Il miele ancora commestibile dopo 3000 anni? Sarà vero?

Howard Carter e Lord Carnarvon 1922

Abbiamo parlato di questo articolo nel nostro podcast, clicca qui per ascoltarlo!

La leggenda narra di alcuni archeologi che, una volta entrati in una tomba Egizia, hanno trovato delle anfore contenenti miele “liquido e perfettamente commestibile“.

Da apicoltore, sento di poter affermare con una ragionevole dose di sicurezza che un miele vecchio più di 3000 anni non ha affatto l’aspetto, l’odore o il sapore del miele, ma soprattutto di certo non può essere liquido.

Esempio di post sul miele commestibile dopo 3000 anni
La fonte curiosone.tv mi fa sospettare che la notizia potrebbe essere fasulla… Ma proseguiamo con l’indagine.

Indagando su questa notizia (spesso diffusa con molte varianti), mi sono imbattuto in un articolo di Ron Miksha (bad beekeeping blog), il quale dopo essersi interrogato su questa credenza popolare ha fatto ciò che ognuno di noi dovrebbe fare in questi casi: ha scritto  direttamente ai gestori dei siti web che diffondevano la storia, chiedendo loro se fossero stati in grado di riportare fonti attendibili.

Le uniche risposte che ottenne provennero da un blogger e dal National Honey Board. Entrambi non furono in grado di fornire una fonte, ed il National Honey Board si premurò immediatamente di rimuovere la notizia. Ben fatto National Honey Board!

Ma da dove ha origine tutto questo?

Ebbene pare che alcuni di questi racconti provengano dall’archeologo ed egittologo di fine ‘800 Howard Carter, lo scopritore della tomba di Tutankhamon (1922).

Howard Carter e Lord Carnarvon nel 1922, all’uscita della tomba di Tutankhamon (Foto: Wikipedia).

Pare che Carter scrisse di un contenitore che a suo parere conteneva residui di miele sul fondo.

Si trattava però più che altro di parole riportate senza alcuna fonte, insomma non sono stato in grado di trovare nulla di tangibile. Bisognava andare più a fondo.

CONTINUANDO LA RICERCA:

A questo punto sono andato alla ricerca di qualche altra fonte, e sono capitato sul sito dello Smithsonian Magazine, dove in un articolo a cura di Natasha Geiling dal titolo “The Science Behind Honey’s Eternal Shelf Life” (La scienza che sta dietro alla vita eterna del miele) parla del miele così:

Modern archeologists, excavating ancient Egyptian tombs, have often found something unexpected amongst the tombs’ artifacts: pots of honey, thousands of years old, and yet still preserved. Through millennia, the archeologists discover, the food remains unspoiled, an unmistakable testament to the eternal shelf-life of honey.

Ovvero:

I moderni archeologi, scavando antiche tombe Egizie, hanno spesso trovato cose inaspettate fra i vari artefatti: vasi contenenti miele, vecchi migliaia di anni, ma  nonostante tutto ancora preservati. Attraverso i millenni, hanno scoperto gli archeologi, il cibo è rimasto incontaminato, un’inconfondibile testimonianza dell’eterna conservabilità del miele.

Inconfondibile testimonianza? In realtà purtroppo anche in questo caso però siamo punto e a capo: mancano le fonti!

…O meglio, una fonte c’è, viene citato un libro: Letters from the hive: An Intimate History of Bees, Honey, and humankind di Stephen Buchmann.

Stephen Buchmann è professore aggiunto al dipartimento di Entomologia, ecologia, e biologia evolutiva all’Università dell’Arizona.

Purtroppo non possedevo il suo libro per poter controllare. Quindi l’ho acquistato.

Dovevo arrivare in fondo alla faccenda.

I RIFERIMENTI SUL LIBRO DI BUCHMANN:

Effettivamente all’interno del libro l’autore scrive:

[…] so Egyptian royals were buried with pots of honey to help sweeten their transition to the afterlife. Thanks to its antibacterial properties, pots of unspoiled honey are still being found by modern archaeologists excavating the rich royal tombs.

che tradotto significa:

[…] per cui i reali egiziani venivano seppelliti con vasi di miele per addolcire il loro trapasso nell’aldilà. Grazie alle sue proprietà antibatteriche, vasi di miele incontaminato vengono ancora ritrovate dai moderni archeologi che scavano le ricche tombe reali.

Ok, ora la notizia sembra un po’ più attendibile… o forse no?

Abbiamo fatto 30, a questo punto facciamo anche 31 ed andiamo a leggerci la bibliografia in fondo al libro, nella parte relativa al capitolo che contiene la frase citata qui sopra.

Bene, per fortuna stavolta non devo dar fondo ai miei risparmi, si tratta di libri della mitica Dr.ssa Eva Crane ed Hilda M. Ransome, che già posseggo.

The sacred bee by Hilda Ransome
Libro estremamente interessante di Hilda M. Ransome sul ruolo dell’apicoltura nella storia (Foto di copertina presa da Amazon).

Non trovo nulla a riguardo sul libro “The sacred bee” di Hilda Ransome, quindi provo a cercare informazioni sui libri di Eva Crane.

E qui trovo finalmente informazioni utili, in particolare sul libro “The world history of beekeeping and honey hunting“, un tomo da oltre 600 pagine nel quale (dopo un po’ di ricerca) ho trovato quanto segue:

There have been several dramatic reports of finding honey in Ancient tombs, but analysis has not always established that the substance found was honey. The contents of an alabaster vase in the tomb of the parents-in-law of Anemophis III was shown by analysis to have been castor oil instead of honey. A jar from the tomb of Tutankhamun (c. 1340 BC) probably did contain honey, although too little remained to allow confirmation (Leek, 1975). Some other samples had deteriorated, but were confirmed to be honey by identifying pollen grains in them.

The world history of Beekeeping and Honey Hunting by Eva Crane
Capolavoro di Eva Crane, piuttosto costoso ma estremamente ricco e dettagliato (Foto di copertina presa da Amazon).

Vediamo quindi che cosa ci dice Eva Crane a riguardo:

Abbiamo diverse testimonianze su come è stato ritrovato il miele nelle tombe antiche, ma le analisi non sempre indicavano che la sostanza trovata fosse miele. Il contenuto di un vaso di alabastro nella tomba dei suoceri di Anemophis III non era miele, bensì olio di ricino. Un barattolo rinvenuto nella dalla tomba di Tutankhamon (1340 AC circa) probabilmente conteneva miele, anche se ne è rimasto troppo poco per averne la certezza (Leek, 1975). Altri campioni si erano deteriorati, pur confermando che si trattava di miele grazie all’identificazione dei granuli pollinici presenti al suo interno. 

Nessuna testimonianza a supporto quindi, nemmeno nelle fonti citate in bibliografia.

Riassumendo quindi:

  • Ciò che è stato rinvenuto in stato ancora liquido e si pensava fosse miele, non era altro che in un caso olio di ricino ed in un altro caso si trattava di natron (un minerale utilizzato dagli egizi per l’imbalsamazione e che assorbe umidità).
  • Il miele ritrovato in queste anfore veniva rinvenuto in tracce, certamente nulla di consumabile.

 

CONCLUSIONI:

Il miele è effettivamente conservabile per lungo tempo.

Se adottiamo la precauzione base di tenere il barattolo chiuso col tempo cristallizzerà ma non andrà a male.

Io stesso ho dei barattoli di miele vecchio di parecchi anni che oltre ad essersi scurito un po’ di colore non presenta altri difetti di sorta. Certamente ciò che si va a perdere sono principalmente le qualità organolettiche, ma per qualche anno rimane commestibile senza alcuna ombra di dubbio.

Cosa ben diversa è invece sostenere che il miele sia come un prodotto magico, dalla vita eterna, e che possa conservarsi tal quale e perfettamente commestibile anche dopo millenni.

Il miele è un prodotto estremamente interessante già di per sé, non occorre “strafare” inventandosi storie sulla sua conservabilità per millenni o su magici poteri curativi.

E’ preciso dovere degli apicoltori riconoscere queste bufale ed evitare di condividerle.

Qualcuno potrebbe dire che si fa per una buona causa, in fondo titoli come “ritrovato miele commestibile dopo 3000 anni” fanno presa sul pubblico, in fondo che male fa? Dov’è il problema?

Il problema sta nel fatto che diffondendo queste cose andiamo a perdere ciò che abbiamo di più prezioso, ovvero la nostra credibilità.

Come abbiamo visto anche organizzazioni importanti come il National Geographic e  lo Smithsonian Magazine possono cadere in queste trappole, quindi quando qualcosa non ci convince cerchiamo di capire di che cosa si tratta.

Ma soprattutto cerchiamo sempre le fonti in fondo agli articoli!

Non serve ingigantire le proprietà del miele né inventarsene di nuove. Impariamo a conoscerlo per quello che é, e scopriremo che la sua versatilità in cucina è davvero sorprendente.

Apprezzerei molto vostri commenti e domande su questo articolo! Usate il box dedicato ai commenti per farmi sapere cosa ne pensate. Iscrivetevi al blog o alle nostre pagine Facebook, Twitter, YouTube ed Instagram per avere sempre aggiornamenti in tempo reale!

A presto!

Luca.


Fonti web:
Notizia National Geographic Italia (nessuna fonte)
Notizia National Geographic Australia (nessuna fonte)
Smithsonianmag.com – The science behind honey’s eternal shelf life
Ron Miksha – Bad beekeeping blog – Articolo “Does the truth matter?”

Libri (Link Amazon):
The world history of beekeeping and honey hunting – Eva Crane
Dottor miele. Tutto sul miele: storia, leggenda, cucina, bellezza, longevità… e altro ancora
The Sacred Bee in Ancient Times and Folklore (Dover Books on Anthropology and Folklore) – Hilda M. Ransome
Letters from the Hive: An Intimate History of Bees, Honey, and Humankind – Stephen Buchmann
I prodotti dell’alveare – Bortolotti / Marcazzan

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Immagini:
Copertina: By Harry Burton – Photo aus: HOWARD CARTER & Arthur MACE “Tut-ench-Amun. Ein ägyptisches Königsgrab“. Mit einem Beitrag: „Ägypten vor Tut-Ench-Amun“ von Georg Steindorff. Verlag. F.U. Brockhaus,. 6. Auflage, Leipzig 1927, Public Domain

5 Replies to “Il miele ancora commestibile dopo 3000 anni? Sarà vero?

  1. Thank you for this very good article, Luca. Also, thank you for linking to my blog post, https://badbeekeepingblog.com/2017/08/04/does-the-truth-matter/
    Like you, I think that honey is a wonderful product which does not need exaggeration. The idea that honey could be as good as new after 3,300 years defies logic and simple reasoning. I’m glad that you did this research and confirmed what everyone should have known. From Dr Eva Crane’s book, which you quoted, it is clear that the Egyptians placed honey in the pharaohs’ tombs, but after three millennia, we recognize the tar-like material only through pollen and sugar content. It is not “as good as new”!
    Ron Miksha

    1. Thank you Ron, I totally agree with you.
      Your blog inspire a lot of beekeepers around the world and this article in particular triggered my research!
      This week we will dedicate our blog articles and Instagram posts to debunk some myths about honey and honeybees, there’s a lot of work to do about this.

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