Riprendiamo l’argomento “frodi nel mercato del miele” aperto con il mio precedente articolo. Stavolta si parla di transhipment e triangolazione.

IL TRANSHIPMENT E LA TRIANGOLAZIONE

Che cos’è il transhipment, o in italiano, trasbordo?

Il trasbordo è l’operazione di trasferire il carico merci da un mezzo di trasporto ad un altro. Più in generale il termine ‘trasbordo’  […] per indicare la movimentazione via mare di merci, o di contenitori, in un luogo intermedio, per poi essere trasferite verso un’altra destinazione.

E’ un’attività assolutamente normale, tanto che viene svolta anche nei porti italiani come Cagliari e Gioia Tauro.

Ad ogni modo il transhipment può essere effettuato anche allo scopo di:

  • mascherare intenzionalmente il porto di origine;
  • evitare di pagare i dazi imposti sulla merce in arrivo ed originaria di determinati Paesi;
  • aggirare altre limitazioni, come ad esempio la quantità massima di merce importata da un determinato Stato.

Talvolta si può parlare anche di triangolazione, ossia un’operazione attraverso la quale un bene di produzione extracomunitaria entra illegalmente in un Paese membro e conseguentemente diventa comunitario.

transhipping triangolazione

I container permettono di aumentare il volume della merce in viaggio. Di Libreshot Free Images, pubblico dominio.

 

IL CASO AMERICANO

Nel 2001 la US International Trade Commission decise di applicare i dazi anti-dumping su tutto il miele proveniente dalla Cina. Questa decisione venne presa a seguito di alcune petizioni supportate dall’American Honey Producers Association, dalla Sioux Honey Association e da altri apicoltori dipendenti, ed è tuttora in vigore.

Cosa sono i dazi anti-dumping? Innanzitutto capiamo cosa sia il dumping:

Si tratta di una pratica per cui le grandi imprese introducono nel mercato dei prodotti a un prezzo molto inferiore rispetto a quello di mercato. 

Ciò significa che il miele cinese, quando viene importato in America, viene “sovraprezzato” allo scopo di alzarne il costo ed abbattere la sua altissima concorrenzialità. Ad oggi il dazio ammonta a circa $2,63/kg (€2,37).

 

IL CASO EUROPEO

Nel mese di novembre del 2001 gli ispettori del Food and Veterinary Office (FVO) dell’Unione Europea effettuarono alcune visite in Cina. Lo scopo era quello di valutare le capacità di controllo dei residui di pesticidi ed altre sostanze proibite in animali vivi e loro prodotti.

A seguito delle problematiche rilevate, venne deciso di bloccare totalmente le importazioni dalla Cina di miele ed altri prodotti, tra cui anche carne di pollo e molluschi.

La sospensione andò avanti per ben due anni, durante i quali scattarono 28 allarmi sul portale RASFF, il Sistema di allerta rapido per alimenti e mangimi dell’UE, per la presenza di cloramfenicolo nel miele proveniente dalla Cina.

Il cloramfenicolo è un antibiotico che è stato proibito in Europa nel 1994 per l’uso veterinario in animali destinati alla produzione di alimenti.

Nel 2003, gli allarmi RASFF sul cloramfenicolo rilevato nei prodotto cinesi diminuirono drasticamente e nel 2004 venne deciso di sollevare la restrizione sulle importazioni di miele dalla Cina.

 

LE CONSEGUENZE

L’applicazione di un pesante dazio da parte degli USA ed il ban temporaneo in UE hanno certamente avuto conseguenze pesanti per le esportazioni di miele cinese. Questi due sono i mercati di maggiore importanza per il colosso orientale, il quale non ha certo perso tempo per trovare una soluzione ben efficace.

Questa soluzione, come avrete certamente compreso, è proprio la volontà di continuare a vedere comunque in USA e UE passando attraverso altri mercati con le pratiche di transhipping e triangolazione.

 

LO SCANDALO HONEYGATE

Il caso iniziò a formarsi nel 2002, quando gli investigatori australiani intercettarono una spedizione di miele proveniente da Singapore e diretta negli Stati Uniti… Ma Singapore non era mai stato un paese produttore e soprattutto esportatore di miele!

A seguito di controlli più approfonditi la spedizione venne ricollegata alla Cina e da quel momento le autorità iniziarono ad accendere il faro sui movimenti illegali del miele cinese attraverso altri paesi, allo scopo di eludere l’applicazione del dazio anti-dumping.

Il vaso di Pandora è stato aperto nel 2013 negli Stati Uniti: gli investigatori federali hanno accusato 11 persone e 6 aziende in merito all’importazione illegale di miele cinese attraverso la falsificazione della documentazione ed il passaggio del prodotto da paesi come Russia, India, Indonesia, Malaysia, Mongolia, Filippine, Corea del Sud, Taiwan e Tailandia.

Dal 2002 al 2008 un totale di 606 carichi di miele cinese sarebbero entrati negli USA, mentre la documentazione alla dogana li avrebbe fatti geograficamente originare nei paesi sopra citati.

In quel periodo le importazioni illegali sarebbero ammontate a più di 40 milioni di dollari, per un’evasione fiscale doganale totale di quasi 80 milioni.

 

UN MECCANISMO BEN OLIATO

La principale azienda accusata dell’aver messo in piedi questa frode milionaria è la Alfred L. Wolff GmbH (ALW), fondata in Germania nel 1981 ma con numerosi uffici presenti in altre parti del mondo.

Secondo la sentenza dei giudici, riportata nelle fonti di questo articolo, l’azienda ed il suo gruppo di affiliate avrebbe:

  1. acquistato miele di origine cinese, chiedendo che questo venisse trasportato verso uno dei paesi confinanti, rietichettato come locale e poi spedito negli Stati Uniti;
  2. falsificato le documentazioni del miele acquistato, tra cui fatture, documenti di trasporto e certificato di origine geografica;
  3. costituito una serie di compagnie fantasma allo scopo di importare miele cinese in via del tutto fraudolenta;
  4. cercato di mascherare l’operazione usando indirizzi email personali, parole in codice, messaggi istantanei, ed anche chiamando/scrivendo in lingue straniere;
  5. spingevano anche affinché i controlli venissero fatti in specifici laboratori per rimuovere tracce di polline ed altri marker che avrebbero fatto facilmente risalire la merce alla vera origine geografica;
  6. rivenduto miele contaminato con antibiotici, sebbene fosse già stato respinto in fase di importazione.

In questo caso i paesi “ponte” per il transhipping del miele cinese sarebbero stati: Russia, India, Indonesia, Malaysia, Mongolia, Filippine, Corea del Sud, Taiwan e Tailandia.

Nel grafico qui sotto vediamo come le importazioni annuali di miele negli Stati Uniti siano profondamente cambiate dal 2000 al 2011.

Da fonte nr. 8 – Traduzione: Quantità delle importazioni di miele da paesi che tradizionalmente non hanno prodotto grandi quantità di miele. (U.S. Customs and Border Protection, not official U.S. Trade statistics).

I CASI ITALIANI

La cronaca italiana non è affatto esente da casi di importazione di miele estero che miracolosamente diventa italiano o europeo al momento dell’etichettatura.

Nel 2011 i Carabinieri del NAS hanno sequestrato ben “47 tonnellate di miele adulterato con aggiunta di zuccheri estranei e miele di origine asiatica di basso costo per un valore presunto di 230.000 euro che stava per essere venduto alla grande distribuzione come miele italiano ed europeo”.

Nel 2019, i Carabinieri del Nucleo Forestale hanno sequestrato circa 6 quintali di miele. Durante i controlli sono stati effettuati campionamenti ed i risultati hanno provato il tentativo di falsificazione dell’origine geografica, ma anche la presenza di sostanze addizionate e non dichiarate.

Non soltanto il miele, ma anche la propoli e la pappa reale subiscono questi “rimaneggiamenti”: nel 2014 in Puglia l’inchiesta della procura di Trani ha portato alla luce un sistema particolare per cui “la pappa reale biologica cinese (veniva) venduta come biologica italiana, il miele di origine serbo commercializzato come miele biologico italiano e la propoli commercializzata con una denominazione illecita: Propoli “Doc“.

 

I DANNI CONDIVISI DELLE FRODI ALIMENTARI

Come ho scritto nel precedente articolo, l’Adulterazione economicamente motivata (EMA, economically motivated adulteration) sarebbe:

la sostituzione intenzionale e fraudolenta, oppure l’addizione di una sostanza per aumentare il valore apparente del prodotto o ridurre il costo di produzione, al fine di ottenere un maggiore guadagno economico.

Sia che si parli di aggiunta di zuccheri o di un qualunque altro tipo di frode, non è soltanto il consumatore a pagarne le conseguenze.  Tutti gli operatori del mercato subiscono contraccolpi molto forti: caduta dei prezzi all’ingrosso e danneggiamento dell’immagine, solo per citarne alcuni.

In conclusione, è bene ricordare quali siano le conseguenze delle frodi alimentari. Queste possono essere valide anche per tutti gli altri settori, non soltanto per quello apistico.

  1. Spinta al ribasso dei prezzi all’ingrosso del miele, a causa di una sovrapproduzione riconducibile ad un gruppo ristretto di paesi produttori.
  2. Disincentivo nella produzione e nell’esportazione di prodotto autentico, in quanto cessa di esserci remuneratività nell’azienda.
  3. L’entrata in gioco di nuovi paesi esportatori, i quali fungono da tramite per l’immissione in commercio di prodotto scadente.

Apprezzerei molto vostri commenti e domande su questo articolo! Usate il box dedicato ai commenti per farmi sapere cosa ne pensate. Iscrivetevi al blog o alle nostre pagine Facebook, Twitter, YouTube ed Instagram per avere sempre aggiornamenti in tempo reale!

A presto!

Silvia


FONTI:

  1. Definizione di trasbordo
  2. Definizione di dumping
  3. Honey from China, third review (US International Trade Commission)
  4. EU Standing Veterinary Committee agrees on suspension of imports of products of animal origin from China
  5. Scientific Opinion on Chloramphenicol in food and feed
  6. Lista degli allarmi RASFF per la rilevazione di cloramfenicolo nel miele proveniente dalla Cina.
  7. Residue Determination in Honey
  8. Honey laundering: The sour side of nature’s golden sweetener
  9. Economically Motivated Adulteration of Honey: Quality Control Vulnerabilities in the International Honey Market
  10. The UNITED STATES OF AMERICA vs. AlfredL. Wolff GmbH; Alfred L. Wolff HoneyGmbH; Alfred L. Wolff (Beijing) TradeCo. Ltd., China; and Alfred L. WolffCompanyLtd, HongKong, China.
  11. Miele asiatico spacciato per italiano sequestrate 47 tonnellate
  12. Rieti, sequestrati 6 quintali di miele, maxi multa e tre denunciati dai carabinieri forestali
  13. Pappa reale e propoli dalla Cina venduti come prodotto biologico italiano

 

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