Sottospecie di ape mellifera in Europa

Sono ormai numerosi gli studi che attribuiscono alle sottospecie di ape mellifera dei punteggi in base alle caratteristiche produttive. Si trovano infatti in rete numerose tabelle dai valori più disparati, per cui ho pensato di mettere un po’ d’ordine e schematizzare le varie caratteristiche.

Partiamo innanzitutto dalle sottospecie (se non ti è chiaro il concetto, puoi consultare questo mio articolo):

  • Apis mellifera ligustica (Spinola, 1806)
  • Apis mellifera carnica (Pollmann, 1879)
  • Apis mellifera mellifera (Linnaeus, 1758)
  • Apis mellifera caucasica (Gorbachev, 1916)
  • Apis mellifera sicula (Montagano, 1911)

Ora vediamole più nel dettaglio. Non ho suddiviso di proposito le varie voci in PRO e CONTRO, dato che ogni caratteristica può essere positiva o negativa a seconda dei punti di vista o delle aree climatiche in cui ci si trova.

Questo concetto è molto importante, le api sono strettamente connesse al territorio sia a livello ambientale che a livello climatico. Attraverso l’evoluzione le api si adattano e sviluppano “attrezzi” molto specifici per lavorare nel loro territorio d’origine.

Possiamo quindi affermare che l’ape più adatta al territorio è senz’altro l’ape nativa di quel territorio.

Apis mellifera ligustica:

Distribuzione geografica apis mellifera ligustica

Conosciuta come l’ape italiana, è oggi la sottospecie più diffusa nel mondo.

Caratteristiche:

  • Forte adattabilità alle diverse situazioni climatiche
  • Buona docilità
  • Buona tenuta del favo
  • Moderato utilizzo di propoli
  • Prolificità
  • Tendenza a sviluppare colonie popolose capaci di immagazzinare molto miele
  • Scarsa propensione alla sciamatura
  • Elevata propensione al saccheggio e alla deriva

 

Apis mellifera carnica:

Distribuzione geografica apis mellifera carnica

Il suo territorio d’origine è compreso fra l’Austria sud-orientale e la Slovenia. È un’ape di grossa taglia e dal colore piuttosto scuro.

Caratteristiche:

  • Adattamento ad un clima di tipo continentale (inverni freddi e lunghi)
  • Periodo di interruzione della covata piuttosto lungo
  • Ripresa primaverile molto rapida
  • Alta docilità
  • Ottima tenuta del favo
  • Moderato utilizzo di propoli
  • Tendenza alla sciamatura mediamente superiore rispetto alla ligustica
  • Bassa tendenza alla deriva
  • Raggio di bottinamento più esteso rispetto alle altre sottospecie

 

Apis mellifera mellifera:

Distribuzione geografica apis mellifera mellifera

Detta anche “ape nera europea”, la sua origine è compresa fra la Francia, le isole Britanniche, L’Europa centrale a nord delle Alpi, i paesi dell’Est a nord di Carpazi e la Russia fino agli Urali. Un tempo era l’ape più diffusa ed è stata la prima ad essere esportata nel Nuovo Mondo, mentre oggi vengono preferite la ligustica e la carnica.

Caratteristiche:

  • Aggressività accentuata
  • Cattiva tenuta del favo
  • Abbondante uso di propoli
  • Elevata tendenza alla deriva
  • Lenta crescita primaverile, con picco estivo tardivo e poco pronunciato, per terminare con un lento declino autunnale

Apis mellifera caucasica:

Apis mellifera caucasica

Detta anche “ape grigia delle montagne del Caucaso“, è una sottospecie dal valore economico riconosciuto a livello mondiale. Molto simile esteticamente alla carnica.

Caratteristiche:

  • Proboscide lunga (la più lunga nella specie)
  • Alta docilità
  • Bassa tendenza alla sciamatura
  • Forte utilizzo di propoli (durante l’inverno chiude l’ingresso dell’alveare con la propoli, lasciando solo qualche foro per il volo e la ventilazione)
  • Eccessiva sensibilità alla nosemiasi
  • Partenza primaverlile tardiva e lenta, seguita da un incremento numerico della popolazione relativamente contenuto in estate ed autunno

 

Apis mellifera sicula:

Distribuzione geografica apis mellifera sicula

Di particolare interesse per l’apicoltura italiana (si tratta di una sottospecie frutto di uno specifico adattamento biologico su territorio Siciliano), è attualmente oggetto di programmi di recupero con lo scopo di tutelare la biodiversità.

Caratteristiche:

  • Colore scuro con peli del torace giallastro (anziché grigio o bruno come avviene per le altre sottospecie scure)
  • Proboscide più corta ed ala anteriore più piccola rispeto alla ligustica
  • Bassa aggressività
  • Incline alla sciamatura con produzione di numerose celle reali
  • Poligonia temporanea (la regina madre prima di partire con lo sciame convive per un certo periodo con diverse regine figlie vergini)

 

Queste ovviamente sono solo alcune delle caratteristiche relative ai tratti di generale interesse per l’apicoltore, ma ci sarebbe davvero molto da dire in merito alle singole sottospecie, che spesso alle spalle hanno anche storie molto affascinanti.

I confini riportati nelle mappe inoltre non vanno intesi come confini netti, esistono infatti aree in cui le differenti sottospecie, venendo a contatto, danno origine a zone di ibridazione (salvo non ci siano barriere naturali come ad esempio mari o alte catene montuose).

Per approfondimenti ti rimando sia alle fonti (riportate in fondo) che ai prossimi articoli che linkerò non appena saranno pronti. Nel frattempo per qualsiasi domanda scrivimi pure nei commenti!

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Fonte:
L’ape regina – Allevamento e selezione – Marco Lodesani

 

 

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