Walmart cerca di brevettare le “api robot”

Si tratta di realtà oppure di fantascienza?

Pare che la catena di negozi al dettaglio Walmart stia cercando di brevettare un progetto tecnologico legato alle api-drone da utilizzare per l’impollinazione dei fiori, a fronte del preoccupante declino degli insetti impollinatori registrato in America (e non solo).

Certo, pensare ad api robot potrebbe farci venire in mente possibili scenari apocalittici, ma in questo caso di che cosa stiamo parlando realmente?

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Titolone sensazionalistico comparso sul sito hwupgrade.it

 

Mi spiace deludervi ma non sarà Walmart con le sue api-drone a “salvare il mondo”.

Andando a controllare la fonte a cui si ispira l’articolo, ho potuto consultare il brevetto sottoposto da Walmart che, se volete, potete trovare QUI.

A quanto ho avuto modo di capire, pare che Walmart si sia mossa preventivamente per registrare un brevetto sull’idea più che sullo sviluppo vero e proprio del sistema automatizzato di impollinazione.

Cercando il documento sull’apposito sito dell’ufficio brevetti americano non sono riuscito a trovare alcuna corrispondenza, quindi presumo che ad oggi l’idea di Walmart sia ancora al vaglio.

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Abstract del brevetto presentato. Sì, le virgole le avevano finite.

Tradotto in soldoni:

Dispositivo in grado di raccogliere polline dai fiori della coltivazione A ed applicarlo ai fiori della coltivazione B. Il dispositivo è inoltre dotato di sistemi per il rilevamento della buona riuscita dell’operazione. La punteggiatura a volte fa miracoli.

Insomma, il progetto comprende quanto di più generico si possa provare a brevettare in termini di impollinazione con l’utilizzo di droni.

Tornando all’articolo di Hardware Upgrade (anche se, va detto, purtroppo non sono gli unici ad aver pubblicato titoloni e strafalcioni di vario genere su questo tema), leggiamo:
L'azienda, fra i più importanti attori della vendita al dettaglio nel
mondo, ha depositato secondo le informazioni rivelate dalla Cb Insights, un brevetto per un'ape completamente robotizzata ed autonoma capace di risolvere appunto il problema del cosiddetto spopolamento degli alveari ossia la scomparsa delle api mellifere, le quali trasportano il polline permettendo la riproduzione delle vari gimnosperme ed angiosperme, fondamentali per la nutrizione umana.

Le parole qui utilizzate sono estremamente semplicistiche (in fondo si tratta di una testata dedicata alla tecnologia quindi chiudiamo un occhio), ma è giusto sottolineare che il problema della scomparsa degli impollinatori non tocca tanto l’ape mellifera, cioè la nostra ape da miele, bensì (ed in misura molto più preoccupante) tutti gli altri insetti impollinatori.

Se è vero che la sindrome dello spopolamento degli alveari è un problema importante specialmente in America, è anche vero che gli apicoltori attraverso il loro lavoro riescono ogni anno a produrre molte nuove famiglie, controbilanciando in questo modo le perdite.

Lo stesso (purtroppo) non si può dire delle api solitarie, dei bombi, delle farfalle e di tutti gli altri impollinatori che oggi sopravvivono con grande difficoltà, per svariati motivi.

 

fanpage
Anche la sezione scienze di fanpage.it riporta la notizia.

 

Fra i brevetti depositati, si legge che le api drone potrebbero essere utilizzate per una chirurgica e selettiva applicazione di pesticidi nelle colture, spruzzando esclusivamente le singole piante attaccate dai parassiti.

Se questa idea in prima battuta può sembrare molto interessante per i consumatori che cercano qualità e rispetto per l’ambiente nei propri prodotti, non dimentichiamoci che la stessa Walmart smercia ogni anno tonnellate di pesticidi e diserbanti, che non sono certo acqua fresca per gli impollinatori.

 

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“Eliminator” è solo uno dei tantissimi esempi di pesticidi in vendita da Walmart che vanta la funzionalità di “uccidere più di 50 specie di insetti”, fra i quali troviamo le api.

 

Un po’ come dire: prima alimentiamo il problema (guadagnandoci), e poi ti vendiamo anche la soluzione.

In conclusione, direi che se il piano risolutivo è quello di sostituire gli insetti impollinatori con delle api robotizzate, il problema non lo stiamo risolvendo affatto!

Si tratta di sborsare milioni di dollari per produrre insetti drone che dovrebbero svolgere (male) lo stesso lavoro che gli insetti impollinatori portano a termine da milioni di anni. Parliamo di esseri viventi che, a colpi di selezione naturale, nel corso di milioni di anni si sono coevoluti assieme ai fiori che possiamo ammirare oggi. E a differenza di Walmart lo fanno gratuitamente.

Non sarebbe invece meglio lavorare sui motivi per cui gli impollinatori stanno morendo?

Che ne pensate?

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A presto!

Riferimenti:
Articolo CB Insights
Articolo hwupgrade.it
Articolo scienze.fanpage.it
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4 Replies to “Walmart cerca di brevettare le “api robot”

  1. Sono d’accordissimo con le tue conclusioni che dovrebbero essere ovvie ma, a quanto pare, le cose funzionano un po’ al contrario 🙂
    Questa notizia mi ha fatto venire in mente un episodio di una serie tv tra le mie preferite, Black Mirror; protagoniste proprio le api-robot costruite con gli stessi intenti di cui sopra 😀

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