Riconoscere api e vespe

Iniziando a dedicarmi all’apicoltura mi sono sorpreso di come diversi contadini, pur vivendo e lavorando in campagna, non riescano a distinguere le api dalle vespe.

Un’altra frase che sento dire molto spesso quando dico in giro che mi occupo di apicoltura è “Ah io sono allergico/a alle api e alle vespe”, quando in realtà nemmeno il veleno di questi due insetti è lo stesso!

L’immagine dell’articolo evidenzia in maniera eclatante la differenza fra api (a sinistra) e vespe, a destra.

Tenendo presente alcune fondamentali differenze e facendo un po’ di pratica, risulta molto semplice riconoscerle anche a colpo d’occhio.

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Vespa (in alto a sinistra), e ape (in basso a destra) a confronto.

Concentrandoci solamente sulle caratteristiche ben visibili, possiamo senz’altro osservare le zampe (sottili, nere e gialle per le vespe – tozze, marrone scuro/nero per le api).

Ma veniamo alla corporatura:

API:

  • Corporatura tozza.
  • Colorazione gialla tendente all’ocra.
  • Presenza di peluria sul corpo.

VESPE:

  • Colorazione gialla e nera.
  • Assenza di peluria sul corpo.
  • Ali sottili.

Le differenze visibili non si fermano qui, se ci capita di osservare un nido di api ed un nido di vespe, salta subito all’occhio l’immensa differenza fra queste due specie:

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I nidi delle api vengono costruiti con la cera, una sostanza che le api producono tramite delle apposite ghiandole. I favi vengono costruiti in maniera equidistante l’uno dall’altro.

Solitamente i nidi delle api sono di modeste dimensioni e sono popolati da migliaia e migliaia di api. Il fatto che i favi siano disposti come vediamo in foto e siano costruiti con la cera rende molto facile l’identificazione della specie.

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I nidi delle vespe sono costruiti con un materiale molto simile alla carta. Viene ottenuto raccogliendo fibre secche ed impastandole con la saliva delle vespe.

I nidi delle vespe possono essere costruiti molto velocemente poiché non devono durare a lungo quanto quelli delle api, sono popolati generalmente da poche vespe (al massimo per grandi nidi possiamo trovarne qualche decina).

LE PUNTURE:

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Pungiglione dell’ape rimasto agganciato alla pelle. Purtroppo per l’ape non ci sarà un lieto fine.

Quando le api ci pungono, il loro pungiglione resta agganciato alla nostra pelle. L’unico modo che ha l’ape a questo punto per liberarsi è quello di cercare di volare via; purtroppo al pungiglione rimangono attaccate le interiora e questo la porta alla morte, per cui solitamente le api aggrediscono solo se realmente minacciate. Ciò avviene perché il pungiglione dell’ape non è liscio ma presenta una sorta di uncini.

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Il pungiglione liscio delle vespe permette loro di pungere ripetutamente senza alcun problema.

Le vespe, al contrario, sono in possesso di un pungiglione liscio e possono quindi pungere ripetutamente anche solo per accaparrarsi del cibo durante un pic nic all’aperto. Bisogna quindi fare molta attenzione quando si pranza all’aperto, in particolare è sempre bene controllare che le nostre bevande contenenti zucchero non abbiano ospiti indesiderati. Ingoiare una vespa è un’esperienza che non mi sento di consigliare…

Api ingiustamente accusate:

Concludo l’articolo con una curiosità della quale non molti, in particolare fra i non addetti ai lavori, sono al corrente.

A volte le api vengono ingiustamente accusate di danneggiare i vigneti. Si dice che, in quanto attratte dai succhi zuccherini degli acini d’uva, le api per nutrirsi possano rompere la buccia degli acini danneggiandoli.

Per fortuna alcuni esperimenti sono stati svolti in merito ed è emerso che mentre le vespe hanno delle mandibole in grado di perforare facilmente i chicchi d’uva, le api non sono in grado di farlo.

Le mandibole delle api infatti non sono seghettate (somigliano più a delle spatole) e vengono utilizzate solamente per la lavorazione della cera e della propoli durante la costruzione dei favi.

Gli acini perforati e lasciati all’aria favoriscono lo sviluppo di funghi che si possono poi propagare a tutta la pianta, ed è qui invece che le api entrano realmente in gioco.

Se trovano acini rovinati o con la buccia danneggiata, queste volano a succhiare il nettare con la loro lingua (che grossomodo è a forma di cannuccia), e prosciugano in breve tempo i chicchi danneggiati, impedendo ai funghi di proliferare.

Se non fosse che le vigne oggi vengono pesantemente trattate chimicamente, sarebbe bello vedere qualche arnia fra i vigneti, anche per risparmiare in prodotti fungicidi!

Chissà, magari in futuro l’uomo metterà un po’ più di giudizio nelle tecniche di produzione agricola e nel modo di rapportarsi con la natura in senso generale. A me piace pensare che sarà così.

Approfitto dell’occasione, anche se in leggero anticipo, per augurare a tutti voi un buon inizio 2017, a presto!

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2 Replies to “Riconoscere api e vespe

  1. Ah! Io quando avevo la casetta in mezzo alla natura distinguevo le apette perchè pelosette °-°…poi quando mangiavo la carne alla brace e avevo le vespe che rompeva no prendevo un piatto con ossa e scarti vari, lo appoggiavo più in là e le vedevo mangiare dalle ossa…D: e anche quando mettevo la piscina in giardino in estate, dovevo stare attenta perchè venivano a bere le gocce d’acqua intorno a me e stavo lì a fissare e a dire “ecco brava bevi e va via” però non mi hanno mai punta…xD poi una domanda…il proliferare di funghi succede solo con l’uva? Avevo un fico in giardino e le vespe si cibavano dei fichi maturi attaccati all’albero(tanto che ti veniva detto “apri il fico e guarda dentro che non ci siano vespe”)…ma la pianta non ha mai fatto funghi o altro…ah e poi…ma tra vespe e api… i vesponi e i bombi che posizione assumono? Sono parenti? 🤔

    1. Coi fichi non fa mai male dare un’occhiata, quei frutti hanno in realtà tanti predatori (in particolare gli uccelli) ma che io sappia solitamente non hanno gli stessi problemi di funghi che invece può avere l’uva. Api vespe bombi (ma anche formiche ad esempio) appartengono alla stessa “famiglia” (l’ordine degli imenotteri) che comprende oltre 120.000 specie di insetti!

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