Bertacchi scriveva a proposito del miele, chiedendosi perché non se ne facesse un’attività vera e propria, in quanto di qualità eccelsa.

Nel 2015 ho fondato l’Associazione Apicoltori Oltrepò Montano a Zavattarello con un disciplinare severissimo, realizzato su indicazione del nostro maestro 83 enne Alfredo Chiesa (premiato per oltre dieci anni alla rassegna “I grandi Mieli d’Italia”). Anche i miei figli da quell’anno hanno partecipato al concorso e in tre anni hanno ricevuto quattro premi.

A quel punto mi sono chiesto il perché di questi premi: come mai a noi sì e agli altri della pianura nulla?

Mettendo assieme tutti questi elementi, ho capito che semplicemente noi abbiamo un territorio particolarmente adatto alle api.

La mia scelta di istituire un premio letterario dedicato alle api è stata quindi una conseguenza naturale, grazie anche all’aiuto dell’amico Agostino Guardamagna (avvocato e scrittore), che ha coinvolto nella giuria nomi prestigiosi fra cui Antonio Morra, giornalista del Corriere della Sera.

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Vista suggestiva del Castello di Zavattarello.

Ho saputo che presso il Castello di Zavattarello è in allestimento uno spazio dedicato all’apicoltura storica di Zavattarello, e legato alla figura del Conte Luigi Dal Verme. Potresti darci in anteprima qualche informazione su quando sarà possibile visitare il museo ed un assaggio di che cosa potremo trovare al suo interno?

Nel 1972 ho partecipato alla stesura del libro “Zavattarello pagine di storia e di vita” e nell’introduzione ricordavo di aver letto di un grande studioso di Apicoltura dei primi del 900, il Conte dal Verme, proprietario del castello di Zavattarello, ora donato al comune. Mi sono quindi rivolto al pronipote Conte Camillo che risiede nel castello di Torre Alberi, attiguo a Zavattarello, per avere qualche notizia in più. Camillo allora mi inviò un’ampia documentazione, che ora stiamo fotocopiando, per allestire una stanza del castello dal Verme e creare il piccolo museo. Il Conte Camillo mi inviò anche documenti relativi al nonno del suo bisnonno, sempre di nome Luigi, in cui risulta che negli anni 1869/70/71 il conte Luigi dal Verme fu insignito per tre anni del secondo premio nazionale per il miele con menzione speciale.

Lo spazio all’interno del castello verrà aperto al pubblico entro l’estate. Per il momento all’esposizione sarà quindi possibile visionare ciò che le api hanno a che fare con i Conti dal Verme.

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Documentazione storica dall’archivio dei Conti dal Verme.

Sono rimasto molto colpito dalla recente istituzione nelle vostre zone di una stazione sperimentale di fecondazione a tutela dell’Apis mellifera ligustica. Come siete riusciti ad ottenere questo importante risultato e come sta andando il progetto?

Tutto è iniziato quando ho conosciuto un giovane apicoltore di Broni, Matteo Veneroni, la cui famiglia possiede 1500 arnie, che porta le sue api a Zavattarello al tempo dell’acacia. È stato proprio lui a propormi la realizzazione di una stazione di fecondazione sperimentale per l’ape Ligustica . Non è stato facile convincere i 46 piccoli apicoltori locali ma, dopo un’ispezione del responsabile CRA-API di Bologna Raffaele Dall’Olio, dal 10 dicembre 2017 la stazione sperimentale è stata ufficialmente autorizzata e messa in funzione.

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Banchetto Apicoltori dell’Oltrepò Montano e miele di Zavattarello.

So che come Associazione Apicoltori dell’Oltrepò Montano siete riusciti ad instaurare un dialogo sia con l’amministrazione che con gli agricoltori locali. In tante zone d’Italia questo risulta molto difficile. Spesso l’apicoltore viene visto addirittura come una seccatura, in particolar modo nelle zone in cui si ha un vasto utilizzo di erbicidi e pesticidi. Voi quali risultati siete riusciti ad ottenere?

Marco Morone, un nostro associato che ha lasciato Milano per essere dei nostri e vivere di apicoltura, sogna un Comune senza veleni.

Condividendo il suo pensiero, abbiamo indetto una riunione coinvolgendo gli agricoltori di due comuni, che, oltre ad aver dichiarato di non far uso di sostanze tossiche, hanno offerto piena disponibilità nel collaborare su diversi fronti, anche attraverso la selezione di nuove colture adatte. A questa prima riunione era presente una ricercatrice dell’Università di Agricoltura di Piacenza che si è impegnata a dar vita ad un convegno sul tema.

Quali varietà di miele vengono prodotte a Zavattarello?

I nostri Mieli sono: Tarassaco, Acacia, Castagno, Millefiori, Erba medica, e in parte ridottissima, Rovo. Stiamo introducendo un nuovo miele il “Castiglio”, in quanto al momento del Castagno fiorisce anche il Tiglio, da noi presente in grande quantità .

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La qualità del miele è determinata da tante variabili che, a quanto sto avendo modo di capire, siete riusciti a controllare in maniera più che egregia. Quali sono, a tuo avviso, i passi da seguire per offrire al consumatore un miele di qualità?

Noi Apicoltori dell’Oltrepò Montano sottostiamo ad un disciplinare ferreo.

Il marchio collettivo registrato “Miele di Zavattarello” viene apposto al miele prodotto, smielato e maturato in loco, con le procedure descritte nel disciplinare. Il consiglio direttivo determina ogni anno il prezzo minimo di vendita.

Un miele di qualità, come il nostro, si basa quindi su regole molto precise: ad esempio una commissione interna segue coloro che richiedono l’utilizzo del marchio, ed il sigillo viene consegnato solamente se tutti i requisiti vengono soddisfatti.

Un’ultima curiosità: ho letto sul vostro sito web che è in allestimento il “Giardino delle api”. Puoi dirci di che cosa si tratta?

Nella mia proprietà in Zavattarello, attigua al sito della stazione sperimentale, abbiamo dato inizio lo scorso anno al progetto del Giardino delle api. Su progetto dell’architetto apicoltore Luigi Legramanti, abbiamo iniziato utilizzando cinquanta essenze. Per il momento ci siamo fermati perché serve una sorgente d’acqua che in questi ultimi due anni è mancata del tutto. Stiamo interessando un comune vicino, Valverde, ove già esiste il giardino delle farfalle per coinvolgerlo.

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Grazie per la tua disponibilità ed un forte in bocca al lupo per le vostre attività! Colgo inoltre l’occasione per ringraziare Alma e Luciano per il materiale inviato e l’efficienza.

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A presto!

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