Perché è importante salvaguardare il mercato del miele dalla frode? Prima di rispondere a questa domanda bisognerebbe capire quali sono le frodi più “in voga” che purtroppo colpiscono il nostro settore.

 

LA SITUAZIONE DEL MERCATO

Nel mio precedente articolo dedicato al prezzo del miele ho introdotto un’argomentazione ben precisa.

Ho dimostrato come la produzione annuale del miele non possa essere un dato in costante crescita.

Le problematiche legate alle stagioni sempre più irregolari, unite ai danneggiamenti dovuti a parassiti e malattie (solo per elencare alcune criticità), incidono sulle quantità prodotte durante le singole stagioni apistiche.

Vi basterà cliccare sulle frecce per accedere ai vari grafici riguardanti gli andamenti della produzione in alcune aree del mondo.

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Ad ogni modo, se si guarda al dato globale si può vedere come la produzione di miele mondiale sia in costante crescita.

andamento produzione miele mondo prezzo del miele

Fonte: FAOSTAT

I dati sembrerebbero dimostrare come la Cina, ad oggi il più grande paese produttore ed esportatore di miele del mondo, influisca sulla produzione mondiale. La sua capacità produttiva è sempre in costante crescita, indipendentemente dalle ben note criticità del nostro settore.

Cerchiamo quindi di capire perché questa costante crescita abbia un effetto negativo sull’intera industria del miele, sia in termini di prezzi che di qualità del prodotto.

 

PERCHÉ’ UNA CRESCITA COSTANTE?

Incrociando i vari dati sulla produzione, l’esportazione ed il numero delle arnie presenti in Cina, si nota una grande discrepanza.

andamento produzione esportazioni arnie cina

Fonte: Calcolato da ITC sulla base delle statistiche UN COMTRADE e ITC (http://www.intracen.org) + FAOSTAT

Come fa la Cina a produrre così tanto miele ogni anno, mentre il numero delle sue arnie cresce ben poco? Come può il colosso asiatico non avere mai un’annata pessima, come accade nelle altri parti del mondo?

Sono davvero così bravi a far il miele?

Quello che viene ipotizzato dagli esperti del settore è che la produzione di miele in Cina sia spesso “falsata” da uno uno “strumento” che porta un nome molto evocativo.

Adulterazione economicamente motivata, o EMA, come piace chiamarla agli americani. Questa terminologia particolare è stata coniata dalla U.S. Food and Drug Administration del governo degli Stati Uniti e definirebbe:

la sostituzione intenzionale e fraudolenta, oppure l’addizione di una sostanza per aumentare il valore apparente del prodotto o ridurre il costo di produzione, al fine di un maggiore guadagno economico.

Attraverso una serie di azioni o strumenti particolari, la Cina riesce ad avere sempre una produzione in crescita, indipendentemente dalle stagioni e/o da altre problematiche, ed a un prezzo decisamente più basso rispetto agli altri concorrenti.

Va da sé che grandi quantità a basso prezzo incidono negativamente sul mercato internazionale, sia in termini finanziari che di qualità stessa del prodotto.

 

I 6 TIPI DI FRODE NEL MERCATO DEL MIELE

Cerchiamo di distaccarci per un attimo dalla questione cinese per vedere l’argomento al di sopra delle singole nazionalità, almeno per il momento.

Parliamo quindi di quali azioni vengono commesse dagli operatori fraudolenti allo scopo di trarne un maggiore guadagno, portando sul mercato un prodotto scadente e di basso valore.

 

1- AGGIUNTA DI SOSTANZE 

Il miele si compone di molte sostanze, tra le quali:

  1. zuccheri (80% circa): fruttosio e glucosio in quantità maggiori, poi saccarosio ed altre tipologie;
  2. acqua (17-18% circa);
  3. altre sostanze tra cui proteine, sali minerali e così via.

Per aumentare la quantità finale del miele, i furbetti preferiscono diluire il miele con sciroppi prodotti dalla lavorazione di:

  1. mais;
  2. canna da zucchero;
  3. barbabietola da zucchero;
  4. riso.

L’elenco non è esaustivo, in quanto sul mercato la quantità di sciroppi zuccherini disponibile è estremamente varia.

Vengono usati per due motivi principali: hanno un colore piuttosto simile a quello del miele e, soprattutto, hanno un costo veramente irrisorio, se comparato a quello del miele.

Giusto per farvi capire, questi screenshot sono stati fatti su un noto sito di prodotti all’ingrosso. Si tratta di vari tipi di sciroppo.

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Diluire il miele con queste sostanze permette quindi di avere margini di guadagno nettamente superiori rispetto ai venditori di prodotto autentico.

COSA DICE LA LEGGE?

Secondo il D.Lgs. 21/05/2004, n.179, articolo 4:

E’ vietato aggiungere al miele, immesso sul mercato in quanto tale o utilizzato in prodotti destinati al consumo umano, qualsiasi ingrediente alimentare, ivi compresi gli additivi, ed effettuare qualsiasi altra aggiunta se non di miele.

Questa disposizione ricalca in maniera quasi identica quella del Codex Alimentarius “Codex Standard for Honey”, redatto nel 1981 dalla FAO.

Lo ribadisce anche l’Unione Europea, nella Direttiva del Consiglio Europeo 2001/110/CE del 20/12/2011 e nella Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio 2014/63/UE del 15/05/2014.

Troverete i quattro testi di legge tra le fonti di questo articolo, nel caso vogliate consultarli.

 

2 – LA NUTRIZIONE DELL’ALVEARE

Anche la nutrizione dell’alveare con sciroppi a base di zucchero può essere un problema. Ogni apicoltore è autorizzato a fornire alle proprie api della nutrizione di sostegno in casi molto particolari, tra cui ad esempio:

  1. in inverno, se la famiglia non è riuscita a stipare abbastanza miele per sopravvivere alla brutta stagione;
  2. durante la stagione di raccolta, se la famiglia è molto debole.

Nutrire costantemente le api durante tutto l’anno, soprattutto durante il periodo di raccolta del nettare, è una pratica apistica estremamente scorretta.

Il miele viene prodotto dalle api attraverso la raccolta e la lavorazione del nettare (e della melata) non degli sciroppi zuccherini.

Nutrendo le api con sciroppi o altre preparazioni a base di zucchero si potranno ottenere quantità di miele molto alte e soprattutto costanti, alle quali però mancheranno tutta una serie di sostanze che le api raccolgono con il nettare e che trasformano per inserirle all’interno del miele autentico.

Inoltre il profilo degli zuccheri contenuti nel prodotto finale lo rende più simile ad un prodotto diluito con zuccheri estranei, piuttosto che al miele autentico.

 

3 – RACCOLTA DI MIELE NON MATURO

Quando le api bottinatrici raccolgono il nettare dai fiori, questo ha un contenuto di acqua abbastanza alto. C’è quindi bisogno che le api presenti all’interno dell’arnia lo lavorino e, come si dice in gergo apistico, ne riducano l’umidità.

Durante questo processo, le api trasformano il nettare in miele ed aggiungono anche una serie di sostanze quali proteine, sali minerali e così via.

Telaino da miele con cera d'opercolo

L’opercolo sigilla la celletta del favo che contiene il miele.

Uno dei metodi più usati per avere grandi quantità di miele a poco prezzo è la rimozione dei favi contenente miele ancora non opercolato, quindi non maturo e contenente una grande quantità di acqua.

Questo attiva un circolo di produzione frenetico all’interno dell’alveare. Per farvi capire, il “cervello centrale” dell’alveare continuerà a dare l’impulso per la ricerca di nuovo nettare.

Sempre più api si dedicheranno alla bottinatura e alla trasformazione del nettare, finendo per stressare molto l’intero sistema… E per aumentare drasticamente le quantità di miele prodotte, abbassando notevolmente il prezzo finale del prodotto.

Giusto per farvi capire, è come se l’azienda vinicola iniziasse a vendere il mosto, anziché il vino. O se la pizzeria vi consegnasse a casa una pizza non cotta.

Cosa accade quindi al miele non maturo? Viene portato in una “fabbrica del miele”, così vengono chiamate nel settore, nella quale si trovano macchinari e stanze adibite proprio all’asciugatura del miele.

Anziché aspettare che l’ape finisca il proprio lavoro (così come ci si aspetta che lo facciano la cantina del vino ed il pizzaiolo), la produzione del miele viene portata a termine in fabbrica.

 

COSA DICE LA LEGGE?

Forse penserete “Dove starebbe il problema? Alla fine è sempre miele!”, ve lo spiego. Secondo la legge italiana:

Per «miele» si intende la sostanza dolce naturale che le api (Apis mellifera) producono […] bottinano, trasformano, combinandole con sostanze specifiche proprie, depositano, disidratano, immagazzinano e lasciano maturare nei favi dell’alveare. (D.LGS. 21/05/2004, n.179)

Tutto ciò lo si ritrova ovviamente anche nel Codex Alimentarius e nelle due direttive dell’Unione Europea citate qualche paragrafo sopra.

Quello che le leggi indicano è quindi che il miele può essere chiamato tale solo se sono le api a completare la trasformazione all’interno dell’alveare.

La maturazione è un processo fondamentale durante il quale le api portano a compimento la trasformazione del nettare in miele. Rimuovere dall’alveare del prodotto non completamente finito e terminare l’asciugatura in fabbrica è una contraddizione rispetto alla legge.

Va da sé che lasciare che siano le api a compiere tutto il lavoro allungherebbe le tempistiche della produzione e, di conseguenza, farebbe aumentare i costi.

Quindi, come detto sopra, gli operatori scorretti che utilizzano questo metodo lo fanno per:

  1. aumentare notevolmente le quantità prodotte;
  2. abbassare notevolmente il prezzo del miele.

 

4 – MASCHERARE L’ORIGINE GEOGRAFICA

Un’altra mossa truffaldina molto comune è quella del mascherare l’origine geografica del miele. Come si può fare? Attraverso la rimozione dei pollini in esso contenuti.

Il polline è considerato un costituente del miele. Sappiamo che le api non raccolgono soltanto il nettare, ma vanno anche in cerca di polline, in quanto è l’unica fonte di proteine di cui le api si cibano.

Il polline è una sostanza molto volatile, come una polvere, e finisce inevitabilmente all’interno del miele. Gli esperti in analisi pollinica sono in grado di poter riconoscere le varie tipologie di polline contenute all’interno del miele e, a grandi linee, anche la sua origine geografica.

Se volete approfondire l’argomento, vi consigliamo di guardare la nostra inter-BEE-sta con l’esperta Lucia Piana, che potete guardare in video oppure ascoltare in podcast.

Il miele viene normalmente filtrato da tutti gli apicoltori allo scopo di rimuovere le impurità più grossolane come, ad esempio:

  1. pezzi di cera;
  2. pezzi di legno;
  3. parti di api morte.

Questo tipo di lavorazione non impatta sulla quantità di pollini contenuta nel miele.

C’è bisogno di filtri speciali per poter rimuovere queste particelle microscopiche e non è una tecnica per nulla semplice.

Perché quindi c’è bisogno di mascherare l’origine geografica del miele? Perché così il prodotto diventa totalmente anonimo: può essere acquistato a basso prezzo e rivenduto altrove come locale.

Spesso per evitare che ai controlli si noti la totale assenza di pollini, questi vengono addirittura addizionati, oppure il miele anonimo viene miscelato con altri prodotti per aumentare la quantità totali.

COSA DICE LA LEGGE?

Nello specifico, l’ordinamento italiano afferma che:

[…] E’ vietato estrarre polline o componenti specifiche del miele, a meno che ciò sia inevitabile nell’estrazione di sostanze estranee inorganiche o organiche. (D.LGS. 21/05/2004, n.179)

In deroga a questo, però, la legge afferma che se si vuol commercializzare un miele così tanto filtrato è obbligatorio indicarlo in etichetta.

Anche le Direttive Europee ed il Codex Alimentarius ribadiscono questo concetto.

 

5 – IL FILTRAGGIO CON LE RESINE A SCAMBIO IONICO

Ho conosciuto questa tecnica durante la ricerca per il precedente articolo, in quanto non avevo mai sentito parlare delle resine a scambio ionico prima d’ora.

Questi particolari polimeri trovano ampia applicazione in tantissime industrie: dalla chimica alla farmaceutica, e sono utili anche alla purificazione ed all’addolcimento dell’acqua potabile.

Per quanto riguarda l’industria apistica, sembra che vengano utilizzate allo scopo di:

  1. rimuovere contaminanti, soprattutto gli antibiotici;
  2. cambiare il colore del miele, in sostanza schiarirlo;
  3. cambiare il sapore del miele.

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In queste foto potete vedere come la tecnologia a base di resine a scambio ionico venga commercializzata su alcuni siti. Da notare il costo estremamente irrisorio della stessa resina.

 

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Il miele subisce una specie di lavaggio/purificazione che lo renderebbe più buono, più appetibile alla vista e, soprattutto, rispondente alle leggi europee sui residui minimi di sostanze contaminanti.

Cosa succederebbe quindi se tre mieli totalmente diversi tra loro venissero sottoposti a questo trattamento? Diventerebbero più o meno la stessa cosa: un miele chiaro, dal sapore standard e quasi del tutto privo di contaminanti.

Virtualmente, se un miele italiano, uno sudamericano ed un altro cinese venissero “lavati” con la resina, l’unica cosa che li differenzierebbe sarebbe l’origine geografica!

 

COSA DICE LA LEGGE?

Il Codex Alimentarius afferma che:

Il miele non deve essere scaldato o processato ad un livello tale per cui la sua composizione essenziale sia cambiata o la sua qualità venga compromessa.

Quindi, secondo queste raccomandazioni internazionali l’uso di resina a scambio ionico applicato al miele sarebbe vietato. Il prodotto che entra nel macchinario non è lo stesso che esce fuori, in quanto la sua composizione e la qualità vengono stravolti.

Per quanto riguarda le leggi italiane ed europee, ad ora non ci sono specifici riferimenti a questo tipo di lavorazioni.

La situazione cambia quando si parla di contaminazioni con antibiotici.

Per l’Unione Europea il miele non deve contenere alcun residuo di antibiotici. Non sono stati fissati i limiti massimi dei residui e perciò non è stato autorizzato alcun farmaco antibiotico per l’utilizzo in apicoltura.

Difatti tra il 2002 ed il 2004 le importazioni di miele dalla Cina vennero totalmente sospese proprio perché fortemente contaminate da antibiotici.

In Italia le contaminazioni da antibiotici vengono monitorare con il Piano Nazionale per la Ricerca dei Residui (PNR) del Direzione generale per l’igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione Ministero della Salute.

Sebbene non siano stabiliti dei veri e propri limiti, si applica lo stesso principio dell’Unione Europea: non devono esserci tracce di antibiotici.

In aggiunta, nel D.Lgs. 179/2004 si afferma che:

Nei limiti del possibile il miele immesso sul mercato in quanto tale o utilizzato in prodotti destinati al consumo umano deve essere privo di sostanze organiche e inorganiche estranee alla sua composizione.

 

 

6 – IL TRANSHIPPING E LA TRIANGOLAZIONE

Ho deciso di dedicare a questi particolari tipi di frode un articolo a sé, in quanto si tratta di argomenti complicati e meritano un ulteriore approfondimento.

A grandi linee, si parla di transhipping e/o triangolazione quando un miele proveniente da un determinato paese, attraverso alcuni passaggi fraudolenti di varia natura, viene rivenduto come proveniente da un paese terzo o anche come locale.

Quindi rimanete sintonizzati su Vitamina Bee!

 

LE CONSEGUENZE DELLA FRODE

La presenza di grandi partite di miele adulterato in commercio è la principale causa dell’andamento al ribasso del prezzo del miele.

La massiccia esportazione di prodotto a basso prezzo dall’est asiatico fa sballare il mercato a discapito dei paesi storicamente produttori di miele, i quali si trovano oggi in  estrema difficoltà nel mantenere ed aumentare la loro produzione per poter sostenere i costi di gestione aziendale.

Quando un settore è “drogato” ed i prezzi non rendono sostenibile il sostentamento ottimale delle aziende, la conseguenza principale è la diminuzione costante del numero degli imprenditori e delle imprenditrici appartenenti a quel campo.

In parte è ciò che sta accadendo anche nel nostro paese, perché lavorare in apicoltura espone ad una lunga serie di rischi ambientali ed economici e talvolta il gioco non vale la candela.

Questo non significa che l’apicoltura sia un settore morente, ma di sicuro che c’è una profonda crisi che va risolta… Il prima possibile. Approfondirò anche questo argomento in un prossimo articolo, non temete!

 

LO SCOPO DI QUESTO ARTICOLO

Lo scopo di questo articolo non è quello di mettervi paura e pensare che TUTTO IL MIELE SIA ADULTERATO, in quanto NON E’ ASSOLUTAMENTE COSÌ’.

Non vogliamo gettare alcun discredito sul mondo dell’apicoltura, che soffre tanto quanto le nostre care api per le azioni fraudolente di certi operatori.

Quello che vogliamo fare è informarvi, farvi conoscere sia i lati buoni che quelli “meno buoni” di questo settore.

C’è un intero plotone composto da ricercatori, università, enti privati, istituzioni pubbliche e forze dell’ordine che quotidianamente lottano e cercano di trovare soluzioni per tutelare il consumatore ed i produttori di miele.

…. Ed anche questo sarà oggetto di un successivo articolo!

 

Apprezzerei molto vostri commenti e domande su questo articolo! Usate il box dedicato ai commenti per farmi sapere cosa ne pensate. Iscrivetevi al blog o alle nostre pagine Facebook, Twitter, YouTube ed Instagram per avere sempre aggiornamenti in tempo reale!

A presto!

Silvia


FONTI:

  1. FAO – CODEX STAN 12-1981 Rev. 1 (1987)
  2. DIRETTIVA 2001/110/CE DEL CONSIGLIO del 20 dicembre 2001 concernente il miele.
  3. DIRETTIVA 2014/63/UE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 15 maggio 2014 che modifica la direttiva 2001/110/CE del Consiglio concernente il miele
  4. Decreto Legislativo 21 maggio 2004, n. 179 “Attuazione della direttiva 2001/110/CE concernente la produzione e la commercializzazione del miele”
  5. Honeygate: How Europe is being flooded with fake honey 
  6. APIMONDIA STATEMENT ON HONEY FRAUD
  7. Economically Motivated Adulteration of Honey: Quality Control Vulnerabilities in the International Honey Market
  8. A STUDY OF THE CAUSES OF FALLING HONEY PRICES IN THE INTERNATIONAL MARKET
  9. The Current Situation on the International Honey Market
  10. International Honey Market Report dell’American Bee Joural