Sos natura – Salviamo le api e ragionamenti

ATTENZIONE: IL VIDEO IN QUESTIONE NON È PIU’ DISPONIBILE SUL SITO DI LA7. NON APPENA TROVERO’ UN’ALTRA VERSIONE PROVVEDERO’ A LINKARLA .

L’altro giorno è andato in onda un interessante documentario all’interno della trasmissione SFERA su La7, si parlava della sindrome da spopolamento degli alveari (SSA). Alcuni apicoltori professionisti a causa di questo problema hanno visto sparire nel giro di breve tempo il 90% delle loro arnie senza un motivo apparente.

Il video dura circa 50 minuti ma è molto ben fatto e vale la pena vederlo per rendersi conto della situazione in cui ci troviamo. È visionabile sul sito: http://www.la7.it/sfera/rivedila7/sfera-sos-natura-salviamo-le-api-31-12-2016-201224

Oggi sappiamo che le api subiscono danni dall’utilizzo di diserbanti e pesticidi. Alcune sostanze scombussolano le api che non riescono quindi più ad orientarsi per fare ritorno al nido; ciò porta allo spopolamento di massa degli alveari e quindi alla morte sia dell’insetto che della colonia.

Frequentando in maniera assidua forum che parlano di apicoltura, mi sono soffermato l’altro giorno su un topic da 7 pagine nel quale si discuteva se mettere o meno della coibentazione sotto al tetto dell’arnia per tenere le api calde in inverno. Questa cosa mi ha fatto pensare. Perché oggi in Italia ci preoccupiamo di “mettere la coperta” alle api quando loro stesse da secoli sopravvivono in cavità naturali in condizioni veramente estreme?

Giorni dopo ho letto di un sistema tecnologico messo a punto per contrastare la varroa (un parassita delle api) utilizzando dei favi in plastica riscaldabili tramite delle resistenze. La varroa ad una determinata temperatura muore mentre le api riescono a sopravvivere. Per fare questo occorrono pannelli solari collegati ai favi per dar corrente e riscaldare le resistenze, insomma un sistema che seppur ingegnoso appare macchinoso e costoso. Per info: progetto Bee Ethic (http://www.beeethic.it/)

Oggi invece ho letto di un progetto patrocinato da importanti associazioni apistiche, attualmente in crowd funding, per lo sviluppo di un sistema elettronico di conteggio della varroa all’interno dell’arnia. Ma siamo sicuri che gli sforzi tecnologici in ambito apistico debbano andare verso questa direzione? Per info: progetto Apisfero (https://www.facebook.com/Apisfero/?fref=ts)

Ora vi chiederete… Ma che c’entra tutto questo col video di La7 e col salvataggio delle api?

Ragionando in senso generale e vedendo la direzione in cui sta andando l’apicoltura oggi, a volte mi chiedo se sia questa la strada giusta da intraprendere.

Io credo che gli sforzi tecnologici (e non solo) in apicoltura oggi debbano essere concentrati nel dimostrare in maniera inequivocabile i danni che pesticidi e diserbanti arrecano alle nostre api e (con l’aiuto di ricercatori medici) alla nostra salute. Ciò significa che personalmente mi sento di supportare (anche economicamente, per quelle che sono le mie disponibilità) solo iniziative che si muovono in questo senso.

Occorre sensibilizzare l’opinione pubblica per spingerla a scegliere e ad acquistare consapevolmente. Compito di noi apicoltori è quello di fare gruppo e sensibilizzare le persone e le istituzioni in merito al problema dell’inquinamento e dell’utilizzo di sostanze che lasciano residui nocivi su ciò che noi mangiamo.

Anziché accanirci sempre di più con trattamenti fantasiosi e “selezioni di api produttive” (nella maggior parte delle volte con effetti disastrosi), cerchiamo invece di ricreare per le api un ambiente ospitale. Diamo loro una possibilità.

Sono convinto che ristabilendo equilibrio nell’ambiente molti (certo, non tutti) dei tanti problemi dell’apicoltura di oggi svanirebbero, e con loro anche problemi che ci riguardano in maniera molto diretta.
Con questo non voglio dire che il problema sia solo causato dagli agricoltori che spruzzano di tutto, anzi, il problema è rappresentato anche da quegli apicoltori che, pur di fare qualche kg di miele in più, continuano ad allevare selezioni di api regine improbabili e che di naturale non hanno ormai più nulla.

Ci dimentichiamo troppo spesso che le api sono animali selvatici, e non dobbiamo ne’ possiamo più permetterci di trattarli come animali domestici.

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