Tutorial/Esperimento: il Beeswax Wrap a casa!

Un’alternativa alla pellicola di plastica a base di cera d’api e per di più riutilizzabile? Sì, si chiama Beeswax Wrap ed oggi voglio provare a farne uno e a discutere dei risultati con voi.

Qui troverete la versione video di questo tutorial/esperimento, in questo articolo approfondiremo alcuni aspetti e parleremo anche delle difficoltà riscontrare durante l’esecuzione.

COME SI USA IL BEESWAX WRAP?

Sia online che sui vari libri acquistati nel corso degli anni si parla spesso di questi Beeswax Wrap e di come possono sostituire parte della plastica che quotidianamente usiamo nella nostra cucina. Ci si riferisce soprattutto alla pellicola: questi fogli cerati possono essere usati sia come tappi per i contenitori che come involucri, ad esempio per i nostri panini.

Si sconsiglia l’uso del Beeswax Wrap a diretto contatto con cibi non solidi: è ottimo per quelli secchi, come ad esempio il sopra citato panino, oppure per un formaggio stagionato, della verdura o della frutta (non tagliata).

Se doveste usarli in estate, è meglio usarli assieme ad una borsa frigo. Mi spiego meglio: il calore delle giornate estive potrebbe sciogliere il rivestimento di cera. Ad esempio, se siete soliti portarvi del cibo da asporto dentro ad una borsa frigo e volete usare il Beeswax Wrap, non dovreste avere problemi.

Ci sono molti metodi diversi per riprodurre questi Beeswax Wrap a casa e mi piacerebbe testarli per trovare la ricetta migliore tra tutte… Quella che è più semplice da fare e che dà il risultato migliore!

Questo significa che in futuro potrebbero esserci altri video/articoli tutorial/esperimento per voi, se vi interessano. Personalmente mi sono molto divertita con questo primo tentativo, quindi passiamo subito ai fatti!

 

GLI INGREDIENTI
  • Cera d’api: 35 gr
  • Resina di pino: 14 gr
  • Olio di jojoba: 1 cucchiaio
  • Stoffa di cotone quadrato di 30cm x 30cm della fantasia che più vi piace
ingredienti beeswax wrap
Ecco i nostri tre ingredienti pronti per l’uso!

A cosa serve la resina di pino? Serve per dare al Beeswax Wrap quella capacità di aderire quasi perfettamente ai vostri contenitori e, soprattutto, di rimanere attaccato su se stesso in modo da non muoversi. La potete acquistare online, non è molto facile da reperire ma questo produttore ha messo in commercio una comoda bustina da 25 grammi. E’ perfetta per questa ricetta!

L’olio di jojoba è facilmente reperibile sia online che in una qualsiasi erboristeria.

La cera d’api può essere acquistata presso un apicoltore di fiducia: chiedete se ha un po’ di cera d’opercolo da darvi. Ha un colore più chiaro ed è di qualità superiore. Se volete approfondire, vi lascio il link al mio articolo dedicato alla cera d’api.
Potete anche acquistarla, vi consiglio di optare per una cera biologica, chiara e già in scaglie o biglie.

 

LA STRUMENTAZIONE
  • Una bilancia
  • Due pentole per il bagnomaria
  • Un pennello pulito
  • Carta da forno
  • Ritargli di cartone
  • Giornali vecchi o stracci
  • Un forno funzionante

Evitare assolutamente la strumentazione che usate quotidianamente in cucina. Scegliete oggetti dismessi prima di acquistarne di nuovi. Mi riferisco soprattutto al pentolino che userete per il bagnomaria e che starà a diretto contatto con il mix degli ingredienti. 

Utilizzate un bastoncino da spiedino in legno per mescolare il tutto, così potrete comodamente destinarlo nell’organico. La soluzione sarà molto appiccicosa, quindi sconsiglio fortemente l’uso di mestoli di legno o cucchiai che poi torneranno in uso per la cena o per il pranzo.

E’ sempre meglio separare le stoviglie di cucina da quelle usate per i progetti del fai da te!

 

ESECUZIONE

Pesiamo i nostri ingredienti: la resina, la cera d’api e l’olio di jojoba.

Sciogliamo la resina di pino utilizzando il bagno maria. Nel giro di una decina di minuti sarà disciolta: non avrà una consistenza liquida ma semi solida, come potete vedere nell’immagine qua sotto.

resina sciolta beeswax wrap
La resina di pino disciolta ha questo aspetto.

Adesso inseriamo l’olio di jojoba e la cera d’api.

Lasciamo gli ingredienti a sciogliersi ed amalgamarsi. Mescolate spesso perché la resina tenderà a rimanere sul fondo del pentolino. Ci vorranno altri dieci minuti, forse anche qualcosa in più, l’importante è non avere fretta!

Tagliate un pezzo di cartone di una misura superiore rispetto al pezzo di stoffa, e ricopritelo con della carta da forno. Metteteci sopra il vostro pezzo di stoffa.

Proteggete il vostro ripiano di lavoro con vecchi stracci, fogli di giornale o delle tovagliette in silicone. Mettetevi i guanti, prendete il pezzetto di stoffa prescelto ed il pennello.

Prendete i pentolini del bagnomaria e portateli sul vostro ripiano di lavoro. L’acqua ancora calda non lascerà che il miscuglio si solidifichi tanto facilmente.

resina sciolta beeswax wrap
Proteggete bene il vostro piano di lavoro!

Adesso immergete il pennello nel miscuglio e spennellate accuratamente il pezzetto di stoffa. La sostanza si solidificherà molto velocemente a contatto con la stoffa, ma non preoccupatevene troppo.

Noterete che in alcuni punti avrete degli accumuli di cera, le fasi successive ci aiuteranno a risolvere questo problema.

resina sciolta beeswax wrap
Adesso spennelliamo tutto, sia il fronte…

Se la sostanza dovesse solidificarsi nel pentolino, rimettetelo sul fuoco per il tempo necessario.

Una volta finito il primo lato, lasciate rapprendere per un minuto, passate all’altro e spennellate finché non si sarà esaurito tutto il liquido.

spennellamento retro beeswax wrap
…. Che il retro!

Adesso fate riscaldare il forno attorno ai 100 gradi.

Prendete una teglia e proteggetela con della carta da forno. Sistemate sopra la teglia il pezzo di stoffa imbevuto di cera ormai solida ed infilatelo nel forno per massimo 15 secondi. Se sentite odore di legno, sappiate che è la resina di pino!

teglia beeswax wrap
La teglia va in forno per rifinire il nostro Beeswax Wrap!

Facendo estrema attenzione a non scottarvi, tirate fuori la teglia e riponete la stoffa con la carta da forno su un piano protetto. Noi abbiamo usato un pezzo di cartone, lo stesso che abbiamo usato per la prima spennellatura.

Adesso riprendete il pennello ed iniziate a spennellare velocemente tutto il pezzo di stoffa. Questo passaggio serve a rimuovere le zone dove si trovano gli accumuli di cera. E’ anche altrettanto utile per farla assorbire meglio alla nostra stoffa. Potete anche finire la spennellata fuori dal bordo della stoffa, in modo da rimuovere un po’ della cera in eccesso.

Adesso giriamo il lato, cambiamo la carta da forno, riprendiamo la teglia e mettiamo il tutto nel forno per qualche altro secondo. Estraiamo, spennelliamo e lasciamo raffreddare per qualche minuto.

Raschiamo via la cera di troppo.

Abbiamo deciso di raschiare via parte della cera in evidente eccesso usando un vecchio coltello dalla lama piatta.

La pallina di cera che si è formata l’abbiamo messa da parte: ci servirà poi per rinfrescare in futuro il nostro foglio cerato! Ve lo speghiamo più avanti.

Una volta finita la raschiatura, abbiamo rimesso il tutto nel forno. Successivamente abbiamo ripetuto la raschiatura, il passaggio in forno per altre due volte.

Per la pulizia del pentolino, vi consiglio di farlo bollire con dell’acqua, svuotarlo nello scolo del lavandino e, facendo molta attenzione a non scottarvi, passare all’interno con dello scottex per rimuovere la gran parte della cera. Se necessario, ripetere l’operazione, poi passare al detersivo ed alla spugna.

 

CONSIDERAZIONI FINALI

Credo che la raschiatura non sia un passaggio essenziale. Abbiamo dovuto farla perché probabilmente abbiamo scelto un tipo di stoffa troppo fine per la quantità di cera descritta nella ricetta. Vi consigliamo quindi di usare una stoffa di cotone dalla grammatura normale, non eccessivamente fine.

Se noterete la pallina di cera che si è formata è di colore rosso… Le strisce rosse della fantasia hanno perso del colore, il che non era stato previsto all’inizio del nostro esperimento. La prossima volta ci assicureremo che la stoffa scelta non decida di stingere durante la lavorazione!

COME LAVARE IL BEESWAX WRAP

Il vostro foglio cerato è inerte al contatto con l’acqua, vale a dire questa scivolerà via sulla sua superficie senza bagnarlo. Potete lavarlo utilizzando un sapone estremamente delicato ed una spugna non abrasiva.

L’importante è usare acqua fredda e non calda, che potrebbe sciogliere il rivestimento di cera.

 

COME RINNOVARE IL BEESWAX WRAP

La pallina di cera raschiata potrà esserci utile in futuro per ridare vita al foglio cerato. Gli usi potrebbero lasciare qualche segno, una crepa qua e là. Basterà formare dei pezzettini con questa stessa pallina e spargerli qua e là sul foglio cerato.

Si può procedere sia con il forno a circa 100 gradi:

  1. Prendete una teglia, proteggetela con la carta da forno.
  2. Mettete sopra il vostro Beeswax Wrap
  3. Inserite la teglia ed il foglio cerato dentro al forno acceso, aspettate qualche decina di secondi.
  4. Con lo stesso pennello usato per spargere la cera, potete velocemente spennellare la superficie del Beeswax Wrap.
  5. Lasciare raffreddare.

Oppure anche con il ferro da stiro:

  1. Spargete un po’ di pallini di cera sulla stoffa cerata.
  2. Inserite il Beeswax Wrap tra due fogli di carta da forno ed appoggiatelo su una superficie dura, protetta da giornali vecchi o altro.
  3. Accendete il ferro da stiro e “stirate” il foglio cerato, ovviamente senza rimuovere la carta da forno. Non lasciare il ferro a contatto diretto con il Beeswax Wrap!
  4. Lasciate raffreddare.

Sarà come nuovo!

IL RISULTATO FINALE

Ed ecco qui il nostro Beeswax Wrap! Come primissimo tentativo e nonostante qualche intoppo siamo abbastanza contenti del nostro risultato, ma come ho detto all’inizio ci piacerebbe comunque provare altre ricette, alla ricerca di un metodo efficace per riprodurlo a casa.

Il metodo appena testato ci è sembrato un po’ laborioso, forse i tentativi successivi saranno più semplici ma più efficaci? Chi lo sa, basta provare!

Se avete domande potete lasciarle nei commenti, oppure se conoscete ricette migliori di questa, fatecelo sapere e tenteremo di replicarle nei prossimi video.

Apprezzerei molto vostri commenti e domande su questo articolo! Usate il box dedicato ai commenti per farmi sapere cosa ne pensate. Iscrivetevi al blog o alle nostre pagine Facebook, Twitter, YouTube ed Instagram per avere sempre aggiornamenti in tempo reale!

A presto!

Silvia


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15 Replies to “Tutorial/Esperimento: il Beeswax Wrap a casa!

  1. Ciao! Io ho provato a realizzare i miei wax wrap solo con cera d’api e forno…primo tentativo riuscito benissimo e con facilità… voi avete provato anche questa tecnica?
    Sono rimasta soddisfatta del risultato, ma ho riscontrato un problema: già dopo poco utilizzi (meno di 10), i miei wrap hanno iniziato a mostrare crepe…con il metodo descritto da voi si ritarda maggiormente questo fenomeno? Pensate che potrei aggiungere semplicemente l’olio di jojoba (più facilmente reperibile) per conferire morbidezza alla cera? Oppure avete altri suggerimenti? Grazie, Sarah

    1. Ciao Sarah! Sì, abbiamo provato anche a farli con 100% cera d’api ma non siamo stati soddisfatti del risultato. Il panno era molto duro e poco malleabile: la cera d’api a temperantura ambiente tende ad indurirsi molto, il panno non teneva bene la forma… Sembrava uno stoccafisso! 😀
      Il tuo si è crepato quasi sicuramente per questo motivo. Quello che puoi fare è rimetterlo in forno per rinnovarlo, come spieghiamo nella parte finale dell’articolo. Le crepe spariscono subito ma si riproporranno, prima o poi, proprio perché la cera d’api è solida e dura a temperatura ambiente.
      Aggiungendo un po’ di olio di jojoba si dovrebbe riuscire a renderla più malleabile a temperatura ambiente: il panno si piegherebbe meglio e le crepe impiegherebbero più tempo a formarsi.
      La resina è quell’ingrediente che serve a rendere il panno più aderibile su se stesso e sulle altre superfici ma se preferisci non usarla, il beeswax wrap riesci comunque a farlo senza alcun problema!
      Se hai bisogno di altri consigli, chiedi pure!
      Silvian 🙂

    1. Ciao Paola! La trementina scioglie la cera d’api ed ha un odore fortissimo. Non me la sento di consigliartela. Personalmente l’ho usata solo per ripulire il pennello dal mix di resina/cera usato per fare il beeswax wrap. 🙂

      1. Ma intendevo la trementina quella che cola dal larice …. è appiccicosa e profumata
        Magari quando provo ti faccio sapere
        Grazie
        Paola

  2. Ciao, si può fare un panno grande e poi ritagliarlo?
    Poi usando la vostra ricetta con resina e olio è possibile farlo con il ferro da stiro invece che con il forno?
    Grazie,😊😘

  3. Buona sera… Un paio di domande:
    Si può fare un panno grande e poi ritagliarlo?
    Poi usando la vostra ricetta con resina e olio è possibile farlo con il ferro da stiro invece che con il forno?
    Grazie,😊😘

    1. Ciao Francesca! Penso non ci siano problemi a tagliarlo successivamente. Con il ferro da stiro non ho provato perché avevo paura di non poter far amalgamare bene tutti gli ingredienti, ma forse è solo un mio pensiero.
      Grazie per il commento! Silvia

  4. Fatto con solo cera d’api grattando bene si ammorbidisce parecchio, ho provato con un 20% di olio di oliva (siamo in Italia)e viene perfetto, però si sgretola nel tempo…
    La resina credo sia essenziale, con la resina (raccolta dai pini malati, sciolta e filtrata, fatta solidificaree poi risbriciolata)è venuto l’involucro bello elastico che non crepa, però a quella dose indicata, per esempio il pane, prende l’odore, l’odore è fortissimo di resina.
    Il dubbio è che la resina usata nell’apepack non sia di pino, oppure, è una resina !alleggerita della trementina. qualcuno ha questa informazone?

    1. Ciao Alessandra e grazie per il commento 🙂 per la questione della ricetta di Apepak, puoi provare a mandare loro una email dove chiedi maggiori info. Personalmente non saprei risponderti.
      Silvia

  5. Intendo provare a fare i bee-wrap con questa ricetta, ma volevo colare la mistura in un pirottino di silicone e farla solidificare per poi grattuggiarla sopra i panni di cotone e usare il ferro per scaldare il tutto (usando la carta da forno come protezione per il ferro).
    Mi chiedevo se qualcuno avesse provato anche con la cera di soia: tempo fa l’avevo comprata per fare delle candele e me ne è rimasta molta.

    1. Ciao Laura! Scusa per l’enorme ritardo nel risponderti. Personalmente non conosco bene la cera di soia, non l’ho mai lavorata e non saprei dirti… Hai già consultato online per avere qualche risposta? Speriamo che chi ti leggerà qui possa darti una mano 🙂 Silvia

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