Arnia “fucaiola”

Ultimamente, un po’ per via del lavoro, un po’ per via degli impegni personali e degli oneri lavorativi in apiario, non ho avuto tempo/energie per aggiornare il blog, ma spero di riuscire a rimettermi subito in carreggiata.

Come accennavo in uno dei post precedenti, mi sono trovato a dover affrontare il problema di un alveare orfano con ape operaia fucaiola, quindi in questo e nei prossimi post descriverò alcune delle mie peripezie.

Vi starete forse chiedendo cosa c’entri l’immagine di un telaino con miele in un post dedicato agli alveari orfani, ebbene bisogna sapere che quando si ha un alveare orfano, le api non dovendo allevare covata (in quanto sprovviste di regina), provvedono ad immagazzinare grandissime scorte di miele, inducendo l’apicoltore a credere, erroneamente, che il raccolto stia andando alla grande.

In questa situazione quindi, ci si trova con il nido pieno di miele, ma se non si interviene con tempestività si va incontro allo sviluppo di un’ape fucaiola (conosciuta al grande pubblico come operaia ovificatrice) ed all’inesorabile spopolamento dell’alveare.

Ma cos’è un’ape fucaiola?

L’ape fucaiola non è altro che una normale ape operaia che, non sentendo la presenza dei feromoni della regina, inizia a sviluppare gli organi di riproduzione, normalmente inibiti dalla presenza della regina stessa.

Il problema però, risiede nel fatto che pur avendo organi di riproduzione funzionanti, questa operaia non effettua il volo di fecondazione ed è quindi in grado di deporre esclusivamente uova non fecondate, e quindi uova che daranno origine ad api di sesso maschile (i cosiddetti fuchi).

Dal punto di vista dell’apicoltore, una cassetta fucaiola rappresenta un bel grattacapo, in quanto se non si interviene, nel giro di breve tempo si va incontro al graduale spopolamento dell’alveare (una volta morte tutte le femmine operaie, i fuchi, non trovando più cibo, si spostano in altri alveari lasciando appunto l’arnia vuota).

È interessante però notare come questo meccanismo naturale sia un ultimo, disperato tentativo dell’alveare  di tramandare il proprio patrimonio genetico.

I fuchi infatti, spostandosi da un alveare all’altro ed andando a fecondare altre regine, apporteranno il loro contributo per tramandare il patrimonio genetico e dare vita ad una o più nuove famiglie altrove.

Riconoscere un’arnia con ape fucaiola:

Il riconoscimento risulta piuttosto semplice, anche se i primi segnali possono trarre in inganno.

Nel mio caso, ad esempio, dopo aver cercato senza successo la regina durante più visite, mi ero messo il cuore in pace una volta notata la presenza di molta covata in celle da operaia.

Purtroppo non avevo messo in conto che nonostante le uova fossero state depositate in celle femminili, le operaie nutrici nei giorni successivi avessero poi provveduto ad allargarle in celle da fuco.

Al mio ritorno quindi ho trovato questa situazione:

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Covata molto sparsa, presenza di celle da fuco e piccole celle reali.

Per intenderci, vi mostro la differenza fra questa ed un’altra mia arnia con covata compatta in celle da operaia:

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Scusate il telaino messo sottosopra, nella foto possiamo notare: covata femminile compatta (parte alta) e scorte di miele opercolate (parte bassa).

Un ulteriore campanello di allarme, non sempre di facile individuazione, è rappresentato dalla presenza di più uova mal disposte sui fondi delle cellette.

L’ape regina infatti depone solamente un uovo per ogni celletta, mentre la fucaiola risulta molto più “approssimativa ed abbondante” nella deposizione).

Come si recupera un’arnia fucaiola?

Il procedimento è piuttosto semplice, anche se bisogna prestare molta attenzione durante le varie operazioni per non infastidire esageratamente le api:

  • Si porta l’arnia a minimo 50 metri dalla sua solita posizione.
  • Si scrollano a terra tutti i telaini accertandosi di liberarli completamente dalle api, e si svuota completamente l’arnia.
  • Si riportano l’arnia ed i telaini nella postazione in cui si trovavano.

A questo punto le api riusciranno a far ritorno al proprio nido, mentre la fucaiola (che non è mai uscita dal nido, o che comunque non esce da diverso tempo) non sarà in grado di trovare la strada per far rientro all’alveare.

  • Ora si inserisce una nuova regina (acquistata o allevata) chiusa nella apposita gabbietta con tappo di candito. Il tappo di candito verrà rosicchiato gradualmente dalle api, che quando avranno finito libereranno la regina e non la uccideranno essendosi ormai abituate al suo odore.
  • Nel frattempo si lascia in pace l’arnia per qualche giorno e si torna a controllare che la nuova regina sia stata accettata con successo.

Nel mio caso l’inserimento è andato a buon fine, ed ho permesso così all’alveare di rinascere e continuare il proprio lavoro per poter affrontare l’inverno nel migliore dei modi.

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A presto !

 

 

 

 

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5 Replies to “Arnia “fucaiola”

  1. Ciao Luca,…
    e se in un alveare orfano (da circa 22 giorni) di regina per imperizia mia dopo sciamatura (ho rimosso le celle reali lasciate senza controllare se ci fosse ancora la regina: sono al mio primo alveare…), c’e una cella reale opercolata ben sviluppata(ho visto la larva la settimana scorsa), ed alla mia ispezione oggi ho trovato segni di operaia “fucaiola”, (numerose celle maschili opercolate sparse ma concentrate su un solo telaino) … come mi comporto?
    ci sono gia’ un numero proporzionalmente adeguato di fuchi adulti circolanti: mi verrebbe da pensare di rimuovere quel telaino di fuchi e sperare nella futura regina. inoltre le api hanno quasi saturato i telaini centrali col miele: ho alle due estremita’ solo favi vuoti: posso spostarli in posizioni piu’ centrali in modo da agevolare l’eventuale deposizione?
    grazie,
    Ale

    1. Ciao Alessandro! Purtroppo le celle reali delle fucaiole contengono sempre fuchi, e nella maggior parte dei casi non arrivano neanche allo sfarfallamento. Per orfanità protratte a lungo solitamente si consiglia di riunire quello che rimane con un’altra famiglia in salute, oppure si scrollano le api a distanza e si lascia che si ridistribuiscano da sole fra le arnie presenti nell’apiario. Se non hai la possibilità di fare questo, puoi tentare di salvare la famiglia scrollando i telaini da tutte le api (come riportato nell’articolo) e dopo 1/2 giorni acquistare ed inserire una regina già feconda nell’apposita gabbietta per favorirne l’accettazione. Concordo con la tua idea di spostare più all’esterno i favi con miele e portare al centro quelli vuoti per dar modo alla regina di lavorare bene.
      In bocca al lupo e se hai altri dubbi scrivimi pure… e fammi sapere com’è andata!

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