Quando ti scappa uno sciame…

Questa primavera è stata un vero disastro in termini di sciamature.

Nonostante avessi acquistato 5 sciami con regine nate quest’anno (o almeno così mi è stato detto), hanno cercato tutte, nessuna esclusa, di sciamare durante la fioritura dell’acacia.

A nulla è servito trasferirle in arnie più spaziose (stringere troppo le famiglie può spesso indurle ad innescare il processo di sciamatura) e controllare la presenza di celle reali, limitatamente al tempo che avevo a disposizione. Ecco quindi il bilancio:

Dei cinque sciami acquistati, tre sono sciamati, mentre gli altri due sono riuscito a non farli partire per grazia divina, individuando per tempo tutte le celle reali ed asportandole.

Dei tre sciami partiti, due sono riuscito a recuperarli molto rapidamente, mentre il terzo sciame, dato per disperso, è stato rinvenuto dalla gentilissima signora che abita sul terreno adiacente al fondo in cui tengo le api.

La signora, intenta a raccogliere qualche pesca da mangiare, si è imbattuta in una vera e propria famiglia che da primavera ad oggi aveva costruito parecchi favi, anche molto grandi.

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Ecco le api sul pesco incriminato.

La costruzione era davvero una meraviglia, e si trovava proprio a pochi metri dalle mie arnie. E pensare che ci sono passato davanti molte volte nelle ultime settimane, ma era tutto talmente coperto dai rami dalle fronde del pesco che proprio non avevo notato nulla!

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Dettaglio dei favi completamente coperti dalle api.

Un po’ a malincuore ho iniziato, con molta calma, e col preziosissimo aiuto della mia fidanzata, a scrollare un po’ di api e a tagliare i favi nel tentativo di recuperare la regina.

Diciamocelo, in una situazione del genere riuscire a scorgere la regina sarebbe come cercare l’ago in un pagliaio, con la differenza che l’ago è un piccolo insetto ed il pagliaio sono migliaia di altri insetti dotati di pungiglione.

Insomma, diciamo pure che le probabilità non giocavano molto a mio favore.

A pensarci bene però, è anche questo il bello del fare apicoltura; la testardaggine di mettersi a cercare la regina sempre e comunque, anche quando sappiamo benissimo che con tutta la buona volontà molto probabilmente falliremo.

E invece…

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Vi presento la “culona”: così isolata e con a fianco un’operaia in volo è molto semplice da distinguere. Provateci con altre migliaia di api intorno e ne riparliamo.

Trovata la regina e messa in salvo nella nuova arnia, ho potuto lavorare con più tranquillità, recuperando una buona quantità di cera e sistemando per bene tutta la famiglia nel migliore dei modi.

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Alcuni pezzi di cera che ho recuperato da questo sciame “fuggiasco”.

Lo sciame, anche se è stato scovato un po’ in ritardo, ha buonissime probabilità di arrivare all’invernamento con scorte sufficienti. Nel caso in cui non dovessero essere sufficienti provvederò a fornire loro tutto ciò di cui avranno bisogno, anche perché in fondo, se ci pensiamo, il fatto che si trovino a luglio con una casa da costruire da zero è in gran parte colpa della mia inesperienza.

Sbagliando si impara, e qua c’è ancora tanto da imparare.

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9 Replies to “Quando ti scappa uno sciame…

  1. Che figata però °^° ma producono di più stando così appese all’albero? Non vi è la possibilità di lasciarle attaccate ad un albero (ovviamente se nessuno ci si deve avvicinare) e controllarle così, invece che dentro ad un’arnia?

    1. Ciao! Effettivamente sarebbe comodo poterle controllare cosí, però con l’arrivo del freddo invernale morirebbero tutte (Winter is coming).
      Esistono razze diverse di api mellifere che costruiscono i favi all’aperto, ma si trovano in zone equatoriali dove il freddo è l’ultimo e dei problemi.

      1. E tipo fare una specie di serra gigante con tantissimi alberi, ma protette dal freddo con uno stabilizzatore di temperatura, le metterebbe in cattività? Esiste qualcosa del genere? Una specie di giardino delle api °-°

        1. Solitamente fanno nidi all’interno delle cavità degli alberi, oppure si possono mettere delle cassette in legno appese sempre agli alberi per fornire loro degli spazi adeguati per nidificare. La temperatura poi riescono a stabilizzarla più che egregiamente da sole. Esistono già delle riserve (purtroppo poche) in cui ciò avviene e le api vengono studiate nel loro habitat naturale.

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