Se le api morissero, avremmo solo 4 anni di vita (Einstein)

Albert Einstein se le api morissero

“Se le api morissero, avremmo solo 4 anni di vita”, disse Einstein… O Stephen Hawking?  Mi sembrava però di aver letto che gli anni erano 5, mi sbaglio? Moriremo subito, fulminati sul colpo? O forse verremo invasi dagli alieni, inghiottiti dal nostro amato Sole o distrutti da un meteorite gigante? Chissà di che morte moriremo, quando le api scompariranno dalla faccia della Terra…

Tempo fa provammo a chiederlo anche ai nostri follower su Instagram!

 

Quello che è sicuro è che quando leggo questa affermazione inizio a sentire un fastidio dietro la nuca che si estende in breve tempo per tutta la testa, e mi passa soltanto quando esclamo:

EINSTEIN NON L’HA MAI DETTO!

Adesso che mi sono sfogata, sarò più che felice di spiegarvi perché questa affermazione, oltre ad essere stata malamente affibbiata al povero Albert Einsten, è anche problematica dal punto di vista della veridicità.

Ci sono molte versioni diverse di questa frase, ma alla fine la sostanza è la stessa:

Se le api scomparissero, all’uomo rimarrebbero soltanto 4 anni di vita.

E alla donna? Torniamo seri, o almeno proviamoci per dovere di cronaca.

 

I PRIMI ACCENNI

Nel 1859 Charles Darwin pubblicò il suo trattato “Le origini delle specie“, il quale conteneva un passaggio dedicato alla complessa rete di interazioni che legava la flora e la fauna. Affermava che, se il bombo si fosse estinto, alcune piante sarebbero diventate molto rare oppure sarebbero del tutto scomparse.

Nel 1887 il British Bee Journal, una rivista settimanale londinese dedicata alle tematiche apistiche il cui ultimo numero risale al 1950, stampò un articolo apparso poco prima sull’American Bee Journal, altra pubblicazione periodica in lingua inglese che è invece sopravvissuta fino ai giorni nostri, in cui si parlava di nuovo di questa dipendenza. In particolare si parla di come anche il bestiame era dipendente dai bombi, i quali impollinavano il trifoglio, alla base della loro dieta.

Successivamente nel 1901 Maurice Maeterlinck scrisse il celeberrimo “La vita delle api“, di cui parliamo in questo nostro articolo.

You will probably more than once have seen her fluttering about the bushes, in a deserted corner of your garden, without realising that you were carelessly watching the venerable ancestor to whom we probably owe most of our flowers and fruits (for it is actually estimated that more than a hundred thousand varieties of plants would disappear if the bees did not visit them), and possibly even our civilisation, for in these mysteries all things intertwine.

In breve, ciò che Maeterlinck vuole esprimere è che dobbiamo all’ape la grande maggioranza dei nostri fiori e dei nostri frutti, stimando che centomila varietà di piante scomparirebbero se le api non le visitassero, e probabilmente dobbiamo a loro anche la nostra civiltà.

 

IL PUNTO DI SVOLTA

Il primo collegamento diretto tra Albert Einstein e l’estinzione dell’uomo la si riscontra nel 1941, quando il giornalista Ernest A. Fortin scrisse un pezzo per il Canadian Bee Journal, il quale conteneva questa citazione:

 If I remember well, it was Einstein who said: “Remove the bee from the earth and at the same stroke you remove at least one hundred thousand plants that will not survive.”

Possiamo tradurlo così: “Se ricordo bene, fu Einstein che disse: rimuovi l’ape dalla Terra e con lo stesso colpo rimuoverai almeno centomila piante, perché non sopravvivrebbero”…. Sig. Fortin, mi sa che la tua memoria non ha funzionato bene, ha finito per fare un bel mix. In fondo lo capisco, capita spesso anche a me!

Infine nel 1965, Pierre Pascaud scriveva per la rivista parigina “La Vie des Bêtes et l’Ami des Bêtes”:

Einstein a calculé que si toutes les abeilles du monde étaient exterminées il ne faudrait pas plus de quatre ans à l’homme pour disparaître du globe.

Si legge: Einstein ha calcolato che se tutte le api del mondo venissero sterminate non ci vorrebbero più di quattro anni affinché l’umanità sparisca dal globo.

 

CONCLUSIONI

Ed eccola qui, la nascita del mito di Einstein, le api e la fine dell’umanità. Volendo essere precisi, nel 1951 alcuni bambini di una scuola scrissero ad Einstein perché volevano sapere se ci sarebbero state forme di vita sulla Terra se il sole si fosse esaurito.

Senza luce del sole non ci sarebbe più: grano, pane, erba, bestiame, carne, latte, e tutto sarebbe ghiacciato. Non ci sarebbe VITA.

Einstein non ha nominato le api, sebbene parli di una qualche forma di estinzione di massa in conseguenza a questa eventualità, e comunque qualche anno prima era già stato citato da Fortin nel suo articolo per il Canadian Bee Journal. Non si può sapere se con questa sua lettera abbia ulteriormente contribuito alla confusione generale.

Il fatto è che non ha mai pronunciato questa frase. Non è nemmeno chiaro come sia stato possibile calcolare questo fantomatico countdown all’estinzione dell’uomo. Non ci sono prove scientifiche a sostegno del fatto che le api ci porteranno tutti quanti con loro nella tomba.

Quello che è chiaro è che se gli insetti impollinatori per qualsiasi motivo dovessero estinguersi, è molto difficile prevedere la catena di eventi che seguirà.

Noi di Vitamina Bee abbiamo provato a rifletterci sopra ed abbiamo girato un video al riguardo:

 

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A presto!

Silvia


Fonti:

Immagini:

  • Copertina dell’articolo – Albert Einstein: Pixabay License, Libera per usi commerciali, attribuzione non richiesta (rielaborata da Vitamina Bee)

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