Mad honey: arma letale!

mad honey

Sapete che il miele, un tempo, era un’arma da guerra? Forse sto un po’ esagerando, ma in questo articolo voglio parlarvi del mad honey, altrimenti conosciuto come deli bal o… Miele pazzo!

Se proprio vogliamo dirla tutta, questo miele viene prodotto tutt’oggi. Per farvela breve e mettervi un po’ di ansia, il mad honey è contaminato da una neurotossina abbastanza potente che potrebbe mettervi KO per almeno 24 ore consecutive. Vediamo come!

ARMA LETALE!

Nel 401 A.C. ben 10.000 mercenari greci stavano marciando sulla via di casa, guidati dal generale Senofonte, dopo aver combattuto contro la grande armata del Re di Persia. La sorte volle farli fermare nella Colchide, regione dell’attuale Georgia occidentale, bagnato dal Mar Nero. Lì notarono numerosi alveari e, presi dall’ingordigia, ne mangiarono più che poterono.
I risultati furono agghiaccianti: i soldati colassarono in massa, come se fossero stati intossicati da qualcosa. Ci vollero giorni prima che si rimettessero in piedi.

Gneo Pompeo Magno mad honey
Raffigurazione di Gneo Pompeo Magno.

Il generale romano Gneo Pompeo Magno, prima alleato e poi avversario di Giulio Cesare, stava combattendo contro Mitridate vicino a Trebisonda circa 400 anni dopo il fattaccio di Senofonte. Gli Eptacometi, alleati di Mitridate, vivevano lungo le sponde del Mar Nero, nella Turchia del nord. Essi piazzarono “accidentalmente” lungo la strada che i Romani avrebbero percorso degli alveari, i quali vennero razziati dai soldati. Il resto della storia è scontata!

Nel 946 A.C. Olga di Kiev, che oggi si chiamerebbe Sant’Olga, fece massacrare 5.000 suoi nemici dopo essere stati “accidentalmente” avvelenati dopo una notevole ingestione di miele fermentato. I fatti accaddero più o meno nelle stesse zone sopra citate.

Nel 1489 circa 10.000 soldati dei Tatari vennero massacrati dai Russi dopo aver bevuto numerosi fiaschi contenti idromele, che erano stati “accidentalmente” abbandonati dai nemici non tanto lontano da dove Olga aveva fatto uccidere i suoi nemici.

Come potete ben capire, la parola “accidentalmente” non è stata usata a caso! Senofonte non sapeva che il miele del Mar Rosso fosse tossico per i suoi uomini, bensì i fatti di Pompeo Magno, Olga di Kiev e dei Tatari furono causati con una precisa intenzione: quella di stordire ed eliminare definitivamente la minaccia.

 

CHE COS’E’ IL MAD HONEY?

Come è possibile che il miele, o i prodotti da esso derivati, siano stati tossici in passato? Come può il miele ucciderti?

Rhododendrum luteum mad honey
Pianta di Rhododendrum Luteum.

Sono domande che probabilmente vi sono già balzate in testa. Si parla di un miele estremamente particolare derivato dal nettare di piante ben precise.

Queste piante appartengono alla famiglia delle Ericaceae, del genere Rhododendron Luteum, R. Flavum, R. Simsii e R. Ponticum.

Il nome vi avrà già detto qualcosa: si parla infatti di 4 generi di rododendro diversi, che sono molto comuni in specifiche parti del mondo.

Ci sono anche altre piante della famiglia Ericaceae che possono produrre miele tossico: Kalmia Latifolia e Kalmia Angustifolia.

Sono molto diffusi nei seguenti paesi:

  • Turchia;
  • Nepal;
  • Tibet e Cina;
  • Sud-est Asiatico: Filippine, Myanmar, Indonesia;
  • Giappone;
  • Nuova Guinea;
  • America del Nord: qua sono comuni le piante di Kalmia Latifolia e K. Angustifolia.

Perchè queste piante producono un miele tossico? Il nettare prodotto contiene una neurotossina abbastanza potente chiamata graianotossina. Essa non si trova soltanto nel nettare, ma anche in altre parti della pianta come le foglie ed i rami.

Le api sembrano non processare in alcun modo questa neurotossina: la ingeriscono con il nettare e la reimmettono nel miele. Non ci sono studi in merito alla potenziale tossicità nei loro confronti ma, vista la produzione millenaria di questo miele, sembra che ne escano totalmente intatte!

Ciò non accade invece con l’uomo, che potrebbe intossicarsi anche ingerendo una piccolissima quantità di questo miele.

 

L’USO DEL MAD HONEY

Per millenni il miele di per sé ha sempre rivestito un ruolo ambivalente, sia come fonte di cibo che come medicinale. In particolare, il mad honey veniva usato per contrastare diverse problematiche, quali ad esempio la gastrite, l’ipertensione, il raffreddore e come analgesico, Queste proprietà specifiche non sono tuttora state provate scientificamente.

In alcuni Paesi, come ad esempio la Turchia ed il Nepal, secondo la cultura medica tradizionale una piccola dose quotidiana (o comunque frequente) di questo miele è benefica per la salute in generale.

Eccedendo un po’ l’effetto ottenuto è quello di uno stimolante sessuale (anche questo mai provato scientificamente): è questa la proprietà che tuttoggi fa tenere ben alta la domanda e, di conseguenza, la produzione di questo miele. Sembra però, ad esempio in Turchia, che l’assunzione di mad honey a scopo sessuale non sia una pratica culturalmente accettabile.

 

LA GRAIANOTOSSINA

Ci sono più di 20 tipi di graianotossine diverse ma non sono tutte tossiche per l’uomo. Quelle più pericolose sono la numero 1, 2 e 3. La 2 è meno problematica rispetto alle altre.

L’intossicazione causata dall’ingestione di un miele che contiene una o più di queste graianotossine particolari appare subito molto grave e sembra mettere la persona in serio pericolo di vita. Nonostante tutto, non risultano esserci stati casi fatali negli ultimi cento anni.

I principali effetti collaterali sono:

  • allucinazioni;
  • nausea e vomito;
  • brachicardia: riduzione della frequenza cardiaca inferiore al valore di 60 battiti per minuto;
  • ipotensione: pressione sanguigna molto bassa;
  • sincope: svenimenti con alterazioni del respiro e della circolazione sanguigna;
  • stordimento e debolezza generale;
  • sudorazione eccessiva;
  • stato di confusione mentale;
  • sdoppiamento o sfocatura della vista.

I sintomi si presentano da 30 minuti a 4 ore dopo l’ingestione e durano all’incirca 24 ore: la neurotossina viene metabolizzata molto velocemente e quindi espulsa dal corpo.

La gravità dei sintomi dipende anche da altri fattori:

  • la quantità di tossina ingerita;
  • la sensibilità dell’organismo alla suddetta;
  • quando il miele è stato prodotto.

Non c’è una dose minima precisa, ma si pensa che le intossicazioni possano accadere se si ingeriscono dai 15 ai 30 grammi di mad honey.

kalmia latifolia mad honey
Fiore di Kalmia Latifolia, comune in America del Nord.

Non tutte le persone sono sensibili allo stesso modo: i consumatori abituali di questo miele sembrano essersi desensibilizzati dagli effetti collaterali del mad honey.

Il miele primaverile è molto più ricco di graianotissine rispetto a quello prodotto durante la restante stagione apistica.

In aggiunta, la graianotossina non si distribuisce uniformemente all’interno del miele: ci possono essere punti in cui è più concentrata. Questo aspetto può causare intossicazioni accidentali anche in consumatori abituali di questo miele. Può anche causare sintomi più gravi in un individuo rispetto ad un altro, dopo che entrambi abbiano mangiato miele dello stesso barattolo o produttore.

I casi di intossicazione comportano generalmente l’ospedalizzazione e si curano con infusioni saline, farmaci a base di atropina, terapie antipiastriniche e, nei casi più gravi, pacemaker temporanei.

 

CHI CONSUMA IL MAD HONEY?

I migliori clienti dei produttori del mad honey sono generalmente gli uomini dai 50 ai 60 anni, per via dei millantati miglioramenti delle prestazioni sessuali. In aggiunta è anche una tra le fasce della popolazione che risente maggiormente delle disfunzioni a livello cardiaco procurate dalle graianotossine.

Il mad honey è così ricercato che in Corea del Sud ne è stata bandita l’importazione: nel 2003-2004 erano stati importati ben 8 tonnellate di questa tipologia di miele e, a seguito dei numerosi casi di intossicazione e degli studi in campo, il governo ha decretato il bando totale del prodotto… Che viene comunque illegalmente introdotto all’interno del paese!

Ad ogni modo non soltanto gli uomini sono esposti a queste problematiche: in Germania nel 2017 si è registrato un caso di una donna di 46 anni, la quale venne ospedalizzata per via di alcuni sintomi tipici da intossicazione da mad honey. Nel report clinico, che troverete nelle fonti di questo articolo, potete leggere di come il marito non era molto convinto del fatto che fosse stato proprio il miele ad averla intossicata, in quanto ne era consumatrice abituale perché “fa bene alla salute”. Il polline contenuto in quel miele era positivo alle graianotossine.

 

QUALI PAESI PRODUCONO IL MAD HONEY?

I principali produttori di questo miele sono due: la Turchia ed il Nepal. E’ in questi due paesi che l’uso del mad honey è accettato nella medicina tradizionale come rimedio casalingo.

Ci sono apicoltori specializzati nella produzione del mad honey, il quale ha generalmente un prezzo superiore agli altri tipi di miele proprio per via di queste “proprietà curative”.

In Turchia la zona di produzione più fiorente è quella del Mar Nero: qui viene chiamato Deli Bal.

In Nepal, questo miele viene raccolto dai nidi dell’Ape Laboriosa, una specie di ape tropicale che è ben nota per produrre un unico favo gigante all’aperto.

E’ meglio conosciuta come ape gigante dell’Himalaya e vive ad altitudini molto levate (1.200-4.100 metri), ed è quindi l’ape che trovereste nelle zone montane del Nepal. E’ di colore generalmente scuro e possiede peli lunghi e fitti sull’addome. Nidificano sulle rocce e per questo gli apicoltori del Nepal sono più dei cacciatori. Muniti di lunghe corde, sacchi e bastoni, si arrampicano sui pendii rocciosi alla ricerca del prezioso mad honey.

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Un cacciatore di miele nepalese all’azione!

Una sola precisazione, nel caso vogliate sperimentare l’assaggio di questo miele: è “meglio” acquistarlo direttamente dagli apicoltori/cacciatori locali, in quanto la graianotossina è facilmente riscontrabile nei mieli da piccole produzioni.

I mieli commerciali vengono spesso creati in laboratorio unendo diversi tipi di mieli diversi, e questo causa una notevole diluizione di questa tossina, se eventualmente contenuta in uno dei lotti. Inoltre, se il prodotto viene sottoposto a pastorizzazione o al riscaldamento per aumentarne la fluidità, le graianotossine vengono distrutte in quanto sono sensibili al calore.

In questo breve documentario di Vice (in inglese) potrete vedere una squadra di cacciatori di miele nepalesi all’azione!

 

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A presto!

Silvia


FONTI:

IMMAGINI:

  • Gneo Pompeo Magno: Di Carole Raddato from FRANKFURT, Germany – Pompey the Great, Augustean copy of a 70-60 BC original, Venice Museo Archeologico Nazionale.
  • Rhododendrum Luteum: By Karduelis – Own work, Public Domain.
  • Kalmia Latifolia: Di A. Barra – Opera propria, CC BY 3.0.

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